Mercedes Pagoda, stile senza tempo

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In origine si chiamava 230 SL, dove l'acronimo sta per "Sport Leicht", cioè sportiva leggera. Ai progettisti fu affidato il compito di condensare in un'unica vettura due icone come la 300 Ali di gabbiano e la 190. Un esemplare di questo gioiello, prodotto in tre versioni, la Roadster, con capote in tela, la coupé con tettuccio rigido asportabile e la coupé roadster, dotata di entrambi i dispositivi, oggi può costare fino a 150.000 euro
Non esiste una miglior definizione per descrive- re la sensazione che si prova al cospetto della W113, nata come 230 SL, la Mercedes scoperta universalmente conosciuta come “Pagoda”, per via dell'originale forma concava del tetto rigido.
Del tutto originale era del resto anche il team che l'aveva concepita: il francese Paul Bracq, cui si deve l'impostazione generale della linea e che poi collaborerà allo sviluppo dei treni Tgv, l'ungherese Béla Barényi che ne influenzò lo stile applicando i suoi studi in materia di sicurezza, e il tedesco Friedrich Geiger, capo del centro design e già autore delle celeberrime 300 SL Gullwing e 190 SL.

“SL” è l'acronimo che contraddistingue le scoperte della Casa. Significa “Sport Leicht”, cioè sportiva leggera, una sigla magica, che esprime il concetto stesso delle spider/ roadster Mercedes: auto sportive, sì, ma non estreme, auto sobrie, eleganti, con prestazioni notevoli, ma mai a scapito del confort e del lusso. Nel caso della Pagoda, in particolare, il compito affidato ai progettisti era alquanto arduo: sostituire con un'unica vettura due icone come la 300, cioè l'Ali di gabbiano, e la 190, le cui linee ricercate, tondeggianti e un po' barocche, erano inesorabilmente invecchiate.

Ne scaturì una raffinata vettura, quella presentata al Salone di Ginevra del marzo 1963, all'insegna della sobrietà, in completa rottura con i canoni stilistici precedenti, senza alcuna sovrastruttura ornamentale. Linee tese, spigoli e angoli retti, in un insieme di notevole dinamicità e al tempo stesso di solidità. Le grandi ruote e le ampie superfici vetrate, unite alla linea di cintura piuttosto bassa, conferivano peraltro alla vettura un'impronta quasi sportiveggiante, inclinazione che poi la stessa confermò ottenendo grandi risultati nei rally. Era disponibile in tre versioni: la Roadster, con capote in tela, la Coupé con tettuccio rigido asportabile e la Coupé - Roadster, dotata di entrambi i dispositivi.

Mercedes Pagoda
Mercedes Pagoda
Fu quindi proprio la forma del tettuccio rigido a caratterizzare la vettura, legandola indissolubilmente all'immagine dei templi orientali. E pensare che la linea concava e rialzata ai lati del tetto non derivava da un vezzo stilistico, ma era stata studiata per agevolare l'ingresso a bordo e per offrire maggior rigidità strutturale in caso di ribaltamento.

La particolare interazione tra forme concave e convesse, come la bombatura al centro del cofano in contrapposizione con la linea del tetto, la semplicità e la modernità dello stile e l'impressione di estrema leggerezza e luminosità che trasmetteva, oltre a finezze geniali come le gomme con anelli sporgenti protettivi o il coperchio color carrozzeria a chiusura del vano capote (oggi comunemente adottato dalle spider moderne), facevano passare in secondo piano le notevoli dotazioni, molto spesso vere e proprie innovazioni, previste dalla Pagoda in termini di sicurezza, come la scocca ad assorbimento d'urto o il piantone dello sterzo collassabile.

I motori 6 cilindri in linea a iniezione diretta conferivano alla 230 SL prima e alle successive 250 e 280 SL poi, una grande elasticità di marcia ed un notevole confort, anche in virtù della mancanza di vibrazioni e della rumorosità più che contenuta. Nonostante il successo ottenuto, già nel 1971 la Pagoda, costruita fino ad allora in quasi 50.000 esemplari, fu sostituita da un'auto completamente nuova, la R107, nata come 350 SL, con linea ancora più squadrata e con un tetto con una curvatura meno accentuata.





