Vola il mercato degli orologi vintage di lusso

Teresa Scarale
Teresa Scarale
18.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Il trend dell'orologeria di alta gamma, soprattutto nell'usato, è sempre più robusto. Per molti, il vintage costituisce una nuova chiave di accesso al lusso. Lo confermano i dati di un recentissimo studio sul mercato degli orologi svizzeri
Gratificazione, voglia di pensare positivo, investimento? Qualunque sia il motivo, un consumatore su tre nei prossimi dodici mesi acquisterà un orologio di lusso vintage. La tendenza emerge dall'ultima indagine di Deloitte sul mercato svizzero dei segnatempo di alta gamma, condotta su un campione di dirigenti di «alto livello».
Il dato, +32%, segna un aumento del 50% rispetto al rapporto 2020. Il motivo che spinge il 44% degli appassionati verso il mercato dell'usato è, in primo luogo, quello di poter spuntare auspicabilmente un prezzo inferiore a quello di listino (almeno fino a un certo punto: la maggior parte degli orologi milionari nelle super aste di Phillips, Christie's o Sotheby's sono “usati”, ndr). Vi è poi, per il 31% degli intervistati, il desiderio di entrare in possesso di un modello fuori produzione. Un quarto degli acquirenti (26%) lo fa a scopo di investimento e per motivi di sostenibilità (25%).

Le quattro motivazioni sottostanti il mercato degli orologi vintage di lusso possono chiaramente sovrapporsi (somma delle quote superiore al 100%). Anche se, per citare il guru mondiale dell'orologeria di lusso, il banditore Phillips Aurel Bacs, «non si sceglie un orologio. Ce ne si innamora e basta».

L'apprezzamento per il vintage è più diffuso nelle fasce più giovani del mercato. Il 42% dei millennial e il 34% della gen-Z afferma di essere interessato ad acquistare un orologio di lusso usato. «Oggi i consumatori più giovani sono più propensi ad acquistare articoli di seconda mano, forse come effetto della sharing economy o per una maggiore coscienza sociale», commenta Giovanni Faccioli, Fashion & Luxury Market Leader di Deloitte Italia. «Il settore orologiero dell'usato continuerà a beneficiare di questo cambiamento generazionale negli anni a venire, da far certamente rientrare nel contesto di una tendenza più ampia verso comportamenti di acquisto più sostenibili tra i giovani».

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La sostenibilità (catena di fornitura equa, impatto ambientale dei materiali, imballaggi) è importante per il 93% degli intervistati; il 72% dei brand orologieri sta aumentando gli investimenti in sostenibilità e il 16% intende farlo. Dl resto, il 61% (che sale al 70% nelle fasce millennial del mercato) dei consumatori la pretende dai marchi.
Molti dei dirigenti interpellati (67%) ritengono che gli orologi usati costituiscano un'opportunità di allargamento del mercato del lusso in generale. C'è di più. Il 65% degli intervistati sta pensando di attuare un qualche tipo di certificazione per il mercato del vintage. «Da decenni, l'industria automobilistica fa leva sull'usato certificato», prosegue Faccioli. «Bello vedere che anche il settore orologiero stia abbracciando questa tendenza. I brand potranno così fornire maggiori garanzie sul mercato dell'usato in termini di qualità, affidabilità e autenticità».

E cosa ne è del mercato dopo la pandemia? Un quarto del campione prevede che l'industria orologiera svizzera raggiunga i volumi di vendita pre-pandemia entro la fine del 2021. Il 36% invece ritiene di dover attendere la fine del 2022 e il 25% la fine del 2023 per un ripristino della situazione pre-covid.

La Cina resta, ed è sempre più, il mercato di sbocco principale per gli orologi svizzeri. Un dato su tutti: nel corso del primo lockdown in Europa (primavera del 2020) l'export è più che raddoppiato, fino a raggiungere il 2% del totale. Bisogna notare che da allora, la quota di esportazioni verso l'ex Celeste Impero ha registrato un fisiologico calo. Tuttavia, nel secondo trimestre 2021 rimane ancora a 4 punti percentuali sopra lo stesso periodo nel 2019.
In copertina, Patek Philippe The Blue Royale, uno dei lotti della prossima "Phillips The Geneva Watch Auction: XIV" che si terrà a novembre 2021. Courtesy Phillips
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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