Quanto guadagnano i top manager di Piazza Affari

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Spencer Stuart ha mappato i maxi-stipendi dei top manager di Piazza Affari: il 78% dei ceo percepisce una busta paga a sei zeri, con picchi oltre i 36 milioni

Indice

Il 31% degli amministratori delegati delle società quotate sul Ftse Mib ha guadagnato più di 4 milioni di euro nel 2023

Per il 47% la busta paga si aggira da 1 milione a 2 milioni di euro mentre il 13% oscilla tra 2 milioni e 3 milioni

Il 78% degli amministratori delegati delle società quotate sul Ftse Mib percepisce uno stipendio a sei zeri. Tra questi, stando alla 29esima edizione dello Spencer Stuart Board Index, il 31% ha guadagnato nel 2023 più di 4 milioni di euro.

Il campione oggetto di analisi si compone delle prime 100 società quotate in Italia, di cui 38 appartenenti all’indice Ftse Mib e 62 ad altri tre indici azionari, Ftse Italia Mid Cap, Ftse Italia Small Cap ed Euronext Milan. Il compenso medio totale dei ceo ammonta a 2,65 milioni di euro (a fronte dei 2,45 milioni del 2022), mentre la componente fissa si attesta sugli 846mila euro (contro i 938mila dell’anno precedente). Si calcola dunque un aumento dei compensi totali dell’8%, nonostante una decisa contrazione del compenso medio fisso del -10%. Restando sul campione totale, il 65% degli amministratori delegati incassa una busta paga totale superiore al milione di euro, con poco meno della metà (il 46% per l’esattezza) che si colloca nella fascia tra 1 milione di euro e 2 milioni di euro.

Piazza Affari: quanto incassano i ceo

Se ci si concentra invece sull’indice Ftse Mib, si parla di 3,8 milioni di euro di compensi medi totali nel 2023, di cui 1,04 milioni di euro di compensi medi fissi, ovvero il 14% in meno rispetto allo scorso anno. Come anticipato in apertura, il 78% dei ceo di Piazza Affari percepisce uno stipendio superiore al milione di euro, un dato a sua volta in calo rispetto all’81% della rilevazione precedente. Più nel dettaglio, per il 47% la busta paga si aggira tra 1 milione e 2 milioni di euro, mentre il 13% oscilla tra 2 milioni e 3 milioni e il 9% tra 3 milioni e 4 milioni.

Un grafico a torta che mostra la distribuzione della retribuzione dei dirigenti nel FTSE MIB. Sezioni: 47% (1-2 milioni di euro), 13% (2-3 milioni), 9% (3-4 milioni), 31% (oltre 4 milioni). Colori diversi rappresentano ogni segmento.
Fonte: Spencer Stuart Board Index 2024

Il confronto delle retribuzioni medie totali per settore mostra come gli amministratori delegati del settore industriale incassano i compensi più generosi (8,09 milioni di euro in media). Seguono i top manager delle compagnie assicurative con un compenso totale medio di 5,14 milioni e quelli delle aziende del settore tecnologico, dei media e delle telecomunicazioni (Tmt) con 3,75 milioni.

Grafico a barre che mostra la retribuzione totale media dei CEO nell'indice FTSE MIB per settore in migliaia di euro. Settori: Banche (2608), Assicurazioni (5145), Beni di consumo (2469), Energia (2086), Industria (8091), Salute (2248), TMT (3754), Asset Management (994). Fonte: Spencer Stuart Board Index 2024

Chi guadagna di più tra i top manager

L’analisi di quest’anno evidenzia che a incassare la cifra massima totale più elevata (ben 36,49 milioni) è l’amministratore delegato di una società del settore industriale, di cui non viene precisato il nome. Guardando agli ultimi dati disponibili al 2021 sulla remunerazione dei singoli componenti dei consigli di amministrazione, a guadagnare di più tra i top manager (escludendo banche, reti di consulenza e assicurazioni cui abbiamo dedicato uno specifico approfondimento) era Carlos Tavares di Stellantis, che tre anni fa ha ottenuto un compenso totale di 19,15 milioni di euro di cui 1,9 milioni sulla componente fissa. Sul podio anche Cnh Industrial dove l’allora neo-amministratore delegato Scott W. Wine ottenne uno stipendio di 8,8 milioni di euro (di cui 1,8 milioni sul fisso), e Eni (Claudio Descalzi con un compenso totale pari a 5,85 milioni, di cui 1,6 milioni sul fisso).

Seguono nella top 10 dei maxi-stipendi del Ftse Mib i capi azienda di:

  • Ferrari (4,48 milioni di euro, dato relativo al compenso medio di John Elkann e Benedetto Vigna, ceo di Ferrari dal 1° settembre 2021);
  • Enel (3,21 milioni, Francesco Starace);
  • Amplifon (2,96 milioni, Enrico Vita);
  • Campari (2,94 milioni, Robert Kunze-Concewitz);
  • Italgas (1,94 milioni, Paolo Gallo);
  • Diasorin (1,82 milioni, Carlo Rosa);
  • Snam (1,74 milioni, dato relativo al compenso di Marco Alverà, ceo di Snam fino ad aprile 2022)

Ricordiamo che il compenso fisso comprende l’emolumento per la carica fissato dall’assemblea per gli azionisti, il compenso fissato dal cda, il compenso fissato dal cda per l’eventuale partecipazione ai comitati, i gettoni spesa, il rimborso spese e la Ral.

(Articolo aggiornato il 21 novembre 2024)

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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