Colpo di scena nell’azionariato del gruppo Azimut, che chiude il 1° trimestre 2025 con 107 miliardi di euro di masse (+4,4% da fine 2024) e un utile netto ricorrente di 112 milioni, in crescita del 13%. Si fanno, infatti, sempre più stretti i rapporti tra il gruppo indipendente di asset e wealth management, guidato da Pietro Giuliani, e HighPost (HP), azienda co-fondata nel 2019 da Mark Bezos (fratello di Jeff Bezos) e da David Moross.
E così anche nell’azionariato delle due società, con Moross e Bezos che incrementeranno la loro partecipazione, diventando tra i principali azionisti individuali del gruppo Azimut.
Azimut rafforza la partnership con HighPost: Bezos e Moross, tra i principali soci individuali
Anche se non viene fornita indicazione della quota che avranno, si tratta di un’importante evoluzione nell’azionariato di Azimut, con Mark Bezos e David Moross, che aumentano la loro partecipazione nel gruppo italiano, posizionandosi tra i principali soci individuali.
Azimut aumenta la partecipazione in HighPost e ne prende il controllo
Nel 2023, la quota cresce dal 2,5% al 15%
La mossa poi riflette l’impegno di entrambi i gruppi di rafforzare la collaborazione e di sviluppare ulteriormente la partnership di successo instaurata fin dalla nascita di HighPost.
Era infatti il 17 ottobre 2023 quando Azimut aveva annunciato l’ingresso del fratello di Jeff Bezos di e David Moross, nell’azionariato del proprio gruppo, come conseguenza dell’incremento della partecipazione dell’asset manager italiano in HighPost dal 2,5 al 15%.
Nel 2025, oggi la quota sale dal 15% al 56%
Ora il passo successivo. Sempre attraverso la sua controllata Azimut Alternative Capital Partners LLC, il gruppo italiano ha concluso infatti stretto un nuovo accordo per aumentare la sua partecipazione in HighPost Capital, dal 15 al 56%, raggiungendo così una quota di controllo.
La dichiarazione di Giorgio Medda sulla strategia di Azimut
Giorgio Medda, ceo del Gruppo Azimut, ha sottolineato che l’accordo rappresenta un’evoluzione naturale e strategica della partnership con David e Mark. “Siamo stati coinvolti in HighPost sin dalla sua nascita – ha detto – con un numero significativo di nostri clienti investiti nei loro fondi, pertanto rafforzare la relazione in questa fase è un passaggio logico, oltre che una testimonianza della piena condivisione degli obiettivi”.
La mossa amplia il campo d’azione di Azimut nei private market Usa.
“L’operazione ribadisce l’impegno di Azimut nel crescere nel settore degli investimenti alternativi, che ora può contare su un team di professionisti d’eccellenza con una profonda conoscenza dei mercati statunitensi del private equity e del venture capital”, ha commentato Giorgio Medda, ceo del gruppo Azimut. Che si è detto particolarmente lieto di “vedere le famiglie Moross e Bezos, attraverso David e Mark, incrementare la loro partecipazione in Azimut Holding, rafforzando ancora di più l’allineamento di interessi e consolidando una partnership che ha già dimostrato di essere estremamente vincente”.
Dal canto loro, David Moross, fondatore e ceo, e Mark Bezos, co-fondatore, di HighPost hanno detto: “Siamo entusiasti di rafforzare la nostra partnership con Azimut, una società con cui intratteniamo da tempo una solida relazione strategica. Guardiamo con fiducia alla futura espansione di HighPost e Azimut nei mercati privati statunitensi, convinti di essere nella posizione ideale per generare valore per i nostri clienti attuali e futuri. Le nostre portfolio companies e la nostra capacità di origination di nuove operazioni beneficeranno ulteriormente delle ampie risorse e della solida piattaforma globale di Azimut”.
Chi è HighPost
HighPost è stata fondata nel 2019 da David Moross e Mark Bezos, beneficiando delle ampie competenze di Moross nel private equity combinate con l’esperienza ed il network della famiglia Bezos nel settore dei beni di consumo a livello globale. HighPost gestisce al momento $ 644 milioni di AuM attraverso due strategie principali: un fondo di private equity buyout, HighPost I, e un fondo di venture capital incentrato sui settori consumer e technology, HIPstr I. Entrambi i veicoli hanno effettuato investimenti significativi all’interno del rispettivo universo di riferimento e includono società leader di settore come Spotter, Magic Spoon R.A.D. e Closer.
