Investimenti e sostenibilità: parla Al Gore

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
26.2.2021
Tempo di lettura: 3'
La volontà di partecipare alla rivoluzione globale della sostenibilità è essa stessa una risorsa rinnovabile: così l'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore durante l'evento Le Live di ODDO BHF AM
Incendi, uragani, temperature da record, alluvioni. Sono alcuni degli esempi delle ribellioni climatiche avvenute solamente nel corso del 2020, l'anno che è già stato incoronato come il più caldo della storia dall'Amministrazione nazionale per l'osservazione oceanica ed atmosferica degli Stati Uniti.

La causa? I 162 milioni di tonnellate gas serra immessi ogni giorno dall'uomo nell'atmosfera che, intrappolati in questo sottile guscio, generano una quantità di calore paragonabile a quella rilasciata da 600 mila bombe atomiche di Hiroshima al giorno. È il momento di agire, volenti o nolenti: ne è convinto Al Gore, ex Vice Presidente degli Stati Uniti sotto l'amministrazione Clinton e premio Nobel per la pace nel 2007, intervenuto durante un evento a tema sostenibilità organizzato da ODDO BHF Asset Management, perché “la volontà di agire è essa stessa una risorsa rinnovabile”.

Al Gore e il mondo del risparmio gestito


In questo contesto, anche le società operanti nel mondo del risparmio gestito possono giocare un ruolo da protagonisti. Infatti, “i più grandi gestori del mondo sono già parte della rivoluzione sostenibile, una rivoluzione che ha la portata di quella industriale, ma la velocità di quella digitale. Chi ha avuto il coraggio di muovere i primi, coraggiosi passi in questa direzione avrà l'occasione di assistere a grandi conquiste per il benessere dell'ambiente e dell'uomo”, sottolinea Al Gore. Tuttavia, nel mondo degli investimenti rimane ancora molto spazio di manovra per chi vorrà cogliere l'opportunità della rivoluzione sostenibile.

Stop ai combustibili fossili


Ad esempio, sono oggi numerosi “i gestori ad aver riconosciuto (tra le altre cose) che i combustibili fossili rappresentano una debole scelta d'investimento da ormai parecchio tempo, e che il futuro non gioca a loro vantaggio. L'età della pietra è finita non per mancanza di pietre e l'età dei combustibili fossili finirà non per mancanza di combustibili fossili”, continua Al Gore.

“Gli scienziati stimano che il picco nella domanda di carbone sia stato raggiunto nel 2020, con un declino da qui ai prossimi dieci anni. Per quanto riguarda il petrolio, invece, il picco si raggiungerà tra il 2026 e il 2028. La domanda di energia nucleare, infine, rimarrà perlopiù stagnante per via degli alti costi, i rischi ambientali e l'opinione pubblica, fortemente contraria”, spiegano gli esperti di ODDO BHF AM. “Ciò significa che le energie rinnovabili prenderanno il posto dei combustibili fossili al più presto nel 2030”.

La crescita delle energie rinnovabili


Nel frattempo le energie rinnovabili continuano a crescere. Oggi, in più di due terzi del mondo, l'elettricità generata da fonti rinnovabili come l'eolico e il solare è meno costosa di quella prodotta dal carbone. Il mercato è infatti cambiato rapidamente: solo nel 2014, poco prima della sigla dell'Accordo di Parigi, solo nell'1% dei casi l'energia prodotta da fonti rinnovabili era più economica di quella prodotta dai combustibili fossili. E il trend continua a crescere. Nei prossimi cinque anni, man mano che anche il Sud Est Asiatico si unirà alla rivoluzione, l'energia pulita rappresenterà il 95% di quella generata a livello globale, secondo le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia.

L'impegno di ODDO BHF AM


“La transizione ecologica rappresenta un mercato da 1,5-2 mila miliardi di dollari l'anno da qui al 2030”, spiegano gli esperti di ODDO BHF AM. “Come azienda, nei nostri investimenti ci impegniamo a identificare le società che potranno beneficiare maggiormente di questo cambio di paradigma, spaziando tra settori e regioni geografiche. Con il fondo ODDO BHF Green Planet dimostriamo la nostra volontà di agire. Il Green Planet è infatti un fondo tematico azionario globale che investe in quelle aziende che parteciperanno maggiormente alla transizione ecologica, con un'esposizione diretta a quattro sottotemi con potenziale di crescita che comprendono tutti gli aspetti di questa rivoluzione: energia pulita, efficientamento energetico, mobilità sostenibile e conservazione delle risorse naturali”.

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