Mps, Lovaglio non molla: Ops in pista anche se va in porto l’offerta di Intesa Sanpaolo

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Il Monte dei Paschi di Siena mette nero su bianco che la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali resterebbe in piedi anche se l’Opas di Intesa Sanpaolo andasse a buon fine. Nella comunicazione richiesta dalla Consob spuntano 1,8 miliardi di sinergie attese e concambi ricalcolati su una data diversa. Ma la posta vera, per l’industria della consulenza, si misura in reti e masse

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L’amministratore delegato di Banca Mps Luigi Lovaglio non ha nessuna intenzione di “togliersi di mezzo” dalla partita del risiko bancario in corso in Italia. Lo ha fatto sapere lunedì 14 settembre 2026, rispondendo a una richiesta della Consob sulle due offerte pubbliche di scambio annunciate il 21 agosto su Banco Bpm e Banca Generali. In sintesi: le offerte di Rocca Salimbeni restano in pista a prescindere da come finisca l’Opas promossa da Intesa Sanpaolo sulla stessa Mps. Anche nello scenario in cui Ca’ de Sass vincesse la partita, con Luigi Lovaglio che continuerebbe – almeno formalmente – a giocare la propria.

Lovaglio, Mps: le nostre offerte, irrevocabili

Assumendo che l’Opas di Intesa si sia conclusa e regolata prima della chiusura delle offerte senesi, il conseguente eventuale mutamento di controllo di Mps «non determinerebbe, di per sé, la decadenza, l’inefficacia o il diritto di revoca» delle offerte lanciate da Siena. Restano in vigore condizioni di efficacia e diritti di rinuncia, nei limiti consentiti dalla normativa e dalle prerogative della vigilanza. Rocca Salimbeni ribadisce che le proprie offerte non sono subordinate al mancato completamento di quella di Intesa: sul piano giuridico le due strade non si escludono.

Su quello industriale, molto meno.

I numeri delle sinergie e la valutazione al 5 giugno

Nella stessa nota arriva la contabilità delle sinergie: circa 1,4 miliardi annui ante imposte a regime da Banco Bpm (di cui un miliardo dai costi) e circa 400 milioni da Banca Generali (metà costi e metà ricavi). Totale 1,8 miliardi, contro 1,9 miliardi di oneri di integrazione una tantum da sostenere tra il 2027 e il 2029, anno in cui le sinergie dovrebbero essere piene. Sul perimetro, l’aggregato Mps-Banco Bpm pro forma al 31 dicembre 2025 varrebbe 448 miliardi di attivi e 693 miliardi di attività finanziarie complessive.

Il valore di un’offerta carta contro carta dipende dal prezzo dell’azione che si offre, e il titolo Mps è evidentemente sostenuto dall’Opas di Intesa Sanpaolo. Per depurare il confronto, Siena ha rifatto i calcoli prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di quotazione prima dell’annuncio di Ca’ de Sass, anziché il 19 agosto. Il quadro cambia colore: l’offerta su Banco Bpm esprime uno sconto dell’8,1%, che sale al 10,4% sulla media a dodici mesi, mentre su Banca Generali lo sconto è del 3,2%. Ai prezzi dell’11 settembre, invece, i premi impliciti risultano rispettivamente del 3,4% e del 12,8%.

Gli effetti sulla consulenza patrimoniale e il wealth management

Dietro l’ingegneria societaria c’è una partita che riguarda l’industria della consulenza patrimoniale. Banca Generali porterebbe in dote quasi 4.800 tra banker e consulenti finanziari e una piattaforma vicina ai 300 miliardi: è la ragione per cui i due bersagli hanno razionali opposti, scala commerciale e territorio il primo, commissioni e risparmio gestito il secondo.

L’offerta sulla controllata del Leone vale 8,72 miliardi, riconosce 6,958 azioni Mps di nuova emissione per ciascun titolo e fissa una soglia di adesione al 50% più un’azione che chiama direttamente in causa la capogruppo triestina. Sul fronte avverso, Intesa Sanpaolo veleggia oltre i 1.500 miliardi di attività finanziarie della clientela e punta a superare i 2.000 miliardi entro il 2029, con 61 miliardi di distribuzioni agli azionisti nel periodo 2025-2029.