Mercedes Pagoda

Il notevole incremento di peso, che l'avvicinava a quasi due tonnellate complessive, determinato dall'adeguamento alle sempre più rigide normative nordamericane in materia di sicurezza (gli Usa erano infatti il mercato di riferimento delle spider made in Stoccarda), valse alla nuova nata l'appellativo di “Panzerwagen”, ossia “carrarmato”, per far muovere agevolmente il quale fu infatti necessario ricorrere a più potenti motori 8 cilindri a V di oltre 3,5 litri.

Il comportamento su strada, grazie anche alla nuova geometria del retrotreno, fu notevolmente migliorato e, unitamente all'eccellente comodità ed alla qualità delle finiture, determinò la longevità, ben 18 anni di produzione, e il grande successo della serie, consacrato a livello planetario dal ruolo di protagonista che la vettura ebbe nel film cult “American gigolò”. La 450 SL nera con a bordo un giovane e carismatico Richard Gere, di Armani vestito, che corre lungo le strade californiane sulle note di “Call me” di Blondie resta uno dei più efficaci emblemi dell'edonismo un po' cinico degli Anni Ottanta.

Dopo quasi 240.000 esemplari della R107 prodotti, nel 1989 ancora Ginevra terrà a battesimo l'ultima SL oggi considerata storica, la R129, con una linea morbida e sinuosa, omogenea ed equilibrata, opera del friulano Bruno Sacco, allora a capo del centro stile. La vettura fondeva evidenti richiami al passato, come le prese d'aria laterali in stile 300 SL con il massimo della tecnologia al tempo disponibile, soprattutto in termini di sicurezza.

Ancora una volta l'equilibrio fu individuato nella semplicità, in uno stile essenziale, privo di orpelli, ma dotato di un'allure inimitabile, perfetta coniugazione tra avvenenza e funzionalità.

Molte dotazioni presenti oggi sulle auto moderne già nel 1989 erano disponibili sulle R129: Abs, controllo di trazione, frenata assistita, correttore di assetto, sono solo alcuni dei dispositivi già previsti all'epoca in un'auto che si guidava esattamente come un'auto di oggi. Su una vettura così sofisticata Mercedes si concesse persino il lusso di dotarla di un poderoso V12 da quasi 400 cavalli, lanciando la 600 SL, che nella versione AMG da 7,3 litri avrà una potenza di addirittura 525 cavalli.



La produzione terminerà nel 2001, dopo oltre 200.000 esemplari. È superfluo sottolineare come le spider Mercedes, per la loro eleganza, affidabilità e godibilità siano sempre state non solo protagoniste di famosi film (ben più di mille) o delle più seguite fiction, specie statunitensi, ma abbiano avuto ed abbiano ancora un ruolo di rilievo tra le auto più desiderate dalla clientela di grido.

Tra i celebri possessori di SL si annoverano, solo per citarne alcuni, Yul Brinner, Gregory Peck, Doris Day, Stirling Moss, Anna Magnani, Pablo Picasso, John Lennon, Tina Turner, la Principessa Diana (che per una R 129 ha infranto il protocollo che imponeva alla famiglia reale di guidare solo auto britanniche), fino ai giorni nostri Beyoncé, spesso ritratta alla guida della sua W 113 d'antan.

Le Mercedes SL, affidabili come auto moderne se ben conservate e in condizioni eccellenti, possono raggiungere, nonostante i grandi numeri, cifre vicine ai 150.000 euro per le versioni più rare e ricercate (come la Pagoda 280 SL), ma mantenendosi sempre sotto i centomila euro nelle più recenti versioni R107 e R129.
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Avvocato per formazione, collezionista per passione, appassionato d’arte e antiquariato, esperto di automobili e motoleggere d’epoca

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