Enzo Ferrari e le scuderie inglesi (i nemici del Drake)

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Chi osò sfidare il patron della Ferrari quando era ancora in vita? Lo racconta la più grande e completa esposizione dedicata alle scuderie inglesi che, tra gli anni Sessanta e Ottanta avevano sfidato Enzo Ferrari. Vetture, documenti, memorabilia e fotografie che raccontano la rivoluzione inglese dello sport dei motori all’epoca della Swinging London

Indice

Enzo Ferrari li chiamava “i garagisti”: erano le squadre inglesi che – tra gli anni Sessanta e Ottanta – avevano messo in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1. Li si potrà conoscere grazie alla mostra I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli, in programma al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile– da giovedì 2 aprile a domenica 11 ottobre 2026.

CIRCUIT DE MONACO, MONACO – MAY 10: Ronnie Peterson, March 701 Ford during the Monaco GP at Circuit de Monaco on Sunday May 10, 1970 in Monte Carlo, Monaco. (Photo by Rainer Schlegelmilch/Getty Images)

Alla scoperta delle scuderie inglesi nemiche di Enzo Ferrari

Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione, questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato. Attraverso una selezione di vetture-simbolo appartenenti alle squadre note come le “sette sorelle” – Cooper, Lotus, March, Brabham, Tyrrell, McLaren e Williams oltre a vetture di altri costruttori – Arrows, Shadow, Theodore e Surtees – la mostra, sviluppata sugli oltre 2000mq dello spazio espositivo al piano terra, racconta una stagione di sperimentazione tecnica e libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali. 

SILVERSTONE, UNITED KINGDOM – JULY 15: Jim Clark, on his Lotus 49 Ford, waves on his parade lap after the race during the British GP at Silverstone on July 15, 1967 in Silverstone, United Kingdom. (Photo by Rainer Schlegelmilch/Getty Images)

Un universo di tecnologia, stile e spirito pionieristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse.

Ventitré le vetture esposte – di cui 21 inglesi e 2 italiane – circondate da un allestimento che restituisce il contesto culturale e sociale della Gran Bretagna del tempo, quello della Swinging London. Ovvero un periodo di straordinaria vivacità e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività nella musica, nella moda, nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport. Con l’obiettivo di restituire l’atmosfera di un’epoca, la mostra intreccia la storia dell’automobilismo con quella delle sue icone, attraversando le tendenze culturali e stilistiche del tempo e raccontandole in specifiche sezioni.

Jean-Pierre Jarier gets tyres off the track driving his Shadow DN5 Ford during the German GP at Nürburgring in Nürburg, West Germany on Sunday 3rd August 1975. (Photo by Rainer Schlegelmilch/Getty Images)


Le fotografie di Rainer W. Schlegelmilch

In esposizione anche una selezione di fotografie di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei più grandi fotografi della Formula 1. Le sue immagini sono celebri per la straordinaria qualità e per l’intensità emotiva che riescono a trasmettere. L’attenzione per l’inquadratura, la sensibilità alla luce e la capacità di cogliere l’istante decisivo fanno di Schlegelmilch un maestro assoluto, capace di trasformare la velocità, la tensione e il rischio delle corse in un racconto visivo potente e senza tempo.

Infine, il programma pubblico completa l’esperienza della mostra, offrendo al pubblico un’occasione di approfondimento sui temi dell’esposizione. Appuntamenti gratuiti – articolati in conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti – per incontrare i grandi protagonisti dell’epoca che raccontano le storie, le emozioni e le sfide che hanno plasmato un’epoca leggendaria.

Domande frequenti su Enzo Ferrari e le scuderie inglesi (i nemici del Drake)

Chi erano i 'garagisti' a cui si riferiva Enzo Ferrari e quale fu il loro impatto sul dominio della Ferrari in Formula 1?

I 'garagisti' erano le scuderie inglesi che tra gli anni Sessanta e Ottanta sfidarono il predominio della Ferrari in Formula 1. Queste squadre misero in discussione il successo della Ferrari, che fino ad allora era stata protagonista indiscussa.

Qual è il tema centrale della mostra 'I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi'?

La mostra si propone di far conoscere le scuderie inglesi che furono rivali di Enzo Ferrari e che misero in discussione il suo dominio in Formula 1. L'esposizione esplora questo periodo di competizione intensa.

Dove e quando si terrà la mostra dedicata a Enzo Ferrari e le scuderie inglesi?

La mostra 'I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi' si terrà al MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile. L'apertura è prevista a partire da giovedì 2.

Chi sono i curatori della mostra 'I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi'?

La mostra è curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini, con il contributo di Maurizio Cilli. Il loro lavoro mira a presentare in modo approfondito la rivalità tra Ferrari e le scuderie inglesi.

Quale periodo storico copre la rivalità tra Enzo Ferrari e le scuderie inglesi menzionata nell'articolo?

La rivalità tra Enzo Ferrari e le scuderie inglesi, definite 'i garagisti', si colloca principalmente tra gli anni Sessanta e Ottanta. Questo arco temporale evidenzia il periodo di maggiore competizione e sfida al dominio della Ferrari.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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