Soft skill sotto esame: così l’AI rivoluziona la selezione del personale

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Una mano umana e una robotica, che simboleggiano l'armonia dell'intelligenza artificiale, si avvicinano l'una all'altra su uno sfondo rosa con motivo a circuito, che ricorda le radici innovative di DeepSek in Cina. I loro indici quasi si toccano, creando un ponte tra i regni organico e sintetico.

Indice

L’intelligenza artificiale e l’analisi predittiva entrano nelle HR. Strumenti per valutare in modo oggettivo competenze e soft skill. Le startup che hanno al loro focus questo obiettivo si moltiplicano: Anthropos, fondata nel 2024, è una delle ultime arrivate sul mercato e propone simulazioni pratiche che mettono alla prova i candidati in scenari realistici per misurarne il comportamento. Ma la lista è lunga: in Italia, possiamo citare Eggup, che offre assessment delle soft skill per lo sviluppo individuale e di team e SoftSkillLab che propone assessment basati su strumenti digitali per mappare soft skill e capacità relazionali dei candidati e dei dipendenti. E in Usa una realtà come Pymetrics utilizza giochi neuroscientifici e AI per valutare tratti cognitivi e attitudinali, favorendo scelte più inclusive mentre HireVue analizza video-interviste con algoritmi che interpretano linguaggio, tono e mimica per identificare i talenti. Tutte puntano a migliorare la qualità delle assunzioni, ridurre i tempi e limitare i costi legati a scelte sbagliate. 

I costi insostenibili della selezione del personale

Costi che possono essere insostenibili. Negli Stati Uniti, dove il tasso di disoccupazione si aggira intorno al 4%, le aziende ricevono in media 200-250 candidature per ogni ruolo ma impiegano oltre 40 giorni per assumere. Nonostante questo, il rischio di selezionare la persona sbagliata resta alto. Il Dipartimento del Lavoro USA stima un costo medio di 240.000 dollari per ogni errore di assunzione. In Europa, la perdita stimata varia tra 40.000 e 100.000 euro.

Un margine d’errore che non si possono certamente permettere le medie aziende che cercano di crescere bilanciando efficacia operativa e risorse limitate.

L’anello debole? La valutazione delle soft skill e delle competenze reali, che raramente emergono da un semplice CV o da un colloquio.

Perché i metodi tradizionali non funzionano più

I metodi tradizionali, basati su CV e colloqui, spesso non bastano più per cogliere le reali capacità e la motivazione dei candidati. E allora entra in gioco la tecnologia nelle piattaforme che propongono test comportamentali, giochi neuroscientifici, simulazioni di situazioni lavorative reali e video-interviste analizzate dall’AI, con l’obiettivo di rendere il processo di assunzione più rapido, preciso, giusto e trasparente.

Il caso di Anthropos, come lo racconta il ceo e fondatore Stefano Bellasio, è emblematico di questa rivoluzione in corso. Anthropos si rivolge ad aziende tra i 200 e i 5.000 dipendenti, attive in settori dove la selezione è critica come quello delle banche e della consulenza, due comprti chiave per l’azienda insieme a farmaceutico, tecnologia ed energia. In particolare, l’impatto è forte nei ruoli a contatto con clienti e stakeholder, dove il CV spesso non basta. Tra i clienti figurano Fides e ByTek (Gruppo Datrix), ma anche aziende americane.

Le AI simulations che cambiano le carte in tavola

Alla base del business ci sono le AI Simulations: scenari realistici nei quali candidati (o dipendenti) vengono messi alla prova con esercitazioni pratiche come trattative, gestione clienti o comunicazioni complesse. Studio, il software sviluppato internamente, consente di creare simulazioni su misura, utilizzando materiali aziendali come documenti interni o procedure. “Con Anthropos vogliamo portare l’attenzione sulle competenze reali e sulla motivazione concreta, mettendo la tecnologia al servizio di una valutazione più giusta ed efficace” spiega Bellasio. Il sistema si basa su una tassonomia di oltre 60.000 competenze, restituendo feedback dettagliati per ogni partecipante. Le simulazioni durano 30-40 minuti, possono essere personalizzate in base ai contenuti aziendali e si adattano a diverse lingue e contesti. Al termine, l’azienda riceve un report strutturato con punteggi per competenza e confronti tra candidati, mentre i partecipanti ottengono un feedback personalizzato.

“Utilizzando Anthropos, le aziende riducono fino all’80% il tempo per valutare un candidato, passando da oltre 40 a circa 10-15 giorni, con un tasso di accuratezza molto più elevato” sottolinea Bellasio. Il sistema si integra con i principali ATS e consente anche la creazione autonoma di simulazioni da parte del team HR interno.

La visione è chiara: creare un processo di assunzione più giusto, misurabile e trasparente, a beneficio tanto delle aziende quanto delle persone che vi aspirano.

Un'illustrazione in bianco e nero di una persona con i capelli corti, che indossa una camicia con colletto e una giacca, e che guarda avanti con un'espressione neutra.

di Paolo Turati

Docente e presidente del comitato scientifico presso la Saa-School of Management dell’Università di Torino, Paolo Turati dal 2022 dirige il laboratorio di finanza decentralizzata della Saa e l’executive master in “DeFi, blockchain e fintech”. Ph.D. in economics of art, ha pubblicato “Economia dell’arte globale” (2021) e “Arte in vendita” (2009). Appassionato pianista, ha praticato alpino, ciclismo e motociclismo fuoristrada.

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