Famiglia, patrimonio, impresa. Sono i pilastri sui quali si gioca la sfida dei wealth advisor di Banca Generali,per la prima volta riuniti in una convention dedicata, a Milano. Scopo dell’incontro, fare il punto sulle prospettive dei mercati e la relativa evoluzione delle soluzioni e dei percorsi creati dalla banca per lo sviluppo delle competenze.
Immagine apertura, da sinistra: Marco Bernardi, Gian Maria Mossa. Cortesia Banca Generali
Banca Generali e i suoi wealth advisor nella prima convention loro dedicata
La rete wealth advisor raccoglie oltre 400 professionisti, cresciuti significativamente nell’ultimo anno, che si relaziona con una clientela composita, con esigenze anche complesse. Pesano circa il 25% del totale delle masse della banca e l’anno scorso hanno registrato una raccolta pro-capite di circa 5 milioni e mezzo a testa, confermandosi un motore di crescita tra le fila della banca del Leone.
Il top management di Banca Generali – l’ad Gian Maria Mossa, i due vice-dg Marco Bernardi – e Andrea Ragaini – hanno presentato nel corso dell’evento esclusivo le linee guida di sviluppo e le sfide strategiche per i prossimi mesi, con grande attenzione alle soluzioni per gli imprenditori, bacino sempre più diffuso tra la clientela dei wealth advisor. Attenzione particolare poi alla situazione dei mercati, con la crescente incertezza e volatilità spiegata dagli esperti di asset management ed altri rilevanti commentatori delle dinamiche geopolitiche e finanziarie globali.
Spazio anche alle analisi dell’offerta dedicata, con le novità e le strategie più indicate tra le gestioni patrimoniali personalizzate, così come i fondi riservati oltre alla sfera della protezione negli investimenti assicurativi.
Investire come i “billionaire”
Un focus a parte ha poi riguardato le sinergie con Intermonte, boutique acquisita nel 2025. Un passo ulteriore per accompagnare le imprese nelle sfide dei mercati dei capitali, con un approccio che Banca Generali definisce unico nel Paese, anteponendo “le esigenze del private banking a quelle dell’investment banking, il tutto a beneficio dei servizi per gli imprenditori”. Allo stesso modo, si sono accesi i riflettori sui nuovi servizi di wealth management creati dalla fiduciaria del gruppo, Generfid, che da poco ha visto rinnovare i suoi vertici con la nomina in tandem di Bernardi come presidente e di Maria Ameli come consigliere delegato.
Le tendenze globali e gli impatti sui mercati finanziari, come sta cambiando il modo di investire dei cosiddetti billionaire, sono stati alcuni dei temi al centro della kermesse tra l’instabilità geopolitica e le incertezze legate al mondo dell’AI che, come ha recentemente sottolineato l’amministratore delegato Mossa a margine dei risultati, resta un alleato importante nella crescita dei banker per il futuro, e non un antagonista. Perché questo è un business di persone basato sulla fiducia. E i wealth advisor ne sono la testimonianza.

