Fondi evergreen e secondari: la combinazione che sta trasformando il private equity

Fondi evergreen e secondari: la combinazione che sta trasformando il private equity

La crescente diffusione delle strutture evergreen e dei fondi secondari sta rivoluzionando il private equity, offrendo agli investitori maggiore liquidità, diversificazione immediata e una gestione del capitale più efficiente

Per molti anni investire nel private equity ha implicato accettare capitali bloccati e attendere con pazienza i rendimenti. Sebbene queste caratteristiche siano fondamentali per generare valore, spesso entrano in contrasto con l’esigenza degli investitori di disporre di maggiore flessibilità e di un impiego più efficiente del capitale. Da questa necessità sono nati due trend rilevanti: le strutture evergreen (o aperte) e i fondi secondari, di cui Edouard Boscher, Head of Private Equity di Carmignac, ci illustra i vantaggi.

Entrambe queste dinamiche rispondono a bisogni specifici degli investitori. I veicoli evergreen ampliano l’accesso al private equity e consentono un’esposizione immediata a un portafoglio già diversificato; i fondi secondari, invece, rappresentano un’asset class in forte crescita che offre un potenziale di liquidità nel breve periodo e contribuisce ad attenuare l’effetto della curva J, in particolare per le transazioni LP-led. Questi due trend, complementari e convergenti, stanno contribuendo a ridisegnare il panorama del private equity.

Perché i fondi secondari sono adatti alle strutture evergreen

Gestione della liquidità

I fondi evergreen richiedono una gestione attenta per poter garantire rimborsi periodici, considerando che investono in asset per natura illiquidi. Per far fronte alle possibili richieste di rimborso, i gestori devono mantenere una riserva di liquidità o asset facilmente liquidabili che, se non ben amministrati, possono rappresentare un limite strutturale ai rendimenti.

Integrando strategie secondarie, i fondi evergreen possono includere asset più maturi, con un orizzonte temporale più breve e con flussi di distribuzione più prevedibili. Questi investimenti sono in una fase più avanzata del percorso di creazione del valore e più vicini alla conclusione del mandato del gestore – e quindi all’exit – generando una potenziale liquidità nel breve termine.

Capitalizzazione

I veicoli evergreen sono concepiti per favorire il reinvestimento: quando un’operazione viene dismessa, i proventi non vengono restituiti agli investitori ma reinvestiti immediatamente, permettendo alla performance di cumularsi nel tempo attraverso la capitalizzazione.

Le strategie secondarie rafforzano questa caratteristica. Poiché gli asset acquistati in una fase avanzata del loro ciclo producono distribuzioni più rapide, i gestori possono reimpiegare tempestivamente tali proventi in nuove opportunità sul mercato secondario. In teoria, ciò accorcia il ciclo di reinvestimento, mantiene il capitale costantemente impiegato e può incrementare i rendimenti, accelerando la ricapitalizzazione. Ne deriva un virtuoso meccanismo di crescita continua.

Maggiore diversificazione e accesso immediato

La diversificazione rappresenta un ulteriore vantaggio della combinazione tra evergreen e strategie secondarie, soprattutto nel caso di fondi LP-led. I veicoli evergreen garantiscono sin da subito un’esposizione distribuita su più asset, a differenza dei fondi chiusi che costruiscono il portafoglio nel corso degli anni, esponendo i sottoscrittori al rischio di blind pool e a una maggior concentrazione nella fase iniziale.

L’integrazione di investimenti secondari amplifica questo beneficio: una singola transazione LP-led comporta solitamente l’acquisto di un portafoglio che può comprendere decine di società. In questo modo, gli investitori ottengono immediatamente un’esposizione ampia per annata, settore, area geografica, strategia e gestore.

Con un unico strumento, gli investitori accedono a un portafoglio già altamente diversificato, un livello di ampiezza difficilmente replicabile con il solo private equity primario o con investimenti diretti.

Un approccio strategico e opportunistico

La convergenza tra strutture evergreen e mercato secondario rappresenta un’evoluzione significativa nel private equity. Unendo il profilo di liquidità dei fondi secondari ai meccanismi di reinvestimento tipici dei veicoli evergreen, gli investitori possono beneficiare di un’esposizione più efficiente e diversificata, mantenendo allo stesso tempo maggiore controllo e flessibilità.

Questo connubio, tuttavia, richiede una gestione impeccabile. I gestori possono rischiare di utilizzare i mercati secondari solo per sfruttare gli sconti in ingresso, trascurando la qualità degli asset e compromettendo i rendimenti di lungo periodo. Una scorretta gestione della liquidità può inoltre ridurre l’efficacia dell’intera struttura.

Carmignac mette a disposizione oltre 35 anni di esperienza nei mercati pubblici e un solido track record nella gestione attiva, competenze fondamentali sia per una selezione rigorosa delle opportunità sia per un monitoraggio attento del portafoglio e della liquidità. Questi elementi consentono a Carmignac Private Evergreen di perseguire coerentemente l’obiettivo di combinare flessibilità e controllo.

I risultati sono già tangibili: dalla sua costituzione, il 15 maggio 2024, secondo le rilevazioni di Carmignac a settembre 2025, gli investimenti secondari hanno generato liquidità pari al 24% degli investimenti in private assets (DPI – Distributions to Paid In). Questo ha permesso al fondo di soddisfare i rimborsi e, allo stesso tempo, continuare a reinvestire senza interruzioni. La performance dall’avvio è stata sostenuta sia dalla creazione di valore sottostante sia dagli sconti di ingresso, confermando la solidità dell’impostazione strategica del Fondo.

