I mercati privati non sono inaccessibili, solo poco conosciuti: a questa mancanza vuole sopperire Fundstore, gruppo bancario Ifigest, grazie agli Eltif 2.0. Il marketplace di fondi e soluzioni di risparmio gestito ha infatti compiuto il 18 novembre 2025 un passo importante in termini di accessibilità retail agli European Long-Term Investment Funds, in virtù del nuovo quadro regolamentare europeo (detto appunto ELTIF 2.0) che ha reso questi strumenti più flessibili e trasparenti, dunque accessibili anche agli investitori non istituzionali.
Cosa sono gli Eltif e cosa offre Fundstore
Gli ELTIF sono fondi alternativi a lungo termine concepiti per canalizzare risorse verso asset dell’economia reale – PMI, infrastrutture e progetti innovativi – storicamente riservati a investitori professionali. Con l’introduzione della normativa ELTIF 2.0, il settore ha conosciuto una forte accelerazione: soglie d’ingresso ridotte, maggiore liquidità, e la nascita di veicoli evergreen rendono oggi questi strumenti compatibili con le esigenze dell’investitore retail, che si è “accorto” dei mercati privati con il lockdown del 2020, e da allora non ha smesso di mostrare il suo interesse, anche a dispetto di qualche (passato) pasticcio legislativo. La quasi totalità degli investitori retail cerca gli Eltif per il rendimento prospettico, spiega Gianni Bizzarri, presidente di Banca Ifigest: «entro il 2030, il 60% delle masse globali in gestione sarà riconducibile al retail».
In Italia si stima che l’esposizione dei piccoli investitori «passerà dai 1000 miliardi di euro del 2024 ai 3.300 miliardi del 2030». Gli Eltif, spiega il presidente di Banca Ifigest, rappresentano un tassello ulteriore per pensare al proprio futuro, sono il prodotto ideale per preparare l’integrazione del proprio piano pensionistico, o di quello dei propri figli.
Fundstore «non una piattaforma di trading ma una piattaforma di investimento» coglie questa opportunità proponendo un canale digitale diretto e multi-gestore, pensato perché ogni investitore vi acceda in autonomia. Per quanto riguarda gli Eltif, l’offerta selezionata al momento è di quattro fondi, curati da altrettanti primari asset manager internazionali: Amundi, Apollo, BlackRock e J.P. Morgan Asset Management. La struttura consente di scegliere tra quattro profili d’investimento che si differenziano per periodo di mantenimento minimo dell’investimento (holding period) e per soglia d’ingresso, che parte da 1.000 euro e che in ogni caso non supera i 10.000 euro.
Perché investire in Eltif con Fundstore?
«I motivi principali – spiega Bizzarri – sono tre». Il primo è proprio il fatto che si possa investire a partire da 1000 euro. Poi, si partecipa a un mercato che ha avuto un track record rilevante; infine c’è una decorrelazione del 50-60% fra i private market e i mercati quotati.
L’Eltif è uno strumento «ideale per l’accumulo e ha delle ottime caratteristiche per essere usato ai fini previdenziali. Un ragazzo giovane può investire poco a poco anche (non solo) in questi mercati, ha buone possibilità di ritrovarsi, una volta in pensione, con più soldi rispetto a quelli che avrebbe con un normale fondo pensione».
Edoardo Bizzarri, head of business development di Fundstore: «la logica dietro alla selezione di questo catalogo è che con il minor numero di fondi si vuole coprire il maggior numero possibile di preferenze. Essendo il prodotto Eltif già complesso di per sé, abbiamo pensato di dare all’investitore finale già una “chiave interpretativa” per muovere i primi passi in questo tipo di investimento».
Le quattro tipologie di fondi offerti, prosegue Edoardo Bizzarri, corrispondono ad altrettante combinazioni di holding period e soglie di ingresso: «Si va dunque dal fondo di Amundi, con una soglia di 1000 euro e finestre di uscite trimestrali, a quello di Blackrock, con 10.000 euro e un holding period di un anno. Apollo è il nostro fondo verticale sul private debt, gli altri sono multi-asset; tutti e quattro sono stati scelti per massimizzare le preferenze degli investitori retail. Sono infine tutti evergreen, ovvero fondi a finestra che permettono sottoscrizioni di ingresso e redemption a intervalli predefiniti. I costi di gestione sono competitivi rispetto al mercato».
La parola ai gestori degli Eltif Fundstore: BlackRock, Amundi Sgr, J.P. Morgan Asset Management, Apollo
Puntare sulle aziende leader di domani
Globalmente, le aziende quotate sono solo il 12% delle complessive, ricorda GianMarco Castellani, head of wholesale di BlackRock Italia. Basterebbe partire da questo dato per capire «quante opportunità si perdono restando fuori dai mercati privati». Investire negli Eltif di Fundstore presenta «tre vantaggi. Non solo la diversificazione, ma anche il fatto di puntare sulle leader di domani: si ricordi che queste aziende (transizione energetica e digitale, infrastrutture) esprimono il loro massimo valore prima della quotazione. Infine, Blackrock ha il grande vantaggio di offrire scala e vicinanza ai distributori». Il fondo, nato a marzo 2025, è multi-alternativo, pensato per una clientela che si approccia per la prima volta ai pm: consente infatti di muoversi strategicamente sui vari asset variandone per esempio i pesi.
L’importanza della corretta informazione sul prodotto
Anche J.P. Morgan Asset Management è presente nell’offerta Eltif di Fundstore con un fondo multi-alternativo, aggiunge Karim Leguel, md & Emea private market Specialist, sottolineando l’importanza di un cambiamento culturale negli investitori, da veicolare con la giusta education: «Siamo presenti in questo mercato da oltre 60 anni nei mercati privati. Anche noi facciamo un grosso lavoro di informazione e istruzione sullo strumento, puntando su una grande trasparenza nella reportistica». Il fondo ha una soglia di ingresso minimo di 5.000 euro.
I fondi evergreen costituiscono la “democratizzazione” degli investimenti nei mercati privati
Paolo Proli, condirettore generale di Amundi Sgr, parlando del fondo PRIMA (“PRIvate MArkets”), multi-strategy e multi-asset, tutto concentrato sulla transizione socio-climatico-digitale e i connessi investimenti a impatto: «Il vero motore di crescita è la transizione a impatto, il vero motore di crescita delle imprese; oggi non c’è azienda che non stia facendo transizione. L’unico ostacolo alla diffusione dello strumento potrebbe arrivare da una compliance ancora “seduta” sulla vecchia normativa e non sulla nuova Eltif 2.0. I fondi evergreen, con il loro accesso frazionabile, sono il primo vero tentativo di democratizzazione di questo mercato. Crediamo che la democratizzazione di questa asset class passi anche attraverso una modalità di sottoscrizione diretta e di facile fruizione come quella di Fundstore». L’ingresso nel fondo è mensile, l’uscita trimestrale.
Il private debt
Alessandro Raspa, md & head of client & product solutions Italy di Apollo, presentando il fondo private debt di Apollo: «Per noi il private debt non è solo un asset class. È una parte sostanziosa del nostro bilancio, perché noi stessi vi investiamo: quale migliore allineamento di interessi può esserci con l’investitore finale?». È un income fund che punta alla cedolarità su base mensile, in euro, con cambio coperto.

