Liquori da collezione: non solo vino fra i pleasure asset

Teresa Scarale
Teresa Scarale
17.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Oltre ai grandi vini battuti in asta a sei o sette cifre, esiste tutto un universo di grandi spiriti da collezionare. Ne determinano il valore non solo la qualità intrinseca, ma anche le bottiglie, spesso opere d’arte

A quanto si sa, il liquore più caro d’Italia è un whisky, pagato in asta pubblica 107.800 euro (dicembre 2021, Pandolfini). Si tratta di una bottiglia di Macallan Red Collection, invecchiato 60 anni e imbottigliato nel 2020 in soli cinque pezzi. Ma si tratta di una cifra ben lontana da quelle che si realizzano sui mercati delle aste internazionali.

Al momento infatti, il Macallan più costoso è stato venduto nel 2019 da Sotheby’s per 1,9 milioni di dollari. Si tratta del ricercatissimo Macallan Fine and Rare 60-Year-Old 1926, che ha superato il record precedente della stessa annata: 1,5 milioni di dollari da Christie’s a Londra, nel 2018. Bottiglia quest’ultima con etichetta dipinta dall’artista irlandese Michael Dillon e appartenente a una serie di 40 pezzi decorati da artisti come Peter Blake, autore della copertina del disco dei Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, oppure il nostro pop artist Valerio Adami.

La classifica dei liquori da collezione più costosi

La bottiglia di liquore più costosa al mondo non è però quella di un whisky. Con i suoi tre milioni di dollari, lo è una Tequila Ley (la tequila si ottiene distillando l’agave blu). Segue un cognac: Henri IV Dudognon Heritage Cognac Grande Champagne. Due i milioni di dollari pagati per questa bottiglia che unisce valore del contenuto a quello del contenitore, invecchiata un secolo in un artefatto in platino e oro 24 carati, decorato con 6.500 diamanti taglio brillante, creazione del gioielliere Jose Davalos.

Un altro cognac particolarmente costoso è una bottiglia del 1762, il 28 maggio 2020 battuta per 144.525 dollari (118.580 sterline) nell’asta Distilled | Iconic Samaroli, Dalmore 62 and The World's Oldest Cognac Sotheby's. Si tratta della più antica bottiglia di cognac mai venduta in asta pubblica. La più antica bottiglia di whisky a oggi conosciuta, invece, è un bourbon Old Ingledew che risale al periodo 1763-1803. È stata battura da Skinner per 137.000 dollari nel luglio 2021.

Altri liquori da collezione decisamente cari sono la Diva Vodka, le cui bottiglie presentano una sezione di vetro estraibile con gemme preziose. Le più care arrivano a costare un milione di dollari, ma si parte dai tremila. Vi è poi il gin Bombay Sapphire – Revelation, che si aggira intorno ai 200mila dollari. La sua stessa bottiglia sembra una pietra preziosa a 20 facce; il tappo è decorato con diamanti e zaffiri. Fra i rum più pregiati in assoluto si annovera il Wray and Nephew 1940, una cui bottiglia al dettaglio costa fra i 20 e i 25 mila dollari.

Cosa determina il valore dei liquori da collezione?

  • Il produttore e la fama del suo marchio
  • Come per i grandi vini, l’annata 
  • La rarità
  • Lo stato di conservazione.

Tutti i requisiti sono di grande importanza, ma possono venir meno senza l’ultima, essenziale caratteristica, che riguarda non solo colore o livello dello spirito, ma anche l’integrità delle etichette e del contenitore in sé.

Come insegnano i maggiori esperti mondiali, quando si tratta di liquori, “vecchio” non necessariamente vuol dire “buono”. Cercare gli imbottigliamenti più rari significa accertarsi che le bottiglie siano state numerate e che ne sia noto ufficialmente il numero. Si deve imparare a leggere le etichette, e, nel caso di whisky, bisogna informarsi sul tipo di legname delle botti, sulla percentuale di alcol. Una volta trovato il liquore di gradimento, è bene comprarne due bottiglie. La prima da bere e la seconda da investimento. Non si dimentichi infatti che gli spiriti da collezione sono pleasure asset (soprattutto il whisky a malto singolo, in realtà) i cui rendimenti non sono indifferenti, come testimonia il Knight Frank Rare Whisky 100 Index, i rendimenti della bevanda sono del 9% a un anno e del 438% a dieci.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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