Art Basel 2025, è tutto pronto sulle sponde del Reno

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Un Maggiolino Volkswagen d'epoca rivestito di tessuto giallo è esposto all'interno, circondato da una folla. Sullo sfondo, alti pali con teli bianchi ricordano alberi astratti. La scena è ben illuminata e animata.

Art Basel 2025 si terrà dal 19 al 22 giugno nella fiera di Messeplatz. Quali sono le nuove sezioni e le anticipazioni dalle gallerie per questa edizione?

Indice

Art Basel 2025 scalda i motori

Una delle settimane più calde dell’anno sta per cominciare. Sulle sponde del Reno sono spuntate alcune tra le bandiere più conosciute di Basilea, l’Hôtel Les Trois Rois si riempie a vista d’occhio e le gallerie dell’Altstadt vengono tirate a lucido. Solo una è la risposta plausibile: è tempo di Art Basel. La fiera d’arte più importante del mondo si terrà infatti dal 19 al 22 giugno prossimi negli spazi di Messeplatz, con un prezzo di ingresso di 69 franchi (la preview per i fortunati possessori dei vari VIP Passes sarà invece il 16 giugno). 

Art Basel: le sezioni classiche, la nuova Premiere e il Messeplatz Project 2025

Come ogni anno, la fiera sarà divisa in sezioni che ospiteranno le opere delle 289 gallerie internazionali presenti in questa edizione, la seconda sotto la guida di Maike Cruse. Galleries (lo spazio principale, dove vedere l’intera offerta dei vari espositori), Unlimited (nuovamente curata dallo svizzero Giovanni Carmine, vede protagoniste opere monumentali che trascendono lo spazio del classico booth), Feature (una sezione curata con artisti del ventesimo secolo), Statements (con 18 solo booths che si contendono il Baloise Art Prize), Kabinett (con una selezione di lavori delle singole gallerie) e la nuovissima Premiere. Quest’ultima è uno spazio dedicato ad opere create non più di cinque anni fa.

Le dieci gallerie qui ammesse, tra cui le new entry della fiera Edel Assanti di Londra e Kosaku Kanechika di Tokyo, potranno selezionare un massimo di tre artisti ciascuna. Immancabili sono poi i percorsi di arte pubblica della sezione Parcours (pensati da Stefanie Hessler, direttrice dello Swiss Institute di new York) e il Messeplatz Project, curato quest’anno da Natalia Grabowska della Serpentine Gallery. Lo spazio ospiterà un’opera immersiva di Katharina Grosse, dopo il successo ottenuto da Honoring Wheatfield di Agnes Denes nel 2024.

Le anticipazioni delle gallerie: da Hauser & Wirth a Thaddaeus Ropac

Ma quali sono le anticipazioni che ci sono arrivate? Quali saranno alcune delle opere più care esposte nei padiglioni della fiera? Hauser & Wirth – che come ogni anno gioca in casa (ricordiamo l’apertura del loro nuovo spazio in Luftgässlein proprio a Basilea, nel 2024) – presenterà dei lavori di Phillip Guston, Arshile Gorky e Louise Bourgeois. Tra questi, il più caro è Migration (1978) di Guston, con un prezzo di listino di 7.5 milioni di dollari, seguito poi dalla scultura Couple (2002) della Bourgeois, quotata 1.9 milioni. Il pezzo che però sarà – forse – più decantato è Untitled (Go-Go Dancing Platform) (1991) di Felix Gonzalez-Torres, esposto nella sezione Unlimited e prestato permanentemente alla Kunst Halle di Sankt Gallen.

Le altre gallerie blue chip

Nel booth di Gagosian sarà invece protagonista il quadro Evil Spirit di Helen Frankenthaler, in arrivo dalla fondazione dell’artista al prezzo di 5 milioni di dollari. La Pace Gallery, che celebrerà il sessantacinquesimo anno dall’apertura, si concentrerà sull’arte astratta di Mark Rothko, Joan Mitchell, Agnes Martin, Ellsworth Kelly e Helen Frankenthaler. L’opera più cara dell’intero booth non è però degli artisti citati, bensì di Pablo Picasso. Homme à la pipe assis et amour (1969) ha infatti un prezzo di 30 milioni di dollari (era già stata venduto da Christie’s Londra nel 2006 per 7.85 milioni di dollari). Sul secondo gradino del podio troveremo invece XX di Joan Mitchell, con un prezzo compreso tra i 15 e i 20 milioni di dollari.

La galleria Lévy Gorvy Dayan punterà invece su Peinture (1963) di Pierre Soulages, quotato 5,8 milioni di dollari e Sicile (1954) di Nicolas de Staël per 5,6 milioni. Thaddaeus Ropac – che aprirà una nuova sede a Milano il prossimo autunno – si concentrerà soprattutto sugli artisti Georg Baselitz e Robert Rauschenberg. Drei Hundre aufwärts (1968) e Hier jetzt hell, dort dunkel dunkel (2012) di Baselitz sono quotati rispettivamente 3,4 e 2,1 milioni di dollari. Lipstick (Spread) (1981) di Rauschenberg verrà invece proposto per 1,5 milioni di dollari. 

I risultati del MCH Group nel 2024

Art Basel rimane ormai un appuntamento imprescindibile del mercato dell’arte, con le sue quattro venues di Basilea, Parigi, Hong Kong e Miami. Anche i conti di MCH Group AG, che possiede il marchio Art Basel, sono finalmente migliorati. Dopo un periodo di intensa trasformazione aziendale (dal 2025 il nuovo ceo sarà Andrea Zappia, attuale presidente di MCH), il bilancio del gruppo è salito a 435,7 milioni di franchi svizzeri contro i 393,7 milioni del 2023, ad un EBITDA di 34,5 milioni (nel 2023 era di 12.3 milioni) e un profitto di 3 milioni di franchi, finalmente positivo rispetto ai meno 12,7 milioni dell’anno precedente.

Domande frequenti su Art Basel 2025, è tutto pronto sulle sponde del Reno

Quando si terrà Art Basel nel 2025?

Art Basel si terrà dal 19 al 22 giugno 2025 negli spazi di Messeplatz a Basilea.

Qual è il costo del biglietto d'ingresso per Art Basel 2025?

Il prezzo d'ingresso per Art Basel 2025 è di 69.

Quali gallerie importanti parteciperanno ad Art Basel 2025?

Tra le gallerie che parteciperanno ad Art Basel 2025 sono state anticipate Hauser & Wirth e Thaddaeus Ropac.

Dove si svolgerà principalmente Art Basel 2025?

Art Basel 2025 si svolgerà principalmente negli spazi di Messeplatz a Basilea, sulle sponde del Reno.

Qual è l'importanza di Art Basel?

Art Basel è considerata la fiera d'arte più importante del mondo.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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