Polizze vita: costi troppo alti e rendimenti deludenti?

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Polizze vita: costi elevati e rendimenti bassi pesano sugli investimenti. Analisi aggiornata e novità per risparmiare e investire meglio. Analisi delle indicazioni che emergono dal rapporto Eiopa 2025

Indice

Diffusione delle polizze vita in Europa

Nel panorama europeo dell’offerta di soluzioni di investimento alla clientela retail, le polizze vita con finalità di investimento (ovvero la categoria dei cosiddetti IBIPs che comprende unit e index linked, prodotti rivalutabili collegati a gestioni separate e multiramo) continuano a rappresentare strumenti largamente diffusi.

A tal riguardo, è importante per il cliente poter valutare in modo facile e trasparente se tali prodotti siano in grado di fornire un adeguato valore, alla luce dei vari elementi che li compongono. Lo scorso aprile, l’Eiopa (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali) ha pubblicato il rapporto sui costi e sulla performance storica degli IBIPs tra il 2019 e il 2023 dal quale emerge uno scenario caratterizzato da rendimenti in ripresa (ripresa peraltro confermata dall’andamento del 2024) ma un valore per l’investitore ancora limitato, a causa dei costi elevati e di una scarsa uniformità a livello europeo.

Costi e rendimenti delle polizze d’investimento sotto la lente Eiopa

Il documento è interessante in quanto analizza le principali tipologie di polizze vita e prodotti d’investimento assicurativo – unit-linked, multiramo e a partecipazione agli utili – e conferma come, nonostante un netto miglioramento delle performance nel 2023, l’incidenza dei costi, ove sproporzionati, abbia inciso significativamente sui benefici per l’investitore e i rendimenti netti mediamente positivi in generale non siano riusciti a neutralizzare il peso dell’inflazione. È proprio su questo aspetto, sintetizzato con il concetto di “value for money”, che si concentrano oggi le iniziative delle autorità di vigilanza del settore assicurativo europee e nazionali.

Secondo l’Eiopa, i costi medi degli IBIPs non sono aumentati in modo significativo nonostante le pressioni inflazionistiche, ma rimangono su livelli tali da ridurre sensibilmente il potenziale valore per gli investitori. La riduzione dei costi nei fondi sottostanti è stata solo in parte trasferita ai prodotti assicurativi, con il risultato di un beneficio limitato per il risparmiatore.

Le polizze vita unit-linked – in particolare quelli con esposizione al rischio di mercato – continuano a presentare costi mediamente più elevati rispetto alle altre tipologie di IBIPs. Tuttavia, l’Eiopa osserva che i prodotti con rischio più elevato (come appunto le unit-linked) hanno ottenuto le performance nette migliori, superando ampiamente i rendimenti medi dei prodotti a basso rischio. Questo significa che il valore per il cliente dipende fortemente dalla coerenza tra profilo di rischio, orizzonte temporale e struttura di costi del prodotto.

Sostenibilità e rendimenti polizze Esg

L’integrazione dei criteri Esg nei prodotti IBIPs è in costante crescita e in generale i fondi con caratteristiche Esg hanno ottenuto rendimenti medi migliori rispetto a quelli senza tali caratteristiche, ma spesso risultano più costosi, in particolare sul fronte dei costi iniziali.
Nel 2023, oltre la metà dei prodotti analizzati incorporava caratteristiche ambientali, sociali o di governance, ma la quota di quelli pienamente aderenti ai criteri di cui all’articolo 9 del Regolamento (Ue) 2019/2088 (Sfdr – Sustainable finance disclosure regulation) da potersi considerare quali prodotti aventi come obiettivo investimenti sostenibili resta molto bassa, anche in Italia.

Disparità di costi polizze tra mercati locali e esteri

Il report di Eiopa evidenzia come persistano disparità tra i vari mercati nazionali europei, sia in termini di costi sia di performance degli IBIPs.

