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Investec Asset Management, player globale partendo dal Sudafrica

10 Luglio 2019 · Riccardo Sabbatini · 5 min

Investec AM guarda con attenzione all’Africa. E infatti è al primo posto nella classifica dei gestori del continente. La società, nata nel 1991 in Sudafrica, negli anni ha progressivamente aumentato la sua operatività. Ora gestisce 145,2 miliardi di dollari (a fine marzo) ed è diventata un importante player a livello globale

L’Africa diventa grande anche nell’asset management. Investec AM, al primo posto nella classifica dei gestori del continente, è nato nel 1991 in Sudafrica e negli anni ha progressivamente aumentato la sua operatività ed ora, con 145,2 $ mld in gestione (a fine marzo) è divenuto un importante player a livello globale. Il gruppo è quotato alle borse di Johannesburg e Londra ed il suo simbolo, una zebra africana, ha iniziato ad essere conosciuto in molti paesi, Italia compresa. È una storia di successo intrecciata da molti anni con i temi della sostenibilità. L’Africa è percorsa da alcuni dei principali megatrend del pianeta (cambiamento climatico, crescita demografica, megatown, uso appropriato delle risorse disponibili) e dal modo in cui verranno affrontati dipenderà anche la partita più generale della sostenibilità. Disporre di asset manager sensibili a queste problematiche è dunque fondamentale non soltanto per l’industria del risparmio. Negli anni Investec AM ha perso i suoi connotati di gestore “soltanto” africano ma ha mantenuto il suo approccio iniziale. Ne parla a We Wealth Mimi (Domenico) Ferrini, Joint Ceo della società. Nato in Sudafrica da genitori italiani trasferitisi negli anni ’60, mantiene ancora forti legami con la Puglia dove tuttora risiede una parte della sua famiglia.

“Sono principalmente tre – spiega – i pilastri che hanno caratterizzato e caratterizzano tuttora il nostro stile di investimento e il nostro approccio:

1 L’elevata qualità dei prodotti, concepiti per generare valore e performance interessanti;

2 I Clienti e i servizi a loro rivolti, fondati sulla capacità di comprendere le opportunità di investimento e sviluppare le migliori strategie per intercettarle;

3 L’innovazione, che ci consente di soddisfare e persino di anticipare le necessità dei clienti in modo adeguato ai loro obiettivi e agli scenari di mercato. In questo, possiamo valorizzare la nostra prospettiva differente che proviene dalla nostra storia e che ci permette di guardare ai mercati con un approccio del tutto peculiare.

La sostenibilità è un perfetto esempio di tema radicato nel nostro DNA: in quanto società nata in Sudafrica – un mercato molto specifico, con caratteristiche uniche, ricco di risorse naturali – e per di più in un momento storico segnato da questioni politiche e sociali di rilievo (pensiamo all’apartheid), temi come la sostenibilità, l’ambiente e anche i diritti civili sono incorporati nella nostra identità fin dall’inizio. Lungo queste direttrici e questi driver si snoda anche il percorso della nostra crescita futura, sia in Italia che a livello globale, con particolare attenzione a clienti, risultati, qualità del servizio, innovazione e sostenibilità. Nella nostra gamma d’offerta vantiamo naturalmente anche soluzioni di investimento che consentono agli investitori di accedere ai mercati africani, ma ci teniamo a precisare che, sebbene abbiamo un forte Dna sudafricano, siamo un asset manager globale. Quindi, è vero che oggi l’Africa è parte del business e dei nostri investimenti, ma abbiamo un approccio internazionale e questo è ciò per cui vogliamo essere riconosciuti.

Qual è l’orizzonte temporale dei vostri investimenti? È dettato dalla natura delle società su cui investite?

