Se si potesse descrivere l’evoluzione dei Family Office italiani con una metafora, quella più calzante sarebbe quella di un puzzle in continuo movimento.
Fino a qualche anno fa, queste realtà rappresentavano un quadro già completo: ciascun tassello aveva un ruolo definito all’interno dell’ecosistema della gestione patrimoniale. Oggi, invece, quel puzzle si è scomposto per ricomporsi in una forma nuova, più ampia e dinamica. I Family Office sono tornati a essere tessere di un mosaico più grande, che si intrecciano con modelli di gestione avanzati, innovazione tecnologica, formazione continua e famiglie sempre più complesse ed esigenti. Tutto questo, in un contesto economico e geopolitico che lascia poco spazio alla stabilità.
Un settore in crescita: i numeri dell’Osservatorio 2025
L’edizione 2025 dell’Osservatorio Family Office del Politecnico di Milano ha messo in luce proprio questa nuova identità dei Family Office italiani, veri e propri architetti di progetti familiari. Ma anche il grande fermento del comparto che, come confermano i numeri, continua a crescere.
Al 1° giugno 2025, in Italia, i Family Office censiti sono circa 244, divisi in 126 Single Family Office (SFO), 96 Multi-Family Office (MFO) e 22 di origine bancaria. Con un aumento del +10,4% rispetto al 2024, che riflette sia la vitalità delle imprese familiari presenti sul territorio, sia la nascita di nuove strutture, spesso legata al cosiddetto “liquidity event”.
Negli ultimi anni, tuttavia, si osserva un cambio di paradigma: nella maggior parte dei casi, il Family Office viene costituito quando l’impresa familiare è ancora in vita, quindi ancor prima dell’exit aziendale. È la prova che la cultura della gestione integrata del patrimonio è ormai radicata nelle abitudini delle famiglie. E questo permette al Family Office di diventare un veicolo strategico, da un lato per professionalizzare il proprio approccio al patrimonio, dall’altro per lasciare al suo cliente più tempo per concentrarsi sulla gestione delle dinamiche aziendali e familiari.
Le due forze che stanno ridisegnando il settore
La metamorfosi dei Family Office avviene in un momento storico segnato da due grandi forze di discontinuità, che hanno ridefinito gli ordini globali da diversi punti di vista.
La prima è l’innovazione tecnologica, con l’arrivo dell’AI che sta cambiando l’intero ciclo dell’investimento ma anche i servizi di wealth management. La seconda è la fragilità geopolitica che induce i Family Office a ripensare l’esposizione internazionale dei propri portafogli, anche in ottica di diversificazione. L’apertura ai mercati esteri e a network sempre più globali e l’interesse verso asset class più variegate, stanno diventando i tratti distintivi di un settore che, pur proiettato verso il digitale, continua a fondarsi su valori “umani”. La fiducia e la lealtà restano, infatti, imprescindibili per lavorare con una famiglia imprenditoriale.
Il Report sottolinea, inoltre, la forte propensione dei Single Family Office, a livello internazionale, verso una costruzione di portafoglio che includa la componente azionaria (con una quota tra il 25% e il 28%), ma anche asset alternativi, a fronte di una riduzione della liquidità.
Anche i Family Office italiani si muovono nella stessa direzione: il private equity rimane una componente centrale (22-25%) e il real estate mantiene un ruolo piuttosto rilevante (13-15%) in portafoglio, senza dimenticare le opportunità offerte dal modello endowment.
Evidenze che si riflettono anche nelle abitudini dei Family Office che oggi, più che ad un approccio difensivo, guardano alla diversificazione come strumento per contrastare volatilità e incertezza. Private equity, venture capital e investimenti ESG sono sempre più presenti nelle loro strategie di investimento. Inoltre, più della metà delle partecipazioni (53%) restano sul territorio italiano, seguita dagli Usa (12%), il Regno Unito (6%) e altri paesi europei.
Next Gen e coesione familiare: il nuovo ruolo del Family Office
L’edizione di quest’anno ha messo in luce un altro aspetto importante: il coinvolgimento delle famiglie – e delle Next Gen – all’interno dei processi di investimento. Oltre a un imprescindibile legame delle attività del Family Office con la coesione della famiglia servita.
Il Family Office deve, infatti, mantenere un equilibrio delicato tra l’avere a mente i valori e le linee guida condivise nelle prime fasi della relazione con il cliente e l’adattamento a eventuali cambiamenti interni ed esterni. In questa sua evoluzione, il SFO diventa sempre più un mediatore e deve essere abile a garantire un equilibrio tra le volontà della famiglia e le sue capacità operative e organizzative, secondo due dimensioni chiave identificate dal report: willingness e ability.
La prima, più di supporto, implica una partecipazione attiva del FO nella definizione delle aspirazioni e degli obiettivi di lungo termine della famiglia. La seconda dimensione, più operativa, si lega alla capacità di tradurre questi obiettivi e aspirazioni in azioni concrete.
Infine, l’Osservatorio ha dedicato ampio spazio anche al mondo in trasformazione dei Multi Family Office. La ricerca individua sei nuove configurazioni – dai Multi Financial e Multi Technical Office al Family Office olistico – e un tessuto composto da 118 strutture, suddivise in 96 MFO e 22 Family Office di emanazione bancaria. Ma anche trend strutturale: scegliere strategicamente le attività da internalizzare (asset allocation, wealth planning) e quelle da esternalizzare (servizi tecnico-legali). Restano, invece, in via di consolidamento altre attività legate alla governance, filantropia, sostenibilità e formazione familiare.
Un ultimo dato interessante riguarda la preferenza dei Multi Family Office italiani nel non assumere il ruolo di un “concierge”, prendendo così le distanze da una logica puramente di servizio, tipica dei mercati anglosassoni.
Verso l’Osservatorio 2026: una metamorfosi ancora in corso
Ma la metamorfosi dei Family Office sembra tutt’altro che conclusa. Da tasselli di un puzzle patrimoniale diventano artefici di nuovi ecosistemi familiari, dove capitale, valori e visione convivono.
Ed è proprio in questa direzione che guarda l’edizione 2026 dell’Osservatorio Family Office che esplorerà proprio la vocazione imprenditoriale di questi istituti, così come la loro capacità di generare crescita, innovazione e continuità. Perché, come ogni metamorfosi, anche quella dei Family Office è un processo continuo che da ogni forma ne genera una nuova.
Articolo tratto dal n° di dicembre di Family Office & Family Business. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.