DISCLAIMER

COMUNICAZIONE DI MARKETING. Si prega di consultare il KID/prospetto prima di prendere una decisione finale di investimento. La decisione di investire nel fondo promosso deve tenere conto di tutte le sue caratteristiche o obiettivi descritti nel prospetto informativo. Il presente documento non può essere riprodotto, totalmente o parzialmente, senza la previa autorizzazione della società di gestione. Non si tratta né di un’offerta di sottoscrizione né di una consulenza d’investimento. Le informazioni contenute nel presente documento possono essere incomplete e potrebbero subire modifiche in qualsiasi momento senza preavviso. La Società di gestione può interrompere la promozione nel Suo paese in qualsiasi momento. Gli investitori possono accedere a un riepilogo dei loro diritti in italiano ai seguenti link (paragrafo 5): Italia: https://www.carmignac.com/it-it/informazioni-sulla-regolamentazione; Svizzera: https://www.carmignac.com/it-ch/informazioni-sulla-regolamentazione. Il Regolamento SFDR (Regolamento sull’informativa di sostenibilità dei mercati finanziari) 2019/2088 è un regolamento europeo che impone agli asset manager di classificare i propri fondi in tre categorie: “Articolo 8” fondi che promuovono le caratteristiche ambientali e sociali, “Articolo 9” che perseguono l’investimento sostenibile con obiettivi misurabili o “Articolo 6” che non hanno necessariamente un obiettivo di sostenibilità. Per ulteriori informazioni consultare: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2019/2088/oj?locale=it. Il riferimento a titoli o strumenti finanziari specifici è riportato a titolo meramente esemplificativo per illustrare titoli attualmente o precedentemente presenti nei portafogli dei Fondi della gamma Carmignac. Tale riferimento non è volto pertanto a promuovere l’investimento diretto in detti strumenti né costituisce una consulenza di investimento. La Società di Gestione ha la facoltà di effettuare transazioni con tali strumenti prima della pubblicazione della comunicazione. I portafogli dei Fondi Carmignac possono essere modificati in qualsiasi momento. Le performance passate non sono un’indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). Il rendimento può aumentare o diminuire a causa di oscillazioni valutarie per le quote senza copertura valutaria. Carmignac Private Evergreen si riferisce al comparto Private Evergreen della SICAV Carmignac S.A. SICAV – PART II UCI, registrata presso l’RCS del Lussemburgo con il numero B285278. Alcuni soggetti o paesi potrebbero subire restrizioni di accesso al Fondo. Il Fondo non può essere offerto o venduto, in maniera diretta o indiretta, a beneficio o per conto di una “U.S. Person”, secondo la definizione della normativa americana “Regulation 5” e/o FATCA. L’investimento nel Fondo potrebbe comportare un rischio di perdita di capitale. I rischi e le spese sono descritti nel KID (documento contenente le informazioni chiave). Il KID aggiornato deve essere fornito o messo a disposizione dell’investitore. In Italia, i prospetti, il KID e i rapporti di gestione annui del Fondo sono disponibili sul sito www.carmignac.it e su semplice richiesta presso la Società di Gestione. 

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Fondi evergreen e secondari: la combinazione che sta trasformando il private equity

Qual è la principale limitazione degli investimenti tradizionali in private equity che le strutture evergreen e i fondi secondari cercano di risolvere?

Gli investimenti tradizionali in private equity spesso implicano capitali bloccati per periodi prolungati, limitando la flessibilità degli investitori e l'efficienza nell'impiego del capitale. Le strutture evergreen e i fondi secondari emergono come soluzioni per mitigare questa rigidità, offrendo maggiore liquidità e controllo.

In che modo i fondi secondari si integrano con le strutture evergreen nel contesto del private equity?

I fondi secondari si adattano bene alle strutture evergreen perché forniscono liquidità immediata, consentendo agli investitori di entrare e uscire più facilmente dagli investimenti in private equity. Questo allinea le caratteristiche di illiquidità del private equity con le esigenze di flessibilità delle strutture evergreen.

Quali vantaggi specifici offre l'utilizzo di fondi secondari in termini di diversificazione del portafoglio di private equity?

I fondi secondari offrono una maggiore diversificazione e un accesso immediato a un portafoglio esistente di investimenti in private equity. Questo permette agli investitori di ampliare rapidamente la propria esposizione a diverse società e settori, riducendo il rischio complessivo.

Come la gestione della liquidità è influenzata dall'adozione di strutture evergreen e fondi secondari nel private equity?

Le strutture evergreen e i fondi secondari migliorano la gestione della liquidità nel private equity, offrendo agli investitori opzioni per monetizzare gli investimenti prima della fine del ciclo di vita tradizionale del fondo. Questo consente una pianificazione finanziaria più flessibile e una migliore allocazione del capitale.

Qual è l'approccio raccomandato per utilizzare i fondi secondari nel private equity?

L'articolo suggerisce un approccio strategico e opportunistico nell'utilizzo dei fondi secondari. Ciò implica valutare attentamente le opportunità di mercato e selezionare investimenti che si allineino agli obiettivi di investimento complessivi, massimizzando i rendimenti e gestendo il rischio.

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