In particolare, Eiopa indica che le polizze vita e gli altri prodotti distribuiti su base transfrontaliera in alcuni Stati Membri risultano spesso più costosi rispetto a quelli domestici, soprattutto a causa di commissioni di ingresso più elevate, tuttavia, occorre notare che spesso tali prodotti presentano il vantaggio di consentire al cliente di accedere ad una gamma di investimenti sottostanti più ampia e diversificata (proprio perché di matrice estera), che può contribuire a migliorare la strategia d’investimento e quindi ad aumentarne il valore in un orizzonte temporale medio-lungo.

L’incidenza dei canali distributivi

In linea di principio, Eiopa cita quattro categorie di costi degli IBIPs (costi amministrativi, di gestione degli investimenti, della copertura biometrica e di distribuzione) sostenendo che tali costi variano sostanzialmente in funzione dell’assicuratore, della tipologia di prodotto, dell’orizzonte temporale e dello Stato Membro.

Per quanto riguarda i costi di distribuzione, i dati raccolti dall’Eiopa mostrano come questi costituiscano una voce che incide in modo significativo sul rendimento dei prodotti, anche in considerazione del modello prevalentemente diffuso tra gli Stati Membri. In Italia, così come in molti altri Paesi europei, la distribuzione degli IBIPs è infatti dominata dal canale bancario, con una presenza inferiore di agenti e broker e una quasi totale assenza di canali digitali per la vendita diretta, con alcune eccezioni tra i Paesi baltici e dell’Europa del nord.

Polizze d’investimento e value for money nella regolamentazione Ue

Il concetto di “value for money” si sta affermando come parametro guida nelle attività regolamentari e di vigilanza europee. L’Eiopa da tempo sottolinea la necessità di valutare il rapporto tra costi, rischi e benefici in tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, dalla progettazione (product governance) alla distribuzione e al monitoraggio post-vendita.

Tale approccio rappresenta un cambiamento di paradigma per le imprese e gli intermediari: non si tratta più solo di strutturare e vendere prodotti conformi alla disciplina regolamentare, ma di promuovere offerte che generino valore netto positivo per il consumatore e quindi di elaborare procedure interne che tengano conto di tale obiettivo.

Riforma delle polizze vita linked da parte dell’Ivass

In questo contesto, si inserisce anche l’atteso intervento dell’Ivass, che sta lavorando a una profonda revisione della disciplina delle polizze vita unit e index linked, ancora oggi regolamentate dalla Circolare n. 474/2002 e dal Regolamento n. 32/2009.

Su questo tema il nuovo regolamento dovrebbe introdurre requisiti stringenti in linea con l’approccio europeo. Nell’ultima bozza posta in pubblica consultazione, Ivass evidenzia come – in linea con le disposizioni europee e nazionali in materia di realizzazione e design del prodotto (Pog), nonché con gli orientamenti dell’Eiopa in materia di value for money, è previsto un esplicito richiamo affinché le imprese nella definizione dei costi attribuibili al patrimonio dei fondi interni collegati alle polizze vita unit-linked prestino particolare attenzione al mantenimento di un adeguato valore del prodotto per il contraente.

Inoltre, si prevede che sia consentita la remunerazione del gestore laddove quest’ultimo presti un effettivo servizio aggiuntivo rispetto a quello svolto con riferimento alle quote dell’Oicr collegato in cui il fondo interno è investito, conformemente alle indicazioni dell’Eiopa in tema di value for money. Il nuovo regolamento prevedrà altresì l’obbligo per l’impresa di assicurazione di offrire la possibilità al cliente di sottoscrivere un prodotto con garanzia di copertura del rischio demografico, ove rispondente al fabbisogno assicurativo del contraente.

Sfide e opportunità per il mercato delle polizze assicurative d’investimento

Le analisi contenute nel rapporto Eiopa 2025 e le evoluzioni normative in corso delineano un mercato in transizione. Il valore di un prodotto assicurativo a fini d’investimento non può più essere valutato solo in termini di potenziale rendimento per il cliente, ma deve riflettere la sostenibilità economica, la coerenza tra rischio e costo, e prevedere termini e condizioni trasparenti.

