Due giornate di incanto e un fatturato superiore ai 3 milioni di euro: l’asta di Gioielli importanti che Il Ponte ha tenuto a Milano il 7 e l’8 ottobre 2026, al di fuori dal calendario abituale, si è chiusa con il 98% dei lotti aggiudicati e con la prima sessione venduta per intero. Un esito che la casa d’aste milanese guarda anche in prospettiva, come termometro della domanda in vista del consueto appuntamento di novembre.
Che cosa raccontano i numeri dell’ultima asta di gioielli Il Ponta a Milano
La prima tornata si è chiusa con il 100% di venduto, quella che nel gergo delle aste si definisce una sessione in guanti bianchi. Sull’intera vendita, la rivalutazione media rispetto alle stime di partenza ha toccato il 434%. È il dato più vistoso e, al tempo stesso, quello da maneggiare con più cautela: misura la distanza fra il prezzo finale e una stima che le case d’asta tendono spesso a fissare su livelli prudenti, proprio per attirare offerenti e accendere la competizione.

Krauss, collana in oro giallo con tormaline cabochon di vari colori (lotto 121), venduta a 44.100 euro
Più eloquente, forse, è la composizione della platea. Secondo la casa d’aste, i lotti migliori sono stati contesi in una gara serrata fra clienti di tutto il mondo, a conferma di come il mercato dei gioielli d’epoca e firmati sia ormai stabilmente internazionale, anche quando il martelletto batte in Italia.
Un primato per due
In cima alla classifica si trovano due lotti appaiati a 88.200 euro, diversissimi per stile e materia. Il primo è un collier de chien di Cartier, il girocollo alto e aderente che fu di gran moda fra Otto e Novecento: una fascia di circa cinque centimetri in platino e oro bianco, tessuta di perle da 2,90 millimetri e diamanti di vecchio taglio per circa 10 carati complessivi. L’elemento centrale si può staccare e indossare come spilla a clip. Il pezzo reca il marchio della Maison Cartier, i marchi di saggio e d’importazione francesi e il numero d’inventario, dettagli che per un collezionista pesano quanto la fattura.

Nardi, collana a tre fili di boule di corallo con chiusura in oro giallo e corallo cabochon (lotto 77), venduta a 88.200 euro. Courtesy Il Ponte Casa d'Aste, come tutte le foto di questo articolo
L’altro è una collana di Nardi a tre fili di boule di corallo a scalare, da 9 millimetri circa fino a oltre 18, con chiusura in oro giallo e un grande corallo cabochon: 440 grammi per 67 centimetri di lunghezza, ancora nella custodia originale. Due idee opposte di lusso, la geometria rarefatta del girocollo e l’abbondanza quasi materica del corallo, premiate con la stessa cifra.
Il gusto mitteleuropeo per la sorpresa
Vivace anche la risposta alle creazioni di due maestri gioiellieri mitteleuropei. Di Krauss è passata di mano per 44.100 euro una collana in oro giallo con grandi tormaline cabochon di colori diversi, firmata GK e conservata nella custodia originale.

Lährm, lunga catena in oro giallo con 17 orologi da tasca montati a charm (lotto 105), venduta a 41.580 euro
A Lährm si deve invece il lotto più curioso dell’asta: una lunga catena in oro giallo, quasi 90 centimetri, cui sono appesi come charm 17 orologi da tasca in oro di vari titoli e in metallo, con dettagli in diamanti, paste vitree e smalti. Aggiudicata a 41.580 euro, ricorda che fra i collezionisti c’è spazio anche per l’ironia.
Anche richiamo verde della giadeite nell’ultima asta di gioielli Il Ponte a Milano
Fra i materiali, la giadeite si è ritagliata un ruolo da protagonista, con numerose creazioni in catalogo e una domanda all’altezza. La cintura in oro bianco satinato e cesellato, con diamanti tondi per circa 13,50 carati, giadeite scolpita e onice, quasi 80 centimetri per 687 grammi, è salita a 41.580 euro.

Cintura in oro bianco, diamanti tondi, giadeite scolpita e onice (lotto 51), venduta a 41.580 euro
Poco sotto, a 37.800 euro, una coppia di orecchini pendenti lunghi quasi 18 centimetri, in platino e oro giallo e bianco, che accostano diamanti di vecchio taglio, corallo, onice e giadeite scolpita. Interesse anche per le collane in boule di giadeite, abbinate a corallo, smeraldi e diamanti.
Senza firma, ma non senza pretendenti
Uno degli aspetti più interessanti della vendita riguarda proprio i lotti privi di firma. Oltre alla cintura e agli orecchini in giadeite, una coppia di bracciali in semidischi di quarzo ialino, platino e diamanti di vecchio taglio per circa 62 carati ha raggiunto 41.580 euro. Una lunga collana multifili di boule irregolari di smeraldi, con i marchi di un orefice austriaco, è arrivata invece a 37.800 euro.

Coppia di bracciali in semidischi di quarzo ialino, platino e diamanti di vecchio taglio (lotto 94), venduta a 41.580 euro
Sono cifre allineate a quelle ottenute dalle grandi firme italiane in questa stessa asta: un indizio che il mercato sa premiare la qualità dei materiali e della lavorazione anche quando manca un nome celebre a garantirla.
Le grandi firme italiane
Le storiche maison dell’alta gioielleria italiana si sono confermate ricercate, con due collier aggiudicati entrambi a 37.800 euro. Il primo, di Buccellati, è in oro giallo 18 carati cesellato, con smeraldi e rubini intagliati e piccoli diamanti rotondi: firmato Mario Buccellati, è ancora nella sua custodia d’origine.

Bulgari, collier in oro giallo a maglia groumette con zaffiro giallo di 12,81 carati (lotto 97), venduto a 37.800 euro
Il secondo, di Bulgari, è un girocollo in oro giallo a maglia groumette impreziosito da uno zaffiro giallo di 12,81 carati, firmato e marcato con la caratura della pietra.
Il prossimo appuntamento per l’asta di gioielli da Il Ponte a Milano
Il vero banco di prova arriverà con l’asta di novembre, quando Il Ponte proporrà una nuova selezione di gioielli importanti. Sarà l’occasione, spiega la casa d’aste, per misurare ancora una volta la vivacità della domanda e la qualità dell’offerta.