Guardando al complesso delle asset class che gestiamo, abbiamo ovviamente prodotti diversi con orizzonti e profili di rischio / rendimento diversi. Ma, in generale, siamo investitori con un approccio di lungo termine. Lo si comprende bene nel caso della sostenibilità. Come investitori, asset owner e consulenti, il nostro ruolo e approccio verso il tema devono riflettere i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo, intercettare e valorizzare questa transizione. Come partecipare a un cambiamento positivo e significativo è la domanda che molti si stanno ponendo. Gli investitori, attraverso una migliore misurazione e un attento engagement, possono gestire il rischio legato al carbonio dei loro portafogli e, allo stesso tempo, ottenere esposizione alle aziende in grado di fornire soluzioni per l’enorme sfida ambientale che stiamo affrontando. In tal modo, gli investitori possono investire su quelle società – in genere sottorappresentate nei portafogli – che portano avanti il processo di decarbonizzazione e che dovrebbero godere di una crescita strutturale, andando così a compensare il carbon risk derivante dalle altre porzioni del portafoglio.

Per capire quali società subiranno maggiormente l’impatto del rischio climatico è necessario valutare un considerevole numero di incognite, incluse la domanda globale di fonti di energia, il prezzo del carbonio e i cambiamenti nel comportamento dei consumatori. I vincitori della transizione energetica sono società che crescono velocemente e che saranno il motore di un profondo cambiamento nel modo in cui le persone lavorano, viaggiano, ottengono e utilizzano l’energia. Queste imprese sono esposte al settore delle energie rinnovabili, dell’efficienza delle risorse e dell’elettrificazione. Noi guardiamo ad aziende che sviluppano attivamente un’expertise nelle energie rinnovabili e in soluzioni energetiche integrate e che fanno evolvere il proprio business model per trasformarsi in protagonisti della transizione energetica. Questo significa un focus crescente sul gas naturale, una significativa riduzione del capex connesso al settore petrolifero e un forte impegno a restituire gli eccessi di liquidità agli azionisti sotto forma di dividendi e buyback. Per quelle società del settore energetico che mancano della capacità o volontà di evolvere, ci aspettiamo che la transizione energetica avrà effetti Darwiniani. Gli investitori le eviteranno, in taluni casi disinvestiranno. Avete recentemente lanciato una strategia globale legata a tematiche Esg (Global Enviroment Strategy) nella quale scrutinate 700 aziende al mondo con una capitalizzazione complessiva di 5mila mld $.

In quali paesi e continenti saranno destinati principalmente i vostri investimenti ed in quali segmenti merceologici (energia, auto elettrica, infrastrutture) immaginate il maggior impatto dei nuovi megatrend del pianeta?

La nostra strategia Global Environment è rivolta a soddisfare la crescente attenzione degli investitori istituzionali per i rischi connessi al cambiamento climatico e investe in società quotate lungo tutta la catena del valore che beneficiano del trend della decarbonizzazione. La strategia è disponibile anche per il mercato italiano. Se confrontato con i tradizionali universi investibili delle azioni globali, l’universo risultante per il fondo Global Environment ha sovrapposizioni minime o nulle con le tradizionali allocazioni azionarie come quelle del Ftse 100 o dell’MSCI All Country World Index e non ha esposizione alle 100 aziende identificate come i maggiori emettitori di carbonio al mondo dall’iniziativa Climate Action 100. Dal punto di vista geografico, vi sono molte opportunità a livello globale e la Cina rappresenta oltre il 25% del nostro universo. Nel Paese stiamo assistendo a significative opportunità che derivano dalla politica “Green China” del governo. Tuttavia, il compito richiesto per ridurre l’inquinamento atmosferico della Cina è significativo, visto che la domanda di elettricità è cresciuta dell’8% l’anno scorso e i 2/3 di quell’energia aggiuntiva sono stati prodotti usando il carbone. Europa, Stati Uniti e Giappone costituiscono altre importanti aree di interesse. Nell’ambito della nostra strategia Global Environment, abbiamo investito circa il 15% in Cina, mentre gli Stati Uniti e l’Europa rappresentano la quota restante.