Nuovi ruoli di Mark Bezos e David Moross nel gruppo Azimut
La transazione rappresenta un passo strategico nel rafforzamento della partnership tra Azimut e HighPost. Nell’ambito dell’accordo, infatti, David Moross oltre a continuare a ricoprire il ruolo di ceo di HighPost, assumerà anche la carica di senior advisor di Azimut Alternative Capital Partners, mettendo a disposizione la sua profonda e riconosciuta esperienza nel vasto universo dei mercati privati, settore chiave nella strategia di crescita di Azimut.
Mark Bezos, co-fondatore e membro di diversi consigli e comitati di HighPost, assumerà inoltre il ruolo di head of strategic partnership e board director di Azimut Us Holdings, la sub-holding statunitense del Gruppo, che gestisce circa $ 50 miliardi di AuM. In questo ruolo, potrà accedere all’ampia piattaforma di Azimut, che comprende investimenti alternativi, club deal, investimenti diretti, gestioni patrimoniali e soluzioni di asset management in un modello B2B2C. Il network e l’esperienza trasversale di Mark nei settori del marketing, dello sport, dei beni di consumo, dell’aerospazio e della tecnologia saranno leve fondamentali per sostenere e ampliare la crescita di Azimut nei diversi verticali di mercato.
Azionariato incrociato: i dettagli dell’operazione
L’operazione prevede che Azimut raggiunga una quota del 56% di HighPost attraverso una combinazione di investimento primario e secondario, fornendo insieme ai soci fondatori, risorse per finanziare la crescita nel medio-lungo periodo.
Il 50% dell’investimento secondario sarà corrisposto in azioni di Azimut Holding, consentendo ai fondatori di High Post, David Moross e Mark Bezos, di incrementare in modo significativo la loro partecipazione azionaria in Azimut. L’accordo prevede anche opzioni put/call e il completamento dell’operazione è soggetto ad alcune consuete condizioni sospensive. Gibson, Dunn & Crutcher LLP hanno agito come advisor legali di HighPost mentre Sidley Austin LLP ha assistito Azimut come legal advisor.
I risultati di Azimut del primo trimestre 2025
I principali indicatori del gruppo Azimut al 31 marzo 2025 sono:
- Masse totali a fine aprile 2025: € 107 miliardi (+4,4% crescita degli AuM da inizio anno)
- Raccolta da inizio anno a fine aprile 2025: € 5,7 miliardi (2,7x anno su anno)
- Oltre 1 milione di clienti a livello globale a fine marzo 2025
- Ricavi totali: € 321 milioni (+7,9% crescita ricavi ricorrenti)
- Operating profit: € 141 milioni (+5,5% crescita Ebit ricorrente)
- Utile netto: € 115 milioni (+13% crescita utile netto ricorrente)
- Rendimento netto del cash flow: 13,4%.
“I risultati del primo trimestre del 2025, sostenuti da una crescita robusta dei ricavi ricorrenti, confermano la solidità e la scalabilità del modello di business di Azimut. In questi mesi abbiamo saputo mantenere una solida redditività, pur continuando a investire nell’espansione internazionale della nostra piattaforma e a preparaci per la prossima fase di sviluppo del gruppo”, ha dichiarato Alessandro Zambotti, ceo e cfo del gruppo Azimut.
Mentre Medda ha poi aggiunto: “Con oltre un milione di clienti nel mondo e il miglior inizio d’anno della nostra storia in termini di raccolta gestita, Azimut si appresta a entrare nella prossima fase del suo percorso di crescita. In questi primi mesi del 2025, abbiamo ulteriormente consolidato ed esteso la nostra presenza negli Stati Uniti attraverso due acquisizioni strategiche, siamo entrati nel mercato marocchino e abbiamo gettato le basi per avviare le attività nel ventesimo paese del nostro network, l’Arabia Saudita”.
Obiettivi di Azimut per l’intero anno 2025
Il gruppo ha riconfermato gli obiettivi fissati per il 2025 stimando, in condizioni di mercato normale, una raccolta netta totale di 10 miliardi di euro. Quanto all’utile netto, la società prevede che sia di almeno 400 milioni di euro (tenendo conto dei costi per la realizzazione di Tnb come banca) e fino a 1.250 milioni nell’anno a seconda della possibilità di ottenere nel 2025 l’autorizzazione ad operare come banca da parte di Tnb con relativa finalizzazione dell’accordo con Fsi.
“Alla luce di questo avvio d’anno positivo, siamo in grado di confermare la guidance per l’intero esercizio e, entro la presentazione dei risultati del terzo trimestre, presenteremo i nuovi obiettivi strategici a medio termine e l’aggiornamento della politica dei dividendi, segnando così l’inizio di una nuova fase di creazione di valore sostenibile per tutti i nostri stakeholders”, ha precisato e concluso Zambotti.

