Usa e Cina, due approcci diversi nella corsa all’AI: chi vincerà?

Usa e Cina, due approcci diversi nella corsa all'AI: chi vincerà?

Stati Uniti e Cina stanno adottando approcci molto diversi nella corsa all’AI. Tuttavia, non è necessario che uno dei due prevalga: entrambi possono coesistere in funzione di caratteristiche e applicazioni differenti.

Corsa all’AI tra Stati Uniti e Cina: chi avrà la meglio? Secondo gli esperti di Capital Group – i gestori di portafoglio azionario Mark Casey e Winnie Kwan, l’analista di investimento azionario Sugi Widjaja e l’economista Jared Franz – i due modelli, profondamente diversi, potrebbero coesistere.

Da una parte gli Usa, con la ricerca di modelli di intelligenza artificiale sempre più avanzati, dall’altra la Cina con l’applicazione dell’AI alla produzione efficiente, potrebbero dare vita a un sistema integrato in cui l’approccio statunitense e quello cinese possono convivere. I modelli più avanzati potrebbero essere maggiormente impiegati per le attività più complesse, mentre quelli cinesi, più economici, per le altre.

Il modello più avanzato statunitense

Da una parte, gli Usa continuano a investire per sviluppare sistemi sempre più sofisticati, perseguendo anche l’affascinante possibilità dell’intelligenza artificiale super avanzata, o ASI (Artificial Superintelligence).

“L’approccio degli Stati Uniti all’intelligenza artificiale è molto diverso da quello della Cina, a partire dalla quantità di risorse che stanno investendo per sviluppare modelli sempre più avanzati e spingere la frontiera tecnologica”, afferma Jared Franz. Anthropic, OpenAI e altre società statunitensi stanno puntando alla superintelligenza, un obiettivo che potrebbe generare una crescita economica trasformativa, accelerare la scoperta scientifica e contribuire ad affrontare alcune delle sfide più complesse dell’umanità, ma si tratta di un approccio ancora speculativo.

“Sebbene esistano preoccupazioni legate alla possibilità di perdere il controllo su un sistema superintelligente, gli Stati Uniti sembrano più propensi ad accettare questo rischio, anche grazie agli incentivi legati al profitto”, osserva l’esperto. E aggiunge: “Nonostante gli elevati tassi di fallimento e l’assenza di garanzie sul successo, il capitale di rischio continua ad affluire verso startup legate all’AI che potrebbero rivelarsi trasformative.”

In tale contesto, i benefici tendono a essere distribuiti in modo disomogeneo: si tratta di un settore in cui essere i migliori e i più veloci premia, come spiega Casey. “La differenza tra il miglior CEO e il secondo migliore potrebbe essere di 10 a 1, non di 2 a 1”.

Il modello più economico cinese

Dall’altra parte, il modello più economico rende la Cina particolarmente competitiva. L’approccio è fortemente concentrato sulle applicazioni industriali e sulla produzione su larga scala.

DeepSeek, la società cinese, ne è un esempio: ha migliorato l’efficienza di un approccio al machine learning chiamato mixture of experts, utilizzando tecniche che oggi vengono adottate da molti dei principali laboratori di AI”, afferma Casey.

Kwan e Widjaja illustrano le principali applicazioni del modello cinese: “La Cina si concentra su applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale, come la guida autonoma e la robotica, piuttosto che sul raggiungimento di un’intelligenza simile a quella umana”, spiega Kwan. E Widjaja aggiunge: “Molte aziende stanno costruendo robot umanoidi utilizzati per attività di produzione e logistica”.

L’esperto sostiene che la Cina sia molto forte sul fronte hardware e continui a fare progressi anche sul software, utilizzando le lezioni apprese dall’industria dei veicoli autonomi.

La forte competitività della Cina risulta evidente anche dal modello open-weight, che consente ai clienti di utilizzare i propri sistemi di AI in modo sicuro. I modelli realmente open source garantiscono pieno accesso ai dati di addestramento e al codice, al contrario dei modelli open-weight. Questo consente alle aziende statunitensi di utilizzare modelli open-weight cinesi più economici senza necessariamente inviare i dati in Cina. “Possono accedervi attraverso provider cloud come Amazon Web Services o Microsoft Azure, che ospitano i modelli localmente e mantengono tutto conforme alle normative statunitensi su dati e privacy”, spiega l’analista.

Due modelli che possono coesistere: quali implicazioni per gli investitori?

In questo contesto, secondo gli esperti, i due modelli possono coesistere: “Le migliori aziende probabilmente sceglieranno sempre il modello più intelligente per le attività in cui un vantaggio prestazionale del 10-15% può diventare nel tempo un vantaggio competitivo. Ma per i lavori meno importanti, se il modello cinese sarà abbastanza valido, utilizzeranno quello”, osserva Kwan.

Il mercato potrebbe entrare in una nuova fase: il ciclo di adozione di una tecnologia, infatti, attraversa diversi stadi riconducibili a una curva a S, dove la parte finale è quella in cui la crescita marginale rallenta ma la domanda complessiva continua ad aumentare.

In tale scenario, il valore non sarà più concentrato solo nella costruzione delle infrastrutture, bensì nella capacità delle aziende di sfruttare quelle infrastrutture per generare utili. Per gli investitori, quindi, la vera domanda sarà individuare quali aziende sapranno trasformare la tecnologia in crescita e profitti nella prossima fase del ciclo.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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