Vuitton e Tiffany vicini a un accordo per l’acquisizione

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Una delle prime vicende a sgonfiarsi per l’arrivo del covid a inizio 2020 è stata la proposta Vuitton – Tiffany, ora forse vicine a un accordo

Nel caso di Vuitton e Tiffany, non si può dire nemmeno “c’eravamo tanto amati”. Il matrimonio fra i due marchi-simbolo del lusso infatti non si era nemmeno compiuto a causa del sopraggiungere della pandemia. Ora però, il gruppo Vuitton potrebbe finalmente acquisire Tiffany entro gennaio 2021 per 131,5 dollari ad azione. Le due società sarebbero arrivate a un accordo dopo che Lvmh aveva deciso di retrocedere dalla sua offerta presentata nel novembre 2019. Il gruppo di Arnault aveva proposto agli americani in prima battuta 135 dollari per azione, per un totale 16,6 miliardi di dollari. Cifra ghiotta, capitolata poi davanti al diffondersi della crisi pandemica. Il gruppo Louis Vuitton Moet-Hennessy aveva infatti poi cercato di abbandonare le trattative con varie motivazioni, imbarcandosi in una battaglia legale con la catena di gioiellerie Usa.
Per Lvmh, il business di Tiffany era stato così compromesso durante la pandemia da spazzare via ogni accordo pregresso. Il gruppo di Bernard Arnault adduceva fra le motivazioni dell’abbandono la vulnerabilità che la recessione apporterà a tutto il settore del lusso nei prossimi anni. Ma la società delle scatolette turchine aveva risposto con una citazione in giudizio presso il Tribunale del Delaware. Adesso la Commissione europea ha dato il via libera a Vuitton per l’acquisto della società americana. Quest’ultima intanto ha fatto sapere di essere disposta ad accettare “qualunque prezzo purché superiore ai 130 dollari per azione”.

L’operazione Vuitton-Tiffany si era profilata fin dalla sua nascita come una delle acquisizioni di più alto profilo della storia del settore del lusso. Gli analisti intanto prevedono che le vendite del settore del lusso caleranno del 30% quest’anno. Ma i marchi di Lvmh ed Hermès hanno ripreso con vigore le vendite in Asia e in alcune zone degli Usa…

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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