I Btp continuano a essere i titoli di Stato che, all’interno dell’Area euro, offrono i rendimenti più sostanziosi a dieci anni, anche se per tutti i bond i rendimenti sono andati in calo a partire da luglio. Dal 28 ottobre, il rendimento del Btp decennale è aumentato di circa due decimali, arrivando a circa il 3,7% il 31 ottobre 2024.
Come osservato in un precedente articolo, alcuni analisti ritengono che fra le alternative un po’ più audaci del Btp, potrebbero essere presi in considerazione i Treasury, il cui rendimento sale al 4,3% (per un confronto con i Treasury rimandiamo al precedente approfondimento).
Il Gilt britannico
Un’alternativa ancor più remunerativa, fuori dall’Eurozona ma sempre nell’ambito delle democrazie occidentali, è l’obbligazione governativa britannica: i Gilt decennali, infatti, offrono oggi il 4,47% di rendimento. Nel breve periodo, investire in sterline potrebbe essere vantaggioso, secondo gli analisti di Bank of America. Hanno detto che la sterlina è stata influenzata negativamente dalla rapida vendita dei Gilt dopo gli eventi di settembre 2022. “I rendimenti del Regno Unito stanno recuperando terreno rispetto al precedente movimento del reddito fisso europeo”, hanno affermato da BofA in una nota del 30 ottobre, “ma rimaniamo ottimisti sulla sterlina e prevediamo un indebolimento dell’euro sulla sterlina verso la fine dell’anno.” Questo potrebbe essere un vantaggio aggiuntivo, unito al rendimento del Gilt superiore a quello del Btp.
Le alternative senza rischio di cambio
È importante ricordare che comprare titoli di Stato in valute diverse dall'euro, come i titoli americani, comporta rischi che rendono difficile prevedere il rendimento finale. Una sicurezza che per molti italiani vale molto più dell'opportunità incerta di un extra rendimento. Se si desidera diversificare il portafoglio obbligazionario senza introdurre il rischio del tasso di cambio e, al tempo stesso, non puntare tutto il capitale sulle sorti del Tesoro italiano, si possono comunque cercare diversi compromessi in Europa.
Uno dei più insoliti emersi negli ultimi mesi di stallo politico è il titolo di Stato francese. L'incertezza sul prossimo presidente e il crescente estremismo politico hanno fatto aumentare del 47% lo spread dei titoli francesi rispetto ai bund tedeschi, portandolo a 75 punti base dall'inizio dell'anno. Gli investitori temono che lo stato francese potrebbe perdere credibilità sul rating e sulle politiche fiscali, ma si parla pur sempre di un Paese nel cuore dell'Ue, nonostante un elevato rapporto debito/PIL al 115%. Dopo i titoli italiani e greci, sono proprio i decennali francesi (Oat) i più “generosi” nell'Eurozona, con un rendimento del 3,16%. Da qualche tempo, infatti, Parigi paga interessi più elevati di Madrid sul debito a lungo termine: una vera anomalia.
Il confronto tra Btp e titoli francesi sembra favorire l'Italia, grazie a una sorprendente stabilità politica, secondo Althea Spinozzi, strategist di BG Saxo. "Recenti eventi indicano che l'Italia sta gestendo bene il suo debito. Secondo una nota del 30 settembre, il rapporto debito/PIL dell'Italia dovrebbe raggiungere il massimo nel 2027, grazie a politiche fiscali rigorose e a significativi aiuti finanziari dell'Ue."
Nella tabella, comunque, è possibile vedere l'attuale panorama dei rendimenti decennali dei maggiori titoli europei (in rosso quelli fuori dall'Area euro). Le opzioni che oggi “pagano” almeno il 3%, però, sono limitate. Il Tesoro italiano, tutto sommato, può ancora vincere facile.

