Assoreti, la consulenza fee only vola (+20%) a 170 miliardi

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Gli ultimi dati dell’associazione di categoria assegnano all’advisory a parcella un perimetro nei 12 mesi in forte espansione, con un’impennata nel secondo trimestre 2026

Indice

Assoreti: la consulenza fee only vale 170 miliardi e cresce del 20,2%

I dati Assoreti sulle consistenze patrimoniali di giugno 2026 assegnano alla consulenza a parcella un perimetro che sfiora i 170 miliardi di euro (169,9 miliardi), pari al 15,8% dei 1.077,6 miliardi complessivamente seguiti dalle reti. Il numero va letto dinamicamente: la consulenza fee only e fee on top cresce del 20,2% su base annua, al sorpasso sulla crescita del patrimonio totale (+14,3%).

I sei punti percentuali di scarto misurano la velocità con cui il servizio remunerato in modo esplicito guadagna terreno dentro un aggregato che, di per sé, è lungi dall’essere statico. Il confronto sequenziale conferma l’accelerazione: a marzo 2026 le masse in consulenza fee only si fermavano a 157,1 miliardi; a giugno 2025, a 141,3 miliardi.

In dodici mesi il comparto ha guadagnato 28,5 miliardi, di cui 12,8 concentrati nel solo secondo trimestre. L’incidenza sul patrimonio complessivo sale dal 15,0% di un anno fa al 15,8% attuale: otto decimi di punto in quattro trimestri, con una progressione che negli ultimi tre mesi si è fatta più ripida anziché attenuarsi.

Cos’è che spinge in alto la consulenza a parcella?

La scomposizione interna dei dati Assoreti racconta una storia meno scontata. Dei 169,9 miliardi in consulenza fee only, 120,0 riguardano prodotti del risparmio gestito e 49,9 strumenti amministrati. Il primo aggregato cresce del 17,7% su base annua, il secondo del 26,7%: la quota dell’amministrato all’interno del perimetro consulenziale passa così dal 27,8% di giugno 2025 al 29,4% attuale. Il risparmio gestito vale 667,8 miliardi (62,0% del totale), l’amministrato 409,8 miliardi (38,0%).

Il punto tocca il cuore del modello di servizio. Storicamente la parcella si è applicata soprattutto ai portafogli in fondi e gestioni, dove il valore aggiunto era più visibile per il cliente. Sorprende dunque che oggi la componente a più rapida espansione sia quella dei titoli detenuti direttamente (azioni, titoli di Stato, obbligazioni, Etf). Vale la pena osservare che, un’estensione del servizio ai patrimoni gestiti in autonomia, si traduce nell’acquisto del giudizio del consulente, non della sua intermediazione. Ed è questo il terreno su cui la consulenza fee only dimostra la sua ragione d’essere: senza collocamento di prodotti, la remunerazione non può che essere esplicita.

Non solo fee only: da Assoreti i dati sulla composizione del patrimonio

Dai dati Assoreti, emerge che il contesto in cui la consulenza fee only si muove è quello di un mercato in forte espansione. Il patrimonio dei risparmiatori che le reti seguono ha raggiunto i 1.078 miliardi di euro, +7,4% rispetto a fine marzo, +7% nel primo semestre e +14,3% sul giugno precedente. Raccolta e andamento dei mercati hanno influito in parti eguali sulla variazione. Ma sotto la superficie, la composizione del patrimonio si è mossa. La liquidità parcheggiata su conti e depositi è scesa dal 14,0% al 12,9%, pur restando ferma in valore assoluto (circa 139 miliardi) rispetto al totale patrimoniale.

Bond mon amour, ma fanno capolino gli Etp

Fra gli strumenti amministrati, i titoli di Stato restano la voce principale con 96,3 miliardi, mentre gli exchange traded product salgono a 30,3 miliardi. È l’ulteriore conferma che l’espansione della componente amministrata contribuisce a spiegare l’accelerazione della consulenza a parcella.

Dietro l’etichetta unica, due modelli di servizio in realtà diversi

Si sottolinea che Assoreti aggrega sotto un’unica voce la consulenza fee only e quella fee on top, senza distinguerle né quantificarle separatamente. Una distinzione non retorica: nel primo caso il consulente è remunerato esclusivamente dal cliente, nel secondo la parcella si somma alle retrocessioni incorporate nei prodotti. Un ordine di grandezza lo fornisce Aipb, su un perimetro diverso, ma contiguo. Nell’ultima rilevazione pubblicamente disponibile sui modelli di servizio (al 30 giugno 2025), l’associazione italiana del private banking segnalava «la crescita della consulenza fee only (passata dal 2,8% di giugno 2024 al 3,7%) e della consulenza fee over (dal 12,8% al 15,6%)», con la remunerazione basata sulle sole retrocessioni scesa all’80,6% dall’84,4%.

