Bmw K100, il mattone volante con il motore a sogliola

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
14.1.2022
Tempo di lettura: 2'
Noiosamente affidabile, incredibilmente sicura e con un motore volante. Alla scoperta della Bmw K100, la moto che mandò in soffitta il mitico Boxer
L'ascesa giapponese come forza dominante nell'industria motociclistica durante gli anni Settanta prese alla sprovvista gran parte dei produttori europei di moto. Le moto del Paese del Sol Levante avevano un comodo avviamento elettrico e si guadagnarono rapidamente una reputazione di affidabilità. L'etichetta "noiosamente affidabile" fu presto appiccicata sul serbatoio di quali moto nipponica. E affidabili lo erano veramente. Tuttavia un giro a tavoletta su una Honda CB750 o su Kawasaki 900 era tutt'altro che noioso. Di fronte all'assalto giapponese al mercato motociclistico, l'industria britannica offriva essenzialmente troppo poco e troppo tardi. I...

Il mattone volante


La sigla K deriva dall'iniziale della parola “Kompact”. Il quattro cilindri Peugeot, un tempo noioso, fu sostituito da un quattro cilindri in linea con doppio albero a camme in testa, uno dei quattro cilindri in linea più avanzati che il mondo motociclistico avesse visto fino a quel momento. Era una moto con tutta una serie di qualità uniche e desiderabili per le quali la gente avrebbe felicemente aperto il portafoglio. Era nata una nuova icona, era il 1983. La K100 si guadagnò presto il soprannome di "The Flying Brick", il mattone volante. Rispetto alle rivali giapponesi la due ruote tedesca andava altrettanto veloce e con più facilità. Nel 1988 si aggiunge anche la maggiore sicurezza. Per la prima volta al mondo viene offerta una moto con il sistema Abs. L'impianto usava una tecnologia allo stato primordiale: all'epoca pesava ben 11 kg! Ad ogni modo fu un successo. Il 70% dei clienti ordinarono la K100 con l'Abs.

Touring, racer... custom


Nel 1991 arrivò poi la K100 RS, una Kompact più turistica con una carenatura aerodinamica attentamente progettata per la massima velocità (160/170 km/h) Con oltre 34.000 unità prodotte, divenne il modello di serie K più venduto della prima generazione.  Tre anni prima invece aveva fatto la sua comparsa in scena la K1, una moto futuristica nell'aspetto e con una connotazione più sportiva. La K1 montava un 4 cilindri a 16 valvole (non più 8), che gli conferiva 10 cavalli aggiuntivi. Grazie al suo design aerodinamico abilmente concepito, la moto era in grado di raggiungere velocità massime ben oltre i 230 km/h, senza perderne in stabilità.

Bmw K100

A distanza di anni la K100 continua ad avere un grande successo ancora oggi. È difficile infatti immaginare candidato migliore di una flying brick per regalarsi una cafe racer, una scrambler o una superba moto da turismo vintage personalizzata.

bmw k 100

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