«Unisce, non divide»: la versione di Rocca Salimbeni

In un’intervista pubblicata domenica 13 settembre da La Repubblica, Lovaglio ha difeso la doppia Ops come progetto industriale alternativo: «Il nostro progetto è diverso, e ha una forte visione industriale». L’operazione di Intesa, sostiene, separerebbe attività, reti e relazioni, mentre quella senese preserverebbe l’integrità del Monte facendone il baricentro di un nuovo gruppo da 11 milioni di clienti e oltre 800 miliardi di attività finanziarie. All’accusa di preparare uno “spezzatino” di Banco Bpm ha risposto che il progetto «unisce, non divide». Agli azionisti viene prospettata una distribuzione straordinaria di circa 4 miliardi tra cassa e azioni Generali. Sui grandi soci, afferma di non aver avuto contatti preventivi con nessuno, Delfin compresa.

Le variabili al di fuori del controllo di Lovaglio ed Mps

Restano però almeno tre variabili fuori dal controllo di Siena. La prima è Crédit Agricole, che possiede il 29,9% di Banco Bpm e la cui preferenza, secondo le ricostruzioni circolate nei mesi scorsi, va storicamente verso un’integrazione con Crédit Agricole Italia. C’è poi l’altra faccia dell’Opas: l’accordo con Unipol, che rileverebbe 635 filiali del Monte (per oltre due milioni di clienti), con un salto nella bancassicurazione e stime di sinergie che alcuni analisti collocano sopra gli 800 milioni. La terza è Mediobanca, la cui fusione per incorporazione ha ottenuto il via libera della Bce il 3 settembre. A detta di Lovaglio, avrebbe un percorso autonomo.

In attesa del 29 ottobre

Ops, maxicedola e fusione con Mediobanca passeranno dall’assemblea straordinaria del 29 ottobre. Solo con il voto favorevole dei due terzi dei soci le offerte potranno partire (verosimilmente nella prima metà di dicembre). Intesa, dal canto suo, ha incassato il 10 settembre il via libera all’aumento di capitale con il 96,96% dei voti; la sua Opas vale 30,6 miliardi ed è condizionata al 66,67% del capitale, soglia rinunciabile.

Domande frequenti su Mps, Lovaglio non molla: Ops in pista anche se va in porto l’offerta di Intesa Sanpaolo

Qual è la posizione di Lovaglio riguardo a un'eventuale offerta di Intesa Sanpaolo per MPS?

Nonostante l'eventuale offerta di Intesa Sanpaolo, Lovaglio non intende rinunciare. L'obiettivo è mantenere MPS in pista, suggerendo una strategia di continuità operativa e di sviluppo indipendente.

Cosa significa che le 'Ops' sono in pista anche se va in porto l'offerta di Intesa Sanpaolo?

Le 'Ops' (Offerte Pubbliche di Scambio o di Acquisto) rimangono una possibilità concreta per MPS. Questo indica che la banca potrebbe esplorare altre opzioni strategiche o di rafforzamento patrimoniale, indipendentemente dall'esito di una potenziale acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo.

Quali implicazioni finanziarie potrebbe avere la strategia di Lovaglio per gli attuali azionisti di MPS?

La determinazione di Lovaglio a mantenere MPS in pista suggerisce un focus sul valore a lungo termine per gli azionisti. Potrebbe implicare la ricerca di opportunità di crescita e di miglioramento della redditività, piuttosto che una vendita immediata a un prezzo predeterminato.

In che modo la persistenza di Lovaglio potrebbe influenzare le negoziazioni con Intesa Sanpaolo?

La ferma posizione di Lovaglio potrebbe rafforzare la posizione negoziale di MPS, spingendo Intesa Sanpaolo a presentare un'offerta più vantaggiosa o a riconsiderare i termini. Dimostra una volontà di non accettare passivamente un'acquisizione a condizioni sfavorevoli.

Quali sono le prospettive di investimento in MPS se l'offerta di Intesa Sanpaolo non dovesse andare a buon fine, ma le 'Ops' rimanessero in pista?

Se l'offerta di Intesa Sanpaolo non si concretizzasse ma le 'Ops' rimanessero attive, gli investitori potrebbero valutare MPS in base alle sue prospettive di crescita autonoma e alla potenziale valorizzazione derivante da altre operazioni strategiche. La continuità operativa potrebbe offrire opportunità di recupero e sviluppo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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