Il rapporto è di circa uno a quattro. Se la proporzione vale anche per le reti, i 170 miliardi di Assoreti non sono 170 miliardi liberi da retrocessioni; sono in larga prevalenza masse su cui il costo esplicito si aggiunge a quello implicito: non lo sostituisce. Il dato misura la diffusione della parcella, non la scomparsa dell’incentivo.

Consulenza fee only e risparmio gestito: insieme fanno due terzi delle masse

Assoreti propone un indicatore di sintesi che vale la pena isolare: il risparmio gestito sommato alla consulenza fee only/fee on top applicata all’amministrato. L’aggregato tocca 717,7 miliardi contro i 621,1 di dodici mesi prima, con un incremento del 15,6%. Rapportato al patrimonio complessivo sale dal 65,9% al 66,6%: due terzi delle masse delle reti sono oggi coperti da una forma di remunerazione esplicita per l’attività di consulenza e non per la mera esecuzione. È forse il dato che fotografa meglio la traiettoria del settore. La distinzione fra remunerazione implicita, incorporata nel prodotto, e remunerazione esplicita, addebitata separatamente, resta il vero discrimine competitivo dei prossimi anni, tanto più in un quadro europeo che da tempo interroga il rapporto fra costi e valore per il risparmiatore.

La consulenza fee only rete per rete: tredici modelli distanti anni luce

I dati disaggregati per società rivelano una dispersione notevole. FinecoBank guida in valore assoluto con 43,3 miliardi in consulenza fee only, il 29,1% del proprio patrimonio; seguono Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking con 40,5 miliardi (18,1%) e Intesa Sanpaolo Private Banking con 30,9 miliardi (16,7%). Le tre insieme concentrano 114,6 miliardi, oltre due terzi del totale di sistema. Sul fronte dell’intensità la classifica cambia. Credem S.p.A. porta in consulenza esplicita il 49,2% delle proprie masse, Banca Finint il 43,9%, Credem Euromobiliare Private Banking il 42,0%: strutture più contenute ma costruite fin dall’origine attorno al servizio a parcella. All’estremo opposto Banca Mediolanum si ferma al 2,4% e Allianz Bank Financial Advisors allo 0,1%, con modelli imperniati sul collocamento di prodotti propri, in particolare assicurativi. Banca Generali si colloca all’11,0%, Zurich Italy Bank al 10,0%, Mediobanca Premier al 2,8%.

Non è in atto, insomma, alcuna convergenza verso un modello unico: convivono architetture di servizio profondamente diverse, e il dato aggregato è la media di scelte industriali che restano divaricate. Chiosa, a commento dei dati, il presidente di Assoreti Gian Maria Mossa (foto apertura): «La continua crescita del patrimonio affidato dai nostri clienti riflette qualcosa di più profondo della sola performance commerciale e dei mercati: testimonia la capacità dei consulenti finanziari di costruire relazioni di fiducia durature, che tengono e aiutano, specie nelle fasi di incertezza».

Domande frequenti su Assoreti, la consulenza fee only vola (+20%) a 170 miliardi

Qual è il valore attuale della consulenza fee only secondo i dati Assoreti?

Secondo i dati Assoreti relativi a giugno 2026, la consulenza a parcella ha raggiunto un valore di quasi 170 miliardi di euro. Nello specifico, si attesta a 169,9 miliardi di euro.

Qual è il tasso di crescita annuale della consulenza fee only e fee on top?

La consulenza fee only e fee on top ha registrato una crescita significativa del 20,2% su base annua. Questo dato evidenzia un forte dinamismo nel settore.

Che percentuale del patrimonio complessivo gestito dalle reti rappresenta la consulenza a parcella?

La consulenza a parcella rappresenta il 15,8% dei 1.077,6 miliardi di euro complessivamente seguiti dalle reti. Questo indica una quota rilevante all'interno del patrimonio totale.

A quale data si riferiscono i dati Assoreti sulle consistenze patrimoniali menzionati nell'articolo?

I dati sulle consistenze patrimoniali di Assoreti, che includono il valore della consulenza a parcella, si riferiscono a giugno 2026. Questo fornisce un riferimento temporale preciso per le cifre presentate.

Come si confronta la crescita della consulenza fee only con la crescita del patrimonio totale gestito dalle reti?

La crescita della consulenza fee only e fee on top, pari al 20,2% su base annua, ha superato la crescita del patrimonio totale. Quest'ultimo ha registrato un aumento del 14,3% nello stesso periodo, evidenziando una maggiore dinamicità della consulenza a parcella.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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