Lusso, 26 imprese italiane in top 100, solo una in top 10

Teresa Scarale
Teresa Scarale
2.12.2021
Tempo di lettura: 2'
Il Deloitte Global Powers of Luxury Goods 2021 mostra che oltre un quarto delle aziende dell'alta gamma in Italia si classifica fra le prime 100 al mondo. Ma i colossi restano altri. Tuttavia, ci sono alcune imprese nostrane che crescono molto velocemente…
L'unico gruppo italiano del lusso che si conferma nella top 10 globale 2020, senza perdere o guadagnare posizioni rispetto al 2019, è EssilorLuxottica (occhialeria Prada, Chanel, Ray-Ban, Ralph Lauren, Tiffany&Co, ecc.). Curioso che si tratti di occhiali, essendo le 26 imprese italiane del luxury presenti in top 100 quasi tutte del settore abbigliamento, calzature e accessori. Lo evidenzia il tradizionale Deloitte Global Powers of Luxury Goods. Ad ogni modo, il podio è dei soliti, giganteschi noti.
Al numero uno si conferma il regno di Bernard Arnault: LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE. Seguono il gruppo suo eterno rivale Kering SA, il colosso della cosmetica The Estée Lauder Companies Inc. e in quarta posizione Compagnie Financière Richemont SA. Le prime quattro posizioni sono stabili da quattro anni a questa parte. Non mancano Chanel e il gruppo L'Oréal Luxe, rispettivamente stabili al sesto e al quinto posto. L'unico “terremoto” arriva dall'agguerrita Hermès, che per la prima volta entra in top ten al nono posto. Il titano delle borsette registra anche la migliore performance in termini di net profit: 21.7%. Sostanzialmente, si tratta di una top ten blindata dai giganti, come si vede in figura:

imprese lusso top 10

Fra i nuovi ingressi che interessano il nostro paese vi sono Golden Goose (86°), Morellato (87°), Sportswear Company (Stone Island) (88°) e CrisConf (Pinko) (100°). Si segnala anche il rientro in classifica di Damiani, al 99° posto. Golden Goose, Sportswear company e Morellato sono anche tra le aziende a crescita più rapida (rispettivamente al quarto, quinto e ottavo posto, grazie ai tassi di crescita a doppia cifra per il periodo degli anni fiscali 2017-2020: 23%, 17,8% e 15,5%).
La contrazione covid delle vendite di beni di lusso delle nostre aziende per il 2020 è stata del -21,5% con un margine di profitto netto quasi pari a zero (-0,6%). Dopo EssilorLuxottica, i principali gruppi italiani del lusso sono Prada e Giorgio Armani. Nel complesso, queste tre imprese rappresentano quasi la metà (47%) delle vendite di beni di lusso realizzate nel 2020 dalle aziende italiane presenti nel ranking.



Il marchio con la performance migliore nel corso degli anni è però Moncler. Per il sesto anno consecutivo rientra infatti tra i “Fastest 20”, e nel fiscal year 2020 ha ottenuto il margine di profitto netto più elevato della top 100 dopo quello di Hermès, 20,9%.

Lusso, non solo top 10 ma anche velocità di crescita

È interessante notare che, complessivamente, la top 10 mostra un leggero miglioramento della quota delle vendite di tutte le aziende in classifica: aumentando dal 51,2% del 2019 al 51,4% del 2020. Quota che però non si traduce in aumento delle vendite, che nel 2020 sono comunque diminuite. Volendo tradurre i numeri in comportamento: a fronte di una spesa ridotta per il lusso, ii consumatori hanno scelto di acquistare beni prodotti dai maggiori brand. Eccezion fatta per PVH, tutte le aziende della top ten hanno chiuso l'anno con un profitto netto positivo, più alto di tutte le altre 90 aziende restanti.

Lusso, 26 imprese italiane in top 100, solo una in top 10
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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