Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026?

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Pittura astratta con striature orizzontali e verticali di giallo, blu, verde, marrone e rosso, mescolate e stratificate per creare un aspetto strutturato e colorato con pennellate e stesure di colore visibili.

La seconda parte del 2025 ha segnato un punto di svolta nel mercato dell’arte, che ha ripreso a crescere, segnando alcune vette di record assoluti. Alla luce di questo colpo di scena, quali sono i trend da monitorare nel 2026 secondo gli operatori specializzati? Le parole di Arnaud Dubois, chief investment officer della società specializzata Matis

Indice

I trend principali del mercato dell’arte nel 2026

Come noto, il 2025 è stato un anno nettamente diviso in due per quanto riguarda il mercato dell’arte: il primo semestre è stato stagnante, in piena coerenza con l’andamento del 2023-2024: a New York, le vendite primaverili di Sotheby’s e Christie’s erano diminuite di circa il 21% rispetto al 2024 per l’arte moderna e contemporanea, pur in presenza di tassi di vendita elevati (90% di lotti venduti in media). La seconda parte invece ha regalato una ripresa tanto robusta quanto (forse) inattesa, beneficiando di un vero e proprio ritorno di fiducia, con Frieze London (90.000 visitatori) e Art Basel Paris (73.000 visitatori) a ridare slancio al mercato.

A Parigi, la fiera ha registrato vendite notevoli, in particolare per Abstraktes Bild (1987) di Gerhard Richter, venduto per circa 23 milioni di dollari (dettaglio in immagine apertura). «Un dinamismo proseguito a New York nel mese di novembre, dove le case d’asta hanno proposto vendite di collezioni eccezionali», commenta Arnaud Dubois, chief investment officer e cofondatore della società specializzata in investimenti in arte Matis. Nel mese, Sotheby’s ha superato il miliardo di dollari per le vendite complessive della stagione; Christie’s quasi 970 milioni di dollari. «Anche in questo caso, la coerenza dell’offerta e la sua concentrazione sugli artisti iconici del XX secolo hanno giocato un ruolo determinante: il 94% dei lotti ha trovato acquirente in media nelle due case d’asta».

L’analisi (e i consigli) dello specialista di Matis sul mercato dell’arte 2025-2026

Commenta Dubois che in generale nel 2025 le transazioni sono state promettenti, «con un buon livello di attività sulle opere contemporanee recenti e un ritmo di vendita sostenuto. La fascia top-end ha invece visto un trend meno espansivo rispetto al periodo 2021-2022. Per le opere sopra i 10 milioni di dollari, l’interesse rimane selettivo; a livello di mercato, le vendite di fascia molto alta hanno subito un forte calo nel 2024, e ciò ha continuato a influenzare la stagione autunnale 2025».

In un contesto economico in evoluzione, prosegue l’esperto, l’arte continua ad attrarre investitori e collezionisti per la sua dimensione tangibile e internazionale, nonché per la sua capacità di essere riserva di valore del capitale, anche in fasi di tensione e volatilità dei mercati. «Secondo il rapporto Deloitte Art & Finance 2025, l’arte e gli oggetti da collezione rappresentavano 2.174 miliardi di dollari di patrimonio detenuto da privati nel 2022, poi 2.564 miliardi di dollari nel 2024, con un aumento del 18% in due anni».

Ma quali investimenti privilegiare? «Le opere del XX secolo rimangono il segmento più dinamico. Il rapporto Art Basel & UBS 2025 mostra che nel 2024 rappresentavano il 52% del valore delle vendite all’asta mondiali». Tra queste, «il valore è particolarmente concentrato sulle opere di artisti iconici, presenti nei grandi musei, regolarmente vendute all’asta e ricercate dai collezionisti». Si noti infatti che «le opere valutate oltre 250.000 dollari hanno rappresentato l’1% dei lotti venduti all’asta nel 2024, ma hanno concentrato il 67% del valore delle vendite».

Da monitorare

Per quanto riguarda i trend principali da monitorare nel mercato dell’arte per il 2026, registrano un calo significativo le opere superiori ai 10 milioni di dollari. Tuttavia l’interesse dei collezionisti ultra patrimonializzati permane nei confronti dei pezzi di qualità museale e provenienza impeccabile. Continua a fiorire invece il segmento compreso tra 500.000 e 5 milioni di dollari, giacché «presenta caratteristiche di maggiore stabilità del mercato». Queste opere infatti, prosegue Dubois, «spesso hanno una buona storia di esposizioni e collezioni, combinando un potenziale di rivalutazione e una liquidità sostenuta». Beneficiano poi di «un rinnovato interesse da parte dei collezionisti privati e istituzionali, che cercano di riposizionarsi su attività tangibili a rischio moderato».

Infine, le red chip, ovvero le opere degli artisti ultra-contemporanei ed emergenti (i nati dal 1975 in poi) sono in fase di rallentamento: dopo diversi anni di forte crescita stanno subendo un marcato effetto di correzione. Quotazioni e rivendibilità sono in calo, con i collezionisti più cauti di fronte a un segmento considerato instabile, a volte scollegato dalla qualità intrinseca delle opere, i cui prezzi sono influenzati dalle mode e dalla domanda speculativa. L’arte blue chip, di contro, è quella basata su decenni di riconoscimento critico e museale, ritenuta per questo un investimento più solido.

Domande frequenti su Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026?

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026??

Quando si investe in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026?, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026? con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026? con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026??

I rischi associati a Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026? sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026??

Le prospettive future per Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026? sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026??

La valutazione della performance degli investimenti in Mercato dell’arte, su quali trend scommettere nel 2026? richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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