Damien Hirst brucerà le sue opere, come promesso

Teresa Scarale
Teresa Scarale
29.7.2022
Tempo di lettura: 1'
L’atto è l’esito finale del suo progetto artistico nft The Currency, del 2021. Il progetto vede scontrarsi in una sorta di derby opere fisiche e token. Chi ha vinto?

Nel 2021 avevamo dato notizia dell’ultimo lavoro dell’artistar Damien Hirst, The Currency: il progetto prevedeva l’emissione di 10.000 nft su altrettante opere fisiche su carta, raffiguranti i tipici pallini colorati dell’artista.

Gli acquirenti non potevano scegliere sia l’opera che il suo doppio digitale. Nel caso avessero optato per il non fungible token, Damien a distanza di un anno (fine luglio 2022) avrebbe bruciato l’opera fisica corrispondente. E così sarà: l’artista simbolo di quelli che furono gli Young British Artists manterrà la promessa. Tutte le opere su carta appartenenti alla serie The Currency, 2021, cui è stato preferito il token corrispondente, saranno incendiate nel corso della mostra che si terrà dal 9 settembre 2022 presso la galleria Newport Street, a Londra.

L’artista degli squali in formaldeide parla del suo progetto come del “più eccitante realizzato fin qui”. Sempre Damien Hirst: “Ogni opera verrà bruciata a un’ora prestabilita del giorno, durante tutto il corso dell’esposizione. Gli orari verranno resi noti in anticipo”. Una curiosità: i titoli delle opere sono stati generati da un programma di machine learning utilizzando alcuni dei versi delle canzoni preferite di Hirst.

Damien Hirst, Love Still Burns, 2016, retro, dettaglio 

La vendita è terminata il 28 luglio 2022, e pare si sia conclusa con un leggera vittoria degli nft. Le opere fisiche della serie sono state prodotte da Hirst nel 2016, usando smalto su carta fatta in casa. Ogni pezzo presenta sul retro numero, titolo e firma del loro creatore. L’autenticità è garantita anche da un watermark, da un ologramma contenente il ritratto dell’artista. In Nessun quadro un colore è ripetuto più di una volta.

Nel primo mese di vendita (agosto 2021) la serie ha generato ricavi per 47,9 milioni di dollari. A distanza di meno di un anno, con la crisi crypto in corso, i numeri sono molto diversi. Nell’ultimo mese di vendite, solo 170 pezzi sono stati acquistati, per un totale di 1,4 milioni di dollari (dati Heni Analytics). Sembra però che le cose vadano decisamente meglio sul mercato secondario: a gennaio 2022 un lotto della serie è stato venduto da Phillips per l’equivalente di 26.000 dollari.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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