Miu Miu e il cinema (a Venezia)

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Una persona con un abito verde, una giacca marrone e stivali neri è in piedi in un campo erboso al tramonto, evocando lo stile cinematografico di Miu Miu, tra un cielo nuvoloso e alberi in lontananza sullo sfondo.

Fra gli aspetti più interessanti della corporate social responsability del gruppo Prada c’è sicuramente la sua attenzione per il cinema e per le sensibilità femminili. Uno dei fiori all’occhiello di questo impegno sono i cortometraggi della serie ‘Women’s Tales’, di cui l’ultimo è stato presentato alla 81. Mostra del cinema di Venezia

Indice

La Mostra Internazionale del Cinema di Venezia come strumento per la responsabilità sociale di impresa

Il cinema è una delle tante modalità in cui si declina la responsabilità sociale d’impresa del gruppo Prada. Anche quando l’incrocio col marketing è innegabile, come nel caso della deliziosa serie di cortometraggi Women’s Tales, commissionati da Miu Miu alle più interessanti registe contemporanee. Cineaste capaci di intessere storie che raccontano archetipi e complessità del femminile al varco del XXI secolo. Gli abiti della casa di moda sono il contrappunto stilistico di queste pellicole, ormai diventate 28 dall’inizio della serie, nel 2011. Il 28esimo cortometraggio è El Affaire Miu Miu, diretto da Laura Citarella (1981, Argentina), regista e produttrice cinematografica del “movimento del Nuovo Cinema Argentino”. Presentato in anteprima alle Giornate degli autori della 81. Mostra del cinema di Venezia, il 31 agosto 2025 al Lido, il film è una sorta di giallo che sposa vanità e mistero, razionalità e spiritismo.

El Affaire Miu Miu, cortometraggio della serie Women’s Tales

È una sorta di appendice hitchcockiana non priva di ironia, in cui l’inclinazione italiana per lo stile abbraccia quella argentina per il soprannaturale. Il set è infatti allestito nella Pampa argentina, e il racconto prende avvio dallo shooting di una campagna di moda allestita per Miu Miu nella città di Trenque Lauquen. L’équipe italiana si muove elegantemente nelle vie della cittadina. Fulcro della storia è la bellezza della modella, salutata dall’entusiasmo della gente, che si ferma per strada ad ammirarla. Al termine delle riprese però, la ragazza scompare. E la polizia locale apre le indagini, con una squadra investigativa tutta al femminile.

Risolvere rebus femminili

Cosa è successo? Le ultime immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una donna che, con movenze fulminee, si eclissa tra le strade di Trenque Lauquen. Le investigatrici cercano di ricostruirne il percorso, aiutate dagli indizi disseminati nel paesaggio argentino: alcuni abiti Miu Miu. Il commissario Sirota nella sua squadra annovera anche una chiaroveggente, una leggendaria detective di Santa Rosa e alcune pittoresche peritas che prediligono lavorare di notte, muovendosi al ritmo della musica ska. In questa alchimia di culture e sensibilità, emerge una domanda che sottende alle immagini: si tratta di un caso di polizia oppure qualcuno (le forze dell’ordine, l’intera città, tutti) le sta prendendo in giro? In El Affaire Miu Miu, Laura Citarella prosegue nell’esplorazione delle figure di ‘Sherlock Holmes al femminile’. Il suo intento è quello di risolvere il rebus di “donne che, per diverse ragioni, fuggono”.

Il cinema di Miu Miu è la punta di diamante del suo successo

Miu Miu è forse il marchio di moda più sulla cresta dell’onda, insieme alla sua casa madre, fresca di acquisizione di Versace. Nel 2024 le sue vendite sono cresciute del 100% ed è il brand di cui più si parla online secondo l’indice Lyst (anche se nel primo trimestre 2025 ha momentaneamente lasciato il primo posto a Loewe). Quella che nacque da Miuccia Prada come linea ‘giovane’, ‘minore’ del gruppo che porta il suo cognome, con gli anni è arrivata (quasi) a scalzare l’ammiraglia in termini di iconicità e mito. Ed è sicuramente uno dei brand che danno manforte alla coporate social responsability di Prada.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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