La Fondazione Sozzani è stata istituita nel 2016 da Carla Sozzani e Kris Ruhs e da allora si dedica alla promozione della cultura attraverso la fotografia, le belle arti, le arti applicate e la moda. Ha la sua sede principale a Milano, dal 2023 trasferita in via Bovisasca, dove trova posto anche la biblioteca dedicata alla fotografia e alla moda, e una sede secondaria a Parigi situata in un edificio industriale in Rue Marx Dormory. In realtà, la fondazione ha ereditato il patrimonio artistico e culturale della Galleria Carla Sozzani che dal 1990 al 2016 è stata protagonista nel panorama culturale milanese per la fotografia e l’arte contemporanea.

Con l’evoluzione che ha portato la galleria a confluire nella fondazione si è aperto un nuovo capitolo a cui ha preso parte dal 2021 la figlia di Carla, Sara Sozzani Maino, che cura e coordina i progetti dedicati all’educazione, alla responsabilità e alla prossima generazione di creativi. “La Fondazione Sozzani nasce nell’anno in cui si verifica la perdita di mia zia Franca storica direttrice di Vogue Italia dal 1988 al 2016. Volevamo fare qualcosa che rimanesse nel tempo e che avesse una continuità.
La nostra visione si è quindi incentrata nel creare uno spazio in cui moda, cultura e arte non fossero solo oggetto di osservazione ma fossero vissute in tutte le loro sfaccettature”, precisa Sara Sozzani che ricopre oggi il ruolo di direttore creativo della fondazione ed è al contempo International New Talent and Brands Ambassador per la Camera Nazionale della Moda Italiana. “Dopo quasi 30 anni passati in Vogue Italia in cui mi sono dedicata ai creativi di nuova generazione di talento ho quindi portato nella fondazione il mio mondo che si rivolge principalmente ai giovani a cui voglio dare voce. Tra moda e arte esiste una forte contaminazione, l’una guarda all’altra e sono di ispirazione reciproca”.

La fondazione incoraggia la sperimentazione e le nuove idee. Al centro c’è la convinzione che la creatività prosperi grazie allo scambio, costruendo ponti tra artisti, designer, pensatori e comunità. Il progetto rappresenta un esempio di come gli enti privati possano contribuire alla cultura pubblica attraverso il sostegno alle carriere di innumerevoli creativi.
Tuttavia, l’iniziativa rimane privata sotto tutti i punti di vista. “La fondazione tiene alla sua indipendenza. L’indipendenza è fondamentale per essere creativi. Infatti, i nostri partner sono principalmente donor e ambassador privati italiani e esteri che credono nei nostri progetti. Nel momento in cui fai le cose in cui credi diventa più facile trovare le persone che credono negli stessi progetti e ti aiutano a realizzarli”, aggiunge Sara Sozzani Maino. Nel tempo si è delineata molto chiaramente l’anima della fondazione. “Abbiamo fatto una scelta di identità molto precisa e siamo pronti ad affrontare le sfide per realizzare i nostri obiettivi tenendo sempre conto di quello che accade intorno a noi. Abbiamo scelto arte, cultura, educazione e sociale per creare conoscenza e coscienza. Aiutiamo la nuova generazione di creativi per far sentire la loro voce”, precisa Sara Sozzani Maino.

Nell’aprile 2026 la fondazione ha istituito un premio, il Sozzani Award, con l’obiettivo di sostenere i talenti della nuova generazione nei settori fotografia, moda e design&craft, per dare visibilità a percorsi creativi che uniscono indipendenza, rigore e responsabilità. Il primo award è dedicato alle donne, settore design & Craft (artigianato). A settembre è prevista l’assegnazione. Ma come si scoprono i talenti? “Per comprendere i talenti guardo ai loro progetti.
Non basta la ricerca della visibilità e della fama ma è necessario che ci sia una idea personale che si trasformi in visione. Il progetto deve raccontare la storia dell’artista con la prospettiva di entrare nelle nostre vite per migliorarle in qualche modo. Il sogno è la chiave di tutto e il sogno non lo si può negare a nessuno. Industria e profitto non possono essere gli unici driver perché poi alla fine rimani stritolato dal meccanismo”, risponde Sara Sozzani Maino. A giugno 2026 la fondazione è entrata a far parte dell’Unesco – Global Coalition Education (GEC) organismo che coinvolge le istituzioni per il supporto e la promozione dell’educazione. “Sono molto orgogliosa di questa collaborazione con Unesco perché rappresenta il contesto istituzionale adeguato a sostenere i nostri valori e i nostri progetti culturali e educativi”. L’intensa attività artistica e culturale della fondazione si concentra anche sulle sue collezioni.
La fondazione possiede infatti tre importanti raccolte e un archivio: la collezione fotografica, incentrata sulla fotografia del XX e del XXI secolo con una forte attenzione alla moda, alla figura femminile e alle immagini classiche in bianco e nero. Include circa 900 opere tra le quali scatti di Alfred Stieglitz, Man Ray e Karl Blossfeldt e di artisti contemporanei come Helmut Newton, Paolo Roversi, Sarah Moon, Daido Moriyama, William Klein e David LaChapelle.
La collezione di moda racchiude decenni di ricerca e passione per la moda e conta oltre 10.000 capi tra cui i tre preferiti di Carla Sozzani, che lei definisce il suo trittico: Azzedine Alaïa, dal 1979 con oltre 1.000 capi; Comme des Garçons, dal 1981 con oltre 900 capi; Martin Margiela, dal 1989 con oltre 500 capi. Infine, la collezione di gioielli che comprende oltre 700 pezzi scolpiti e realizzati a mano dall’artista- scultore Kris Ruhs con l’impiego di materiali diversi come corda, legno, argento, ottone e oro. L’archivio raccoglie i materiali relativi alle numerose mostre ed eventi che si sono svolti sin dall’apertura della galleria, nel 1990, tra cui inviti, fotografie, cataloghi, video e altra documentazione e contribuisce a conservare la memoria storica dell’arte contemporanea, del design e della moda.
Articolo apparso originariamente su We Wealth Magazine n. 92. Abbonamenti qui.

