Pensare al proprio patrimonio significa spesso interrogarsi su ciò che si vuole lasciare, trasmettere e proteggere, per chi ci sarà dopo. Ma accanto ad aspetti più tecnici, legati alla pianificazione patrimoniale e successoria, c’è tanto altro. Ci sono ragioni che superano i confini della propria vita e si legano a quella di chi ha più bisogno. È qui che il lascito testamentario assume un significato più profondo: trasformare una parte della propria storia in un gesto capace di generare futuro per altri, aprendo uno spazio sempre più rilevante alla filantropia nella pianificazione successoria.
Il lascito solidale come scelta di valore
Un’idea portata avanti con convinzione da Fondazione l’Albero della Vita, che fa parte del Comitato Testamento Solidale e che dal 1997 opera in Italia e nel mondo per proteggere i diritti dei bambini, sostenere le famiglie e trasformare il disagio in opportunità. La Fondazione considera il lascito prima di tutto un “atto di fiducia” e una scelta intima e consapevole, ma soprattutto libera e revocabile. La promessa di garantire un futuro ai bambini è affidata a chi ogni giorno lavora accanto a loro, soprattutto quando non possono accedere a beni di prima necessità, sono soli, malati, abbandonati o esposti a situazioni di fragilità. Ma è una promessa che può diventare ancor più concreta.
Le storie dietro un testamento solidale
Fabrizio, Mariuccia, Maria, sono alcuni dei nomi che custodiscono la storia di una promessa mantenuta, dopo aver sostenuto nel corso della loro vita diversi progetti della Fondazione. Il lascito di Fabrizio, per esempio, ha contribuito a ristrutturare un appartamento adibito all’accoglienza di mamme e bambini in difficoltà; quello di Mariuccia è stato destinato alla comunità di ZeroSei che accoglie bambini da 0 a 6 anni abbandonati o in condizioni di difficoltà, mentre quello di Maria – storica donatrice della Fondazione – ha contribuito a sostenere il progetto “La Rondine”, nato per accogliere mamme in difficoltà o in situazioni di degrado e violenza, insieme ai loro piccoli.
Un bene che genera bene, che la Fondazione ha voluto omaggiare dedicando alla donatrice uno degli alloggi utilizzati da queste famiglie. A loro si uniscono Lucia, Cesare, Antonio ed Erica: storie diverse, nate da incontri, lettere, visite ai progetti o dialoghi avvenuti nel corso di questi anni. Vite differenti, in luoghi diversi d’Italia, che si sono incrociate nella stessa scelta: inserire la Fondazione l’Albero della Vita nel proprio testamento. Espressione del desiderio di far arrivare ai bambini una parte della bellezza ricevuta in vita, lasciando “un fuoco acceso e del calore per chi purtroppo non l’ha avuto”.
Si tratta di una risorsa, fondamentale per rafforzare i programmi della Fondazione contro la povertà educativa e materiale o per accompagnare i progetti internazionali portati avanti in Paesi, solo per citarne alcuni, come Kenya, Perù e India, dove al momento è attivo il sostegno a distanza.
Come funziona un lascito testamentario
Uno strumento meno complesso di quanto si pensi, libero e revocabile, che può essere redatto in forma olografa, quindi scritto di proprio pugno, oppure con il supporto di un notaio nel caso di testamento pubblico o segreto. Inoltre, permette di scegliere in totale libertà a chi destinare il proprio aiuto. Al di là della forma scelta, ciò che conta è il significato del gesto: una quota del patrimonio, una polizza, un bene immobiliare o una disponibilità finanziaria possono trasformarsi in protezione, educazione e nuove opportunità. È qui che una scelta patrimoniale diventa una scelta di impatto, capace di dare continuità ai propri valori nel tempo.
Perché decidere oggi che cosa lasciare domani significa anche scegliere quale parte di sé continuerà a vivere: in una casa che accoglie, in una scuola, in un percorso educativo, nella protezione offerta a un
bambino. In un sostegno concreto. E quale investimento di futuro può essere più potente di quello che
mette al centro l’infanzia?
Scopri come sostenere Fondazione l’Albero della Vita con un lascito
Articolo tratto dal n. 5 del Magazine Family Office & Family Business. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.