Per il mercato italiano, questa fase rappresenta quindi allo stesso tempo una sfida e un’opportunità: per fare in modo che le polizze IBIPs siano percepite come strumenti utili di pianificazione finanziaria e una valida alternativa ad altri investimenti, occorre migliorare l’efficienza e la competitività dei prodotti e diventare un esempio virtuoso di applicazione concreta del principio di “value for money”. Il cambio culturale richiesto alle imprese e agli intermediari dalle autorità di vigilanza di settore è finalizzato ad adottare un modello che accanto alla logica commerciale sia altresì centrato sulla qualità dell’offerta e sulla fidelizzazione del cliente.

Domande frequenti su Polizze vita: costi troppo alti e rendimenti deludenti?

Quali sono le principali tipologie di polizze vita con finalità di investimento diffuse in Europa?

Le polizze vita con finalità di investimento, note come IBIPs, includono unit linked, index linked, prodotti rivalutabili collegati a gestioni separate e prodotti multiramo. Questi strumenti sono ampiamente utilizzati per offrire soluzioni di investimento alla clientela retail nel panorama europeo.

Qual è l'obiettivo principale dell'Eiopa riguardo ai costi e rendimenti delle polizze d'investimento?

L'Eiopa (Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni professionali) sta analizzando i costi e i rendimenti delle polizze d'investimento. L'obiettivo è garantire che questi prodotti offrano un valore adeguato agli investitori, valutando la loro performance finanziaria.

In che modo la sostenibilità (polizze Esg) influisce sui rendimenti delle polizze vita?

Le polizze vita con criteri Esg (ambientali, sociali e di governance) sono oggetto di analisi per valutarne i rendimenti. L'integrazione di fattori di sostenibilità può influenzare la performance finanziaria di questi prodotti assicurativi.

Esistono differenze significative nei costi delle polizze vita tra i mercati locali e quelli esteri?

L'articolo suggerisce che ci possono essere disparità nei costi delle polizze vita tra i mercati locali e quelli esteri. Questa differenza è un aspetto da considerare per i clienti che valutano diverse opzioni di investimento.

Qual è il ruolo della regolamentazione Ue riguardo alle polizze d'investimento e al 'value for money'?

La regolamentazione dell'Unione Europea si concentra sulle polizze d'investimento per garantire il 'value for money', ovvero un rapporto qualità-prezzo equo per i consumatori. Questo implica un'attenzione particolare alla trasparenza e all'efficacia dei prodotti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Silvia Lolli

Silvia Lolli è counsel di Hogan Lovells nel dipartimento italiano di Istituzioni Finanziarie dello studio ed è membro dell’insurance practice internazionale da oltre quindici anni.
Silvia ha maturato una significativa esperienza nel settore della normativa e della regolamentazione assicurativa e da oltre diciotto anni assiste imprese di assicurazione e riassicurazione ed intermediari assicurativi in merito a questioni di natura regolamentare, contrattuale e societaria attinenti alla loro attività e nei rapporti con contraenti e beneficiari.
Fra i suoi clienti sono comprese le principali imprese di assicurazioni e gli intermediari assicurativi italiani e stranieri.
Silvia presta regolarmente assistenza agli operatori del mercato assicurativo nelle seguenti principali materie: consulenza sulla struttura e sul contenuto della documentazione contrattuale ed informativa per l’offerta di prodotti assicurativi, con particolare riferimento al ramo vita e ai prodotti finanziari assicurativi (unit-linked, multiramo e private bonds); contenzioso delle imprese di assicurazione con particolare riferimento agli obblighi regolamentari collegati all’emissione di prodotti assicurativi a contenuto finanziario; assistenza ad imprese e ad intermediari assicurativi nell’ambito di procedimenti autorizzativi ed ispettivi da parte delle autorità di vigilanza Italiane (IVASS e CONSOB); procedure di notifica e autorizzazione per lo svolgimento dell’attività assicurativa o di intermediazione in Italia; procedure autorizzative necessarie in caso di operazioni di fusione e acquisizione di partecipazioni in imprese assicurative o di trasferimento di portafogli assicurativi; redazione di accordi di distribuzione e prestazione di servizi; procedure di esternalizzazione di attività delle imprese di assicurazione.
Silvia è citata in Chambers & Partners Europe dal 2016 tra i professionisti legali di rilievo nel settore assicurativo in Italia.

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