Che cos’è la quota di legittima e come si calcola
La quota di eredità che deve essere per legge riservata agli eredi è la cosiddetta quota di legittima. Tale quota non è determinata in misura fissa dal legislatore, ma varia in funzione della composizione del ramo familiare (presenza del coniuge, di uno o più figli, ecc.).
Per verificare eventuali lesioni della quota di legittima, occorre calcolare il patrimonio del de cuius attraverso la riunione fittizia, che prevede, tra l’altro, di aggiungere al patrimonio del de cuius alla data della successione le donazioni e le liberalità (ivi comprese le liberalità indirette) effettuate in vita da quest’ultimo. Ciò al fine di evitare, ad esempio, che un erede possa essere danneggiato da eventuali donazioni effettuate in vita a favore di altri eredi.
La valutazione dei beni donati: il principio della riunione fittizia
La particolarità che caratterizza questo calcolo è rappresentata dal fatto che, essendo richiamate le norme in tema di collazione, i beni mobili oggetto di donazione devono essere valutati sulla base del valore che avevano al momento della successione (e non al momento della donazione). Questo aspetto, trattato in un recente “Position paper” di Step Italy, risulta particolarmente critico con riferimento alla donazione di partecipazioni sociali.
Partecipazioni sociali: perché il calcolo è più complesso
Infatti, nell’arco temporale intercorrente tra la donazione e l’apertura della successione, la partecipazione donata può subire significative variazioni (positive e negative) dovute ad una gestione profittevole o meno effettuata dal donatario, al compimento di operazioni straordinarie, o ad altri eventi.
I diversi orientamenti giuridici a confronto
Data l’importanza dell’argomento, è sorto un dibattito che ha visto contrapporsi due orientamenti:
- per il primo, che si basa sul tenore letterale della norma, la partecipazione deve essere valutata con riferimento alla data di apertura della successione;
- il secondo, invece, ritiene che il valore deve essere calcolato alla data della donazione. Quest’ultima tesi, sebbene più semplice, non risulta peraltro in linea con il dettato normativo.
La posizione intermedia proposta da Step Italy
Si è quindi sviluppata una tesi intermedia, sostenuta anche dal “Position Paper” di Step. Secondo questa tesi, il valore delle partecipazioni andrebbe misurato alla data della donazione, trasponendolo all’epoca dell’apertura della successione.
Le due ipotesi applicative: capitalizzazione o valutazione simulata
Ma come potrebbe essere attuato in concreto tale procedimento?
Secondo una prima tesi, si dovrebbe calcolare il valore della partecipazione alla data della donazione, per poi attualizzarlo in funzione dell’evoluzione del mercato di riferimento (cosiddetta capitalizzazione).
La seconda tesi prevede invece di fotografare l’azienda al momento della donazione, per poi determinare il valore che la stessa avrebbe ipoteticamente avuto alla data della successione. In questa prospettiva, il valore dell’azienda sarebbe determinato tenendo esclusivamente conto dei fattori esterni fisiologici ed impliciti del mercato di riferimento e non degli eventi straordinari, né di variazioni imputabili all’attività del donatario.
L’importanza di una pianificazione attenta delle donazioni
Tale ultimo metodo, più complesso sotto un profilo applicativo, appare concettualmente preferibile in situazioni articolate, nelle quali il criterio della capitalizzazione non consente di considerare appieno gli eventi straordinari che hanno interessato la società.
In ogni caso, vista la complessità della materia, l’effettuazione di donazioni in misura differente a favore dei diversi eredi andrà valutata attentamente, al fine di prevenire contestazioni da parte degli eredi stessi sulla lesione della legittima in sede successoria.

