Banca Ifis ha messo in salvo il Banksy “migrante”*.
Un figurino cinereo e coraggioso, con le gambette in acqua, sormontato dal bagliore rosa del fumo che emana una torcia segnaletica per il salvataggio. È il ‘Migrant Child‘ di Banksy, una delle due sole opere originali sopravvissute in Italia. L’altra è la Madonna della pistola, a Napoli. Il ‘Bambino migrante’ è comparso fra l’8 e il 9 maggio 2019 a Venezia, nel Sestriere di Santa Croce, in campo Santa Croce 1, su un muro di Palazzo San Pantalon (XVII secolo), durante la settimana di preapertura della Biennale d’arte di quell’anno (58. Esposizione Internazionale d’Arte, intitolata May You Live In Interesting Times, aperta al pubblico dall’11 maggio al 24 novembre 2019). Come troppo spesso accade alla città lagunare, un palazzo fatiscente.
Arriva il salvataggio: Banca Ifis acquista il palazzo con l’opera di Banksy
Ma non per molto: il 14 marzo 2024 infatti Banca Ifis ha formalizzato l’acquisto dell’antico immobile, in tal modo esprimendo un impegno concreto anche verso la salvaguardia dell’opera, che si sta deteriorando a causa degli effetti di umidità, acqua alta e salsedine. L’edificio si sviluppa su due piani, per una superficie interna totale di circa 400 metri quadri. Nelle parole Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, il futuro di questi muri con Banksy: “Palazzo San Pantalon in seguito ai lavori di restauro e messa in sicurezza, sarà restituito a Venezia per arricchirne il già straordinario patrimonio artistico”. Il progetto di recupero prevede la valorizzazione di tutti gli spazi dello storico palazzo, sia interni che esterni.
Ospiterà la sede veneziana di Banca Ifis, e verrà proposto al pubblico come spazio espositivo dedicato sia ad autori affermati che a giovani emergenti. Prosegue il presidente: “L’iniziativa è nata nell’ottobre 2023 quando abbiamo accolto l’appello del sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi per una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato che consentisse di mettere in sicurezza il dipinto di Banksy. Nella sua evidente unicità, l’opera-manifesto impone una valutazione morale sui temi dell’immigrazione, dei diritti universali dell’uomo, e delle garanzie di sicurezza”. Garanzie che “evocano, come un monito, la speranza e la pace”.
Il misterioso street artist britannico (Bristol, 1973), “impone una riflessione sul concetto di umanesimo, in rapporto con la responsabilità di una società evoluta, e mai indifferente. Per questo motivo Banca Ifis vuole dare al più presto il via ai lavori di restauro dell’immobile per restituirlo a Venezia in una nuova veste, in cui i giovani artisti della street art potranno esporre le proprie idee ed opere d’arte”. Banca Ifis veicola l’impegno nella tutela di arte e cultura attraverso Kaleidos, il Social Impact Lab che mette in campo iniziative a elevato impatto sociale.
L’impegno nell’arte della banca dei Fürstenberg
In particolare, Banca Ifis è operativa in tre aree: comunità inclusive (per sostenere la crescita collettiva e la valorizzazione della diversità); cultura e territorio (per investire nella cultura come driver di sviluppo sostenibile e di inclusione); benessere delle persone (per sensibilizzare verso i temi della salute e della ricerca scientifica). Inoltre, dal 2021, Banca Ifis sostiene la Biennale di Venezia in qualità di sponsor del Padiglione Italia. A latere di questo impegno, per il 40° anniversario di attività della banca, a Mestre è nato a settembre 2023 il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, per volontà del presidente Ernesto Fürstenberg Fassio.
Il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis
Il parco – curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate – in breve tempo è assurto a caso studio internazionale in materia di collezioni di impresa e responsabilità socioculturale. All’interno dei suoi 22 ettari, aperti al pubblico, si possono ammirare le opere di dodici maestri dell’arte contemporanea, tra cui Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz, Philip Colbert. Tutte sono immerse nella natura che attornia il multisecolare giardino della cinquecentesca Villa Fürstenberg, oggi sede di Banca Ifis. L’intenzione è quella di ampliare ogni anno la collezione stabile, anche con pezzi monumentali.
Il parco accoglie inoltre la mostra permanente di Nico Vascellari “Horse Power”, già esposta alla Biennale di Lione. Ancora Fürstenberg Fassio: “Abbiamo deciso di celebrare i nostri 40 anni con una iniziativa, inedita e dal forte valore culturale, a favore di questo territorio al quale siamo profondamente legati. Il Parco Internazionale di Scultura sarà un luogo in continua evoluzione: un esempio del nostro modo di fare banca improntato all’economia sociale, capace di coniugare la generazione di profitto con la creazione di valore per le nostre comunità.
Una sintesi, da sempre nel nostro DNA, che continuerò a portare avanti nel solco di una tradizione famigliare fatta di valori solidi e visione di lungo periodo, con uno sguardo puntato sul futuro. In questo momento speciale, rinnoviamo il nostro impegno ad essere banca a servizio delle piccole e medie imprese e a sostegno dell’economia del nostro Paese”.
*Aggiornamento:
Banca Ifis ha ulteriormente messo in salvo il “Bimbo migrante” di Banksy, facendo strappare lo stencil dalla parete di Palazzo San Pantalon, con una tecnica innovativa mai adoperata in Italia per questa tipologia di opere e supporto. L’opera, dopo un’accurata fase di restauro e pulizia, verrà nuovamente donata alla visione del pubblico. Durante i sei anni di esposizione alla salsedine e alle intemperie, se ne era già perso il 30 per cento.
Articolo originariamente apparso su Family Office & Family Business n. 3.

