Da quando le riforme dell’Eltif 2.0 sono entrate pienamente in vigore, ossia nel 2024, il numero degli Eltif è raddoppiato, con incrementi particolarmente significativi in Lussemburgo, Francia, Irlanda, Italia e Spagna (fonte: Scope). Non solo, 56 società di gestione hanno lanciato un prodotto Eltif per la prima volta. E alla fine del 2025, il patrimonio gestito da questa tipologia di fondi ha raggiunto circa 34 miliardi di euro, con un aumento del 55% rispetto all’anno precedente.
Beneficiando di un regime paneuropeo armonizzato, che consente loro di sviluppare prodotti scalabili e di ridurre i costi e gli oneri operativi legati alla distribuzione, gli Eltif possono ora svolgere un ruolo importante nel fornire una fonte alternativa di finanziamento a tutti i settori dell’economia reale, comprese le infrastrutture sociali (ospedali e case di riposo), piccole e medie imprese, i progetti infrastrutturali e immobiliari, i trasporti, la creazione di posti di lavoro, il settore energetico.
Nella prospettiva dell’Unione dei mercati dei capitali, i fondi europei di investimento a lungo termine hanno il potenziale per diventare un punto di riferimento europeo per i fondi di mercati privati destinati agli investitori al dettaglio, analogamente agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (Oicvm) per gli investimenti in attività liquide, ossia i normali fondi di investimento Ucits. Si ricordi che un Eltif può adottare integralmente una strategia di fondo di fondi e investire in altri Eltif, EuVECA, EuSEF, Oicvm e fondi di investimento alternativi dell’Unione europea gestiti da gestori autorizzati nell’Ue.
Alla luce delle loro potenzialità, l’associazione europea del risparmio gestito (Efama) e Arendt & Medernach, monitorano le domande e i dubbi più frequenti degli operatori relativamente a questi prodotti.
Come funzionano i rimborsi degli Eltif?
In linea generale, gli investitori non possono chiedere il rimborso delle quote prima della scadenza dell’Eltif, originariamente concepito come fondo chiuso. Il nuovo regime permette però di prevedere rimborsi anticipati durante la vita del fondo, possibilità particolarmente importante per le strutture “evergreen”, dotate di finestre periodiche di uscita. Gli investitori possono inoltre cedere le proprie quote sul mercato secondario o mediante trasferimenti privati. Dal canto loro,
i rimborsi possono soddisfarsi utilizzando esclusivamente la componente liquida del portafoglio. Devono essere garantiti la parità di trattamento degli investitori e, qualora le richieste superino la liquidità disponibile, il rimborso deve essere proporzionale. Le uscite non possono avvenire prima del completamento della fase di costruzione del portafoglio o della scadenza dell’eventuale periodo minimo di detenzione. Il fondo deve inoltre disporre di una politica di rimborso e di strumenti di gestione della liquidità coerenti con la propria strategia di lungo periodo.
Quanto più frequenti sono i rimborsi, tanto maggiore è, in genere, la liquidità che deve restare disponibile nel portafoglio. Nel calcolo della componente liquida possono essere inclusi anche i flussi di cassa positivi attesi nei dodici mesi successivi, purché stimati prudentemente e con un elevato grado di certezza.
Chi può investire negli Eltif?
Gli Eltif sono accessibili a un’ampia platea di investitori, sia professionali sia al dettaglio. Finora, i principali acquirenti sono stati gli individui con patrimoni elevati, insieme a banche e compagnie assicurative. Tra gli investitori professionali rientrano, fra gli altri, anche fondi pensione e altri soggetti finanziari autorizzati o regolamentati. Per gli investitori al dettaglio non sono previsti né un importo minimo di investimento né una soglia minima di patrimonio (in precedenza, la soglia minima di investimento era di 10.000 euro; con il limite che impediva di destinare complessivamente agli Eltif più del 10% del portafoglio). Gli Eltif possono tuttavia anche essere destinati esclusivamente agli investitori professionali. Se invece sono rivolti sia a investitori professionali sia a investitori al dettaglio, oppure a questi ultimi in via esclusiva, devono essere rispettate tutte le norme applicabili alla clientela retail.
La distribuzione deve adeguarsi agli incentivi fiscali
Per accrescere definitivamente l’attrattività del prodotto presso il pubblico retail, gli incentivi fiscali nazionali continueranno a svolgere un ruolo cruciale. Federico Cupelli, vicedirettore di Efama, sul punto: «Il nuovo regime degli Eltif continua a produrre risultati, sia ampliando la base di finanziamento dell’economia europea sia favorendo una maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio. Efama auspica di contribuire a questo processo attraverso la pubblicazione delle nostre domande frequenti e mediante l’Eltif Forum, che organizziamo ogni anno per società di gestione e decisori politici. Per rafforzarne davvero il successo, l’introduzione in alcune giurisdizioni di strumenti fiscalmente agevolati ha rappresentato uno sviluppo positivo, ma i canali di distribuzione locali devono ancora adeguarsi pienamente».
Stefan Staedter, partner di Arendt & Medernach, conclude: «Con la pubblicazione delle norme di secondo livello sugli Eltif i gestori patrimoniali hanno manifestato un’esigenza crescente di chiarezza tecnica (…). È ora necessario cogliere pienamente il potenziale del nuovo regime e ampliare ulteriormente la distribuzione dei fondi privati agli investitori al dettaglio, sia all’interno sia al di fuori dell’Unione europea».

