Il private equity non è più un mercato di nicchia. Con la crescita degli asset e una competizione sempre più intensa, la capacità di generare rendimento passa anche dalla selezione dei segmenti in cui investire e dall’accesso ad aree meno presidiate del mercato. Tra queste, il lower-mid market rappresenta una componente sempre più osservata dagli investitori: un universo composto da aziende di dimensioni più contenute, spesso più vicine all’economia reale e meno accessibili attraverso i mercati pubblici.
In questo scenario, gli esperti di Federated Hermes Private Equity (“FHPE”), investitore attivo da oltre 30 anni con circa 6 miliardi di dollari di AuM (al 31 dicembre 2025), analizzano il ruolo del lower-mid market nei portafogli di private equity, le sue caratteristiche strutturali e le competenze necessarie per individuare le opportunità più interessanti.
Con un private equity ormai maturo, quanto conta distinguere tra i diversi segmenti di mercato?
Con la progressiva maturazione del private equity – che nel 20251 ha superato i 5.000 miliardi di dollari di asset – e con rendimenti come quelli osservati dagli investitori dieci anni fa sempre più difficili da replicare oggi, un numero crescente di investitori si sta spostando verso segmenti più piccoli del mercato alla ricerca di un rendimento migliore.
In questo contesto, l’espressione “lower mid-market” è sempre più utilizzata, ma spesso definita in modo poco preciso nella fascia più bassa del mercato. Senza una definizione universale, le interpretazioni variano in modo significativo: per alcuni può includere aziende con un enterprise value fino a 2 miliardi di dollari, mentre altri fissano il limite più vicino ai 500 milioni di dollari.
In FHPE definiamo un portafoglio lower mid-market come un portafoglio con un enterprise value mediano fino a 500 milioni di dollari. Nella pratica, tuttavia, la nostra strategia di investimento si concentra sulla parte più piccola di questo intervallo. Nel quinto anno2 del nostro programma flagship di co-investimento (Private Equity Co-Investment), l’enterprise value mediano delle 45 società sostenute era pari a circa 140 milioni di dollari. Riteniamo che sia proprio qui che oggi risiedano molte delle opportunità più interessanti del settore. Una chiara segmentazione del mercato è fondamentale per valutare e confrontare correttamente i rendimenti. In un mercato sempre più competitivo ed efficiente, questa chiarezza è essenziale per accedere a opportunità differenziate ed evitare derive strategiche.
Come individuate le opportunità più interessanti nel lower-mid market? Quali benefici può offrire agli investitori l’accesso a questo segmento?
Storicamente, il capitale di private equity si è concentrato nella fascia alta del mercato, lasciando il lower mid-market relativamente sotto-capitalizzato. Questo crea un insieme di opportunità interessante, caratterizzato da una minore competizione per asset ad alto potenziale e dalla possibilità di accedere a fonti di rendimento differenziate.
Individuare opportunità in questo segmento richiede un forte deal flow proprietario e competenze specialistiche di underwriting. Con oltre 30 anni di esperienza, abbiamo costruito relazioni profonde con manager affermati e di nuova generazione a livello globale, che ci consentono di accedere a un’ampia pipeline. Applichiamo un approccio selettivo, focalizzandoci su temi di crescita di lungo periodo e collaborando con manager che mostrano una chiara differenziazione, allineamento di interessi e capacità di creazione di valore operativo.
Siamo un “partner of choice” per i manager di nuova generazione, che definiamo come sponsor indipendenti e manager che investono attraverso il loro primo o secondo fondo. Si tratta in genere di investitori altamente imprenditoriali e molto coinvolti nella gestione, che cercano di replicare e superare il successo ottenuto in precedenza all’interno di piattaforme più consolidate.
Abbiamo inoltre una vasta esperienza negli investimenti in aziende fondate e guidate da imprenditori, insieme ai nostri GP specializzati. Questo gruppo di GP può offrire prezzi di ingresso interessanti e un percorso chiaro di creazione di valore, attraverso trasformazioni operative e strategiche.
Quali sono i principali fattori che possono sostenere la performance di questo segmento, rispetto ad altri, nel private equity?
Il lower mid-market beneficia di una combinazione di vantaggi strutturali. In primo luogo, un ampio universo di opportunità e valutazioni di ingresso interessanti. Le società di minori dimensioni rappresentano la maggior parte del mercato privato e offrono un universo di investimento ampio e diversificato. Le valutazioni di ingresso risultano relativamente più interessanti nella fascia bassa del mercato, grazie a una minore competizione e a minori afflussi di capitale. Il multiplo medio Ebitda del settore private equity per operazioni inferiori a 500 milioni di dollari – che misura quanto gli investitori pagano rispetto agli utili di una società – è stato pari a circa 11,6 volte, contro 14,5 volte per le operazioni superiori a 500 milioni di dollari.
C’è poi il minore ricorso all’ingegneria finanziaria e al debito. Rispetto alla fascia alta del mercato, infatti, i rendimenti dipendono meno dall’ingegneria finanziaria e più dalla creazione di valore operativo. Un minore utilizzo del debito rafforza la resilienza dei cicli di mercato e sostiene risultati più solidi corretti per il rischio. Nell’ultimo fondo di co-investimento di Federated Hermes, il 40%2 delle operazioni non presentava alcun debito associato.
