La vicenda GameStop allontana i giovanissimi dall’azionario

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Il 20% dei giovani con un’età compresa tra i 13 e i 17 anni che hanno seguito la vicenda GameStop considera oggi il mercato azionario “troppo rischioso”

Jack E. Kosakowski: “Questi risultati mostrano che il recente fenomeno delle meme stock potrebbe avere un impatto negativo sulla percezione degli adolescenti rispetto a cosa significhi investire nel mercato azionario”

Il 39% dei giovanissimi vede l’azionario come un’opportunità per “fare soldi velocemente”, mentre circa la metà (20%) ritiene che sia “troppo rischioso”. Il 40% lo considera un buon investimento a lungo termine

Se da un lato la saga di GameStop ha catturato l’attenzione di alcuni investitori, dall’altro potrebbe averne allontanato una fetta (giovanissima) dai mercati finanziari. Rischiando, secondo gli esperti, di condizionarne anche le future possibilità di risparmio. A rivelarlo è un sondaggio dell’organizzazione no-profit Junior achievement Usa e la società di revisione e organizzazione contabile Rsm, che ha coinvolto tra il 15 e il 20 luglio oltre 1.000 soggetti con un’età compresa tra i 13 e i 17 anni tramite la società di ricerca Engine Insights.
Quello che è emerso è che il 39% degli adolescenti che ha seguito la vicenda vede oggi il mercato azionario come un’opportunità per “fare soldi velocemente”, mentre circa la metà (20%) ritiene che sia “troppo rischioso”. Una percentuale maggiore (40%) lo considera invece un buon investimento a lungo termine. “Questi risultati mostrano che il recente fenomeno delle meme stock potrebbe avere un impatto negativo sulla percezione degli adolescenti rispetto a cosa significhi investire nel mercato azionario”, osserva Jack E. Kosakowski, presidente e ceo di Junior achievement Usa. “Dato che il mercato azionario svolge un ruolo importante nell’aiutare innumerevoli americani a raggiungere una pensione sicura, è importante che aiutiamo a demistificarlo per le future generazioni”, avverte.

Secondo Leona Edwards, consulente patrimoniale di Mariner advisors intervistata da Cnbc, sebbene sia comprensibile il motivo per cui i giovanissimi siano oggi riluttanti a investire nel mercato azionario, questa situazione “potrebbe intaccare seriamente quanto saranno in grado di risparmiare in futuro”. D’altra parte, aggiunge, molti di questi adolescenti stanno “già pensando a dei modi diversi di investire”. Come evidenzia il sondaggio, infatti, qualora ricevessero fondi per farlo, il 43% punterebbe sempre sul mercato azionario, il 25% sulle criptovalute e il 24% sull’immobiliare. Il 37% invece non investirebbe affatto.

Ma dove raccolgono le informazioni? Il 43% si affida ai social media, il 35% ai genitori, il 30% ai siti web e il 29% alle istituzioni scolastiche. Un aspetto che, nelle parole di Ed Grocholski, senior vice president of brand di Junior Achievement Usa, avrebbe fatto sì che i giovanissimi siano stati esposti agli “scenari peggiori e migliori” considerando che i social media “non sono una fonte imparziale di informazioni”, dichiara. Tali risultati sono inoltre in linea con quelli di un recente rapporto di Cnbc e Momentive, che ha coinvolto un campione rappresentativo della popolazione americana di 5.530 adulti. Il 12% degli investitori con un’età compresa tra i 18 e i 34 anni ha imparato a investire sui social media (contro il 3% di quelli tra i 35 e i 64 anni e l’1% degli over 65). Ed è sempre sui social che il 37% va a caccia di idee di investimento (contro il 17% del campione 35-64 e il 5% degli over 65).

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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