Tassa di successione, gettito dimezzato negli Usa

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E’ l’effetto delle riforme dell’era Trump, che la nuova amministrazione potrebbe decidere di cambiare per potenziare l’equità del sistema

Il grande passaggio patrimoniale da Baby Boomer a Millennial dovrebbe provocare il trasferimento, nel mondo, di 15mila miliardi di dollari nel giro di un ventennio, ha calcolato uno studio Wealth X. Nel prossimo futuro, dunque, è facile immaginare un confronto sempre più aspro fra gli obiettivi di redistribuzione degli Stati e le contromosse che i consulenti cercheranno via via di elaborare per minimizzare il carico fiscale sui loro clienti.

Nel frattempo, però, il gettito fiscale prodotto dalla tassa sulle eredità negli Stati Uniti si è drasticamente ridotto, sollevando nuovi dubbi sull’equità di un sistema che vede la ricchezza sempre più concentrata in poche mani.

Nel 2018, l’Estate tax americana aveva portato 20 miliardi di dollari nelle casse federali; appena due anni più tardi, si apprende dai nuovi dati dell’Internal revenue service, il gettito è crollato a 9,3 miliardi di dollari. A pagare il conto sono state 1.275 facoltose famiglie (relativamente ai decessi avvenuti nel 2019). Negli Stati Uniti, dunque, questa tassa ha colpito solo 4 deceduti su 10mila. La contrazione del gettito è stata provocata, in gran parte, dal raddoppio della soglia di esenzione della Estate tax deciso durante l’era Trump. Le eredità esentasse sono passate da un limite a 5,49 milioni di dollari nel 2017, a uno di 11,18 milioni nel 2018.

Oltrepassata questa soglia le aliquote sono decisamente elevate, fino a raggiungere il 40%, ma non sortiscono grande effetto: la gran parte delle famiglie americane, infatti, riesce a eludere il pagamento della tassa sulle eredità – e le novità introdotte dall’amministrazione Trump hanno reso più semplice il compito.

Nel 2021 la soglia di esenzione è ulteriormente salita a 11,7 milioni di dollari e, di conseguenza, una coppia sposata è ora in grado di traferire agli eredi fino a 23,4 milioni di dollari senza pagare alcuna imposta di successione. Questo trattamento risulta nettamente più “leggero” rispetto alla tassa di successione vigente in Italia – nonostante quest’ultima sia spesso accusata di eccessiva generosità. Un’eredità da 11,7 milioni di dollari, che oggi negli Usa è esentasse, in Italia sarebbe soggetta ad un’imposta (convertendo la somma in 10,36 milioni di euro) da 374.400 euro. La cifra viene calcolata ipotizzando un trasferimento a favore di un parente in linea retta, con l’aliquota del 4% applicata sulla parte eccedente il milione di euro.

Per il momento non è chiaro quello che accadrà alla Estate tax americana. La commissione Ways and Means della Camera dei rappresentanti, a maggioranza democratica, aveva proposto di dimezzare la soglia di esenzione, riducendola a 6 milioni di dollari per il 2022. Per il momento, la proposta non ha trovato spazio nel piano Build back better che l’amministrazione Biden sta cercando di far approvare. La rilevanza del gettito prodotto dalla tassa sulle eredità americana, sul totale delle entrate statali è irrisorio: nel 2019 rappresentava lo 0,47%, ha calcolato l’Ocse. In Italia la percentuale si riduce allo 0,11%

“Anche se la maggioranza dei Paesi Ocse riscuote imposte di successione, esse giocano un ruolo più limitato di quanto potrebbero nell’aumentare le entrate e nell’affrontare le disuguaglianze, a causa del modo in cui sono state progettate”, aveva detto lo scorso maggio Pascal Saint-Amans, direttore del Centro Ocse per la politica fiscale e l’amministrazione, “ci sono forti argomenti a favore di un uso maggiore delle tasse di successione, ma sarà necessaria una migliore progettazione se queste tasse devono raggiungere i loro obiettivi”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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