Lucio Battisti pittore a sorpresa nell’asta delle lettere a sua madre
A sorprendere, nell’asta Finarte Roma delle lettere a sua madre, è stato il volto meno conosciuto di Lucio Battisti, quello di pittore, che si è rivelato il vero protagonista delle aggiudicazioni. Top lot dell’intera asta è infatti il dipinto su tela La canzone della terra del 1971 al lotto 126, aggiudicato per € 24.130 a fronte di una stima di € 8.000 – 10.000. Realizzato sul retro di un arazzo, l’opera raffigura una sorta di cartina geografica vista dall’alto, una visione panteistica e un ideale abbraccio della natura, rimasta per anni appesa in casa dei genitori del cantautore ed esposta nel 2011 all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella mostra Battisti, il tratto delle emozioni.
Hanno trovato nuovi collezionisti anche gli altri oli della serie: La macchina del tempo del 1974 (lotto 127), dipinto su cassette della frutta riassemblate attorno al meccanismo di un vecchio orologio, venduto per € 8.255, Respirando del 1976 (lotto 119) a € 6.350, Sognando e risognando del 1971 (lotto 124) a € 5.715 e Prigioniero del mondo del 1968 (lotto 125) a € 4.445.
Un’asta da record per i memorabilia in Italia
Per Finarte, si è trattato di un’asta da record nel suo genere: è il miglior risultato mai raggiunto in Italia con l’asta dedicata ai Memorabilia del 26 giugno a Roma: oltre 200.000 euro di aggiudicazioni (commissioni incluse). Il mercato incorona il Battisti più sconosciuto.
Al centro dell’asta c’era il nucleo delle lettere giovanili di Lucio Battisti, attesissimo e già al centro dell’interesse mediatico nelle settimane precedenti la vendita, la riscoperta della corrispondenza con la madre. Si tratta di lettere autografe degli anni Sessanta — scritte da Milano, Trani, Torino e dall’Olanda durante i primi spostamenti del giovane musicista con le sue prime formazioni — accompagnate da appunti, testi di canzoni, disegni e schizzi. Un racconto intimo e autentico degli esordi del cantautore, tra pensioni da 800 lire a notte, viaggi in macchina e prime scritture, che restituisce il ritratto inedito di un ragazzo agli inizi della sua avventura artistica. In sala l’interesse si è tradotto in rilanci serratissimi che hanno moltiplicato più volte le stime di partenza: il lotto più conteso (lotto 112) è salito fino a quasi € 8.990, mentre l’insieme dei lotti di lettere ha totalizzato complessivamente più di € 35.000.
Lucio Dalla, il manoscritto originale di Caruso
A chiudere la sezione musicale, l’altro grande nome della canzone italiana: il manoscritto originale di Canzone di Lucio Dalla (lotto 105), uno dei suoi brani più amati e secondo solo a Caruso per vendite, ha raggiunto i € 7.620. A renderlo particolarmente interessante una significativa variante testuale, poi smussata nella versione definitiva del 1996.
Brillante anche il risultato dei cimeli sportivi e automobilistici. In testa la torcia della VII edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Cortina 1956 (lotto 169), venduta a € 15.240, seguita dai due trofei della XXIV e ultima Mille Miglia di velocità appartenuti al pilota Giorgio Scarlatti: il Trofeo Mazzotti (lotto 151) a € 10.795 e il Trofeo Shell (lotto 150) venduto a € 5.080. Buoni risultati anche per le altre torce olimpiche — Roma 1960 (lotto 172, € 4.826) e Londra 1948 (lotto 166, € 3.048) — e per l’eccezionale cimelio calcistico donato a Diego Armando Maradona dai compagni Javier Zanetti e Juan Sebastián Verón (lotto 163, € 3.048).
Chiude la sezione dedicata alla storia italiana, con il raffinato set da tavola in argento appartenuto a Giuseppe Verdi, inciso con le iniziali del maestro (lotto 184), venduto per oltre € 8.000, e una selezione di testimonianze del Novecento: dal rarissimo orologio a forma di fascio littorio con carillon Giovinezza (lotto 214) aggiudicato a € 3.810 ai lotti legati a Gabriele D’Annunzio tra cuii gemelli da polso con teste di levriero con dedica autografa (lotto 136, € 3.302), e il volume Alla più grande Italia con dedica a Thaon di Revel (lotto 139, € 1.207).