Attuiamo un’elevata diversificazione di portafoglio su molti importanti temi di crescita strutturale che rientrano in un’area che chiameremmo “decarbonizzazione sostenibile“. Riteniamo che il flusso di capitali verso la decarbonizzazione sostenibile rappresenti un potente motore di crescita strutturale nel corso degli anni e le opportunità migliori si trovino nella catena del valore dei veicoli elettrici, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Siete attratti maggiormente dalle società già attualmente più sostenibili o da quelle che mostrano un maggiore potenziale? All’interno della nostra strategia Global Environment diamo la priorità a quelle aziende che ottengono i migliori risultati in termini di sostenibilità e di rispetto dei criteri Esg. Crediamo che intraprendere azioni di engagement con le aziende su questi temi e collaborare con loro per migliorare i loro parametri di sostenibilità ed Esg sia estremamente importante. Come parte della nostra analisi, consideriamo sia la sostenibilità e il rispetto dei fattori Esg in senso assoluto, sia il tasso di cambiamento e miglioramento ottenuto. Aggiungo che i parametri Esg sono completamente integrati in tutti i processi di investimento di Investec AM. Investec AM è una società attivamente impegnata in iniziative per la sostenibilità.

Può fare qualche esempio?

La dirigenza ha stretto accordi con una serie di organizzazioni globali impegnate nell’ideazione e nell’attuazione di misure di sviluppo sostenibile. Mediante la collaborazione con la Business and Sustainable Development Commission, la Coalition for Inclusive Capitalism, l’Sdg Centre for Africa, il Sustainable Development Solutions Network (Sdsn) delle Nazioni Unite e i Principi di investimento responsabile (Pri), il dialogo con aziende internazionali, governi, esponenti del mondo del lavoro e della società civile, il nostro management si pone l’obiettivo di esplicitare e quantificare l’opportunità di partecipare attivamente nell’avanzamento verso uno sviluppo sostenibile. In qualità di gestori patrimoniali orientati sul lungo periodo, siamo ben consapevoli delle responsabilità più ampie che ci assumiamo nei confronti della società. Nell’ottica di avere un impatto positivo, abbiamo l’onore di lavorare ad iniziative che sostengono le comunità locali e i relativi ambienti, contribuendo in ultima analisi al successo delle generazioni future. Le nostre principali iniziative benefiche si rivolgono alla tutela ambientale e alla comunità. Entrambi gli aspetti trovano casa nella mission di Tusk, un ente benefico costituito in risposta all’impellente esigenza di interrompere la distruzione del patrimonio naturale africano e costruire un futuro sostenibile per le persone e la fauna selvatica del continente. Per la sesta volta, anche quest’anno, Investec Asset Management ha organizzato insieme a Tusk e a Sua Altezza reale il Duca di Cambridge, Patrono reale di Tusk, l’evento annuale per la consegna dei Tusk Conservation Award, premi pensati non solo per riconoscere il contributo alla tutela dell’ambiente di persone straordinarie ma anche per sensibilizzare le coscienze globali sulle problematiche immediate e di lungo periodo a cui deve far fronte il mondo naturale.

Qual è il ruolo dell’Italia nel vostro processo di sviluppo aziendale? È un mercato chiave (considerando anche l’elevata quantità di risparmi privati)?

E poi, l’Italia è un paese in cui i vostri portafogli investono (perché vedete interessanti opportunità di investimento)? L’Italia è assolutamente un mercato chiave per noi. Abbiamo un presidio consolidato su tutti i canali, dalla distribuzione ai clienti istituzionali, e intendiamo continuare a crescere dando particolare rilievo ai segmenti wholesale e retail, senza dimenticare le importanti opportunità di sub-advisory che si stanno facendo largo nel mercato. Da sempre ci impegniamo a fornire ai clienti italiani le migliori soluzioni adatte ai loro obiettivi. Siamo un gestore attivo con un’offerta completa che comprende le principali asset class ed eccellenze in numerosi segmenti. Un esempio è quello delle soluzioni difensive, con bassa volatilità, particolarmente adatte a partecipare alle fasi di rialzo dei mercati ma anche e soprattutto a difendere il portafoglio in quelle di ribasso. Dal punto di vista dell’asset allocation, i nostri portafogli sono investiti in alcune opportunità a reddito fisso del mercato italiano e in un paniere selezionato di azioni. Il mercato italiano apprezza i nostri prodotti e siamo sempre più percepiti dall’industria del risparmio locale come provider consolidato di soluzioni di investimento con ampie competenze di gestione nelle diverse asset class.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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