Ci sono più percorsi di uscita. Le exit dipendono meno dai mercati Ipo e beneficiano invece di una domanda costante da parte di acquirenti strategici e sponsor di private equity di maggiori dimensioni. Con un significativo dry powder nella fascia media e alta del mercato, i grandi fondi alla ricerca di target di acquisizione adeguati rappresentano un importante canale di uscita per gli investitori nel lower mid-market. Tra il 2020 e il 2025, quasi il 90% del capitale nel private equity è confluito in fondi di dimensione pari o superiore a 500 milioni di dollari3.
Infine, parliamo di un’opportunità per allinearsi agli imprenditori fondatori. Nella fascia bassa del mercato è più frequente trovare aziende guidate dai fondatori. Rappresentiamo il primo capitale istituzionale in circa il 45% dei co-investimenti che effettuiamo4. Collaboriamo con GP esperti nel costruire fiducia e lavorare con i fondatori per far crescere le loro aziende. I fondatori sono fortemente concentrati nel trovare il partner “giusto” che li aiuti a scalare e professionalizzare il business: non sono motivati soltanto dal prezzo. Questo crea un forte allineamento tra GP e management, entrambi focalizzati sulla generazione di alpha sostenibile nel lungo periodo.
Quanto è importante affidarsi a competenze specialistiche e a una rete solida per selezionare le migliori opportunità nel lower-mid?
Competenze specialistiche e una rete solida sono fondamentali in un segmento frammentato in cui l’accesso alle opportunità è spesso guidato dalle relazioni. Un sourcing differenziato e un underwriting rigoroso richiedono quindi competenze profonde e connessioni consolidate. In FHPE, abbiamo progressivamente aumentato il nostro focus sulla fascia bassa del mid-market, puntando dal 2015 a investimenti in fondi con una dimensione mediana di 500 milioni di dollari e a co-investimenti con un enterprise value medio di circa 150 milioni di dollari all’ingresso. I nostri oltre 30 anni di esperienza e i team presenti a Londra, New York e Singapore ci hanno consentito di costruire solide relazioni globali con un’ampia gamma di manager, in particolare emerging manager. Queste relazioni rappresentano una fonte fondamentale di deal flow proprietario e meno competitivo.
La nostra rete consolidata di GP è particolarmente preziosa per accedere a questa fascia di investitori molto esperti, spesso provenienti da piattaforme più grandi. A oggi, abbiamo collaborato con oltre 95 emerging manager su più di 200 investimenti e siamo considerati un partner di riferimento, in grado di supportare le best practice in ambito investimento, strutturazione, rischio ed ESG.
Questo approccio non migliora solo l’accesso e la selezione oggi, ma crea anche relazioni di lungo periodo e vantaggiose. Sostenere gli emerging manager nelle fasi iniziali può offrire accesso a opportunità differenziate, un maggiore allineamento e un interessante potenziale di alpha nel tempo.
Quale ruolo può avere il PE, e in particolare il lower-mid market, per affrontare la volatilità? Ci sono settori o aree geografiche che meritano maggiore attenzione?
All’interno di un portafoglio diversificato, il private equity lower mid-market può offrire una fonte di rendimento significativa e complementare. Consente di esporsi al segmento “small-cap” sottorappresentato: aziende più vicine all’economia reale e meno accessibili sui mercati pubblici. Distribuito tra settori e aree geografiche, questo segmento crea un terreno fertile per investitori esperti e specializzati, in grado di sbloccare valore.
Rispetto ai buyout di maggiori dimensioni, le operazioni utilizzano in genere meno leva finanziaria, con rendimenti guidati da miglioramenti operativi come professionalizzazione, crescita organica, espansione di mercato e strategie di buy-and-build. Questo focus sulla crescita degli utili, più che sull’ingegneria finanziaria, può ridurre la sensibilità al mercato e il beta di portafoglio. I settori caratterizzati da forti trend di crescita, tra cui healthcare, tecnologia, servizi alle imprese e industriali specializzati, beneficiano di driver strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la digitalizzazione e l’evoluzione delle catene di fornitura, spesso con ricavi ricorrenti e una crescita scalabile.
In FHPE, la nostra strategia di co-investimento riflette questa filosofia. Abbiamo una strategia tematica e investiamo su base globale senza vincoli geografici, allocando capitale verso le opportunità con i rendimenti corretti per il rischio, secondo noi, più interessanti. Il nostro approccio tematico si concentra sui settori in cui la crescita è trainata da tendenze di lungo periodo che stanno plasmando l’economia globale. Questo non solo sostiene il potenziale di rendimento, ma garantisce anche diversificazione tra tesi di investimento, settori e geografie. Costruire un portafoglio di aziende dinamiche in aree di crescita decorrelate offre un profilo resiliente, soprattutto se realizzato attraverso una strategia a bassa leva, riducendo l’esposizione a una singola fonte di rischio sistemico.
1 Dati PitchBook relativi a Nord America ed Europa nel periodo 2019-2024. I multipli EV/EBITDA sono ponderati in base al numero di operazioni per anno. Il lower mid-market è definito come l’insieme delle operazioni con enterprise value (EV) inferiore a 500 milioni di dollari, mentre il large e mega market si riferisce alle operazioni con EV pari o superiore a 500 milioni di dollari.
2 Il periodo di investimento di questo fondo si è concluso il 30 giugno 2025; il fondo non accetta più nuovi investitori.
3 Fonte: Dati di raccolta fondi per Stati Uniti ed Europa relativi al periodo 2020-2025, tratti dai report annuali di PitchBook sull’analisi del private equity in Europa e negli Stati Uniti per il 2025. Tutte le cifre relative alla raccolta fondi sono espresse in USD.
4 Dati relativi a PEC III – VI aggiornati al primo trimestre 2026
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