Entra nel vivo la settimana di Frieze a Londra con le aste di Phillips, che il 15 e il 17 ottobre nella sede di Berkeley Square schierano un catalogo da milioni di sterline guidato dai grandi maestri dell’arte contemporanea: Banksy, Maurizio Cattelan, David Hockney, Gerhard Richter
Mathis, 1983, di Gerhard Richter, per un quarto di secolo nella collezione parigina di Marcel Brient, si presenta all’incanto con una stima di 6-8 milioni di sterline. Attorno a lui, la casa d’aste schiera il debutto di Banksy con un’opera nata dalla Brexit, i piccioni di Cattelan e quattro lavori di Hockney – è questo il primo autunno di aste senza l’artista, scomparso lo scorso giugno a 88 anni – e un’antologia di pittori più giovani.
Nelle aste di Phillips Londra durante la Frieze, prosegue slancio di primavera
Il contesto aiuta a leggere le ambizioni della maison. Phillips arriva all’autunno forte di una stagione primaverile chiusa con 507 milioni di dollari di vendite, il 60% in più rispetto all’anno precedente, e di un anniversario simbolico: nel 2026 la casa fondata nel 1796 dal banditore Harry Phillips compie 230 anni. «Dopo una stagione primaverile che ha visto le vendite crescere del 60% su base annua, portiamo questo slancio nell’autunno con un’entusiasmante selezione di opere», ha dichiarato Olivia Thornton, vicepresidente e responsabile dell’arte moderna e contemporanea per l’Europa. Due le leve su cui punta la manager: i grandi nomi e le provenienze illustri, che offrono ai collezionisti «rare opportunità di acquisire opere dalla provenienza prestigiosa».
Quattro nomi per un’astrazione
Mathis di Richter è il primo, e il più complesso sul piano strutturale, di un piccolo gruppo di quattro Abstrakte Bilder del 1983 intitolati a nomi di persona: oltre a lui, Martha, Marian e Maria. Un olio su tela di due metri per due, che il collezionista francese custodisce da circa 25 anni come uno dei pezzi cardine della propria raccolta.

Gerhard Richter, Mathis, 1983
L’inizio degli anni Ottanta segna una svolta nel percorso del pittore tedesco, che si lascia alle spalle il fotorealismo monocromatico dei Sessanta per abbracciare l’improvvisazione, il colore luminoso e il gioco di superfici sempre più stratificate. In Mathis, secondo la casa d’aste, convivono le due anime di quella stagione: astrazione e rappresentazione, in un dialogo mai del tutto risolto.
Un topo alla dogana
È invece la prima volta in asta per Keep Ou T di Banksy, stimato 1,2-1,8 milioni di sterline. Realizzata nel 2019, l’opera fu esposta quello stesso anno alla Summer Exhibition della Royal Academy of Arts: la seconda e, finora, ultima occasione in cui lo street artist ha esposto nell’istituzione londinese. Il lavoro appartiene a un ciclo nato in risposta al referendum del 2016 con cui il Regno Unito ha scelto di lasciare l’Unione europea.
Su un arco doganale che sarebbe stato recuperato dall’aeroporto di Heathrow, un topo dipinto con lo stencil brandisce la “T” strappata alla scritta “Keep out”, ridotta a “Keep ou”, per forzare il lucchetto delle saracinesche. Il riferimento è al dibattito su immigrazione e libera circolazione che dominò la campagna per la Brexit. Per ragioni di diritto d’autore, Phillips non ha diffuso immagini dell’opera.
Piccioni in laguna
Tra i nomi italiani spicca Maurizio Cattelan con Turisti (stima 200-300mila sterline), primo episodio del suo ciclo dedicato ai piccioni. La serie debuttò alla 47esima Biennale di Venezia, nel 1997: durante un sopralluogo l’artista aveva trovato il Padiglione Italia in disuso e invaso dai volatili, e decise di restituirlo così, riempiendo le travi a vista di piccioni imbalsamati.

Nelle aste di Phillips Londra durante la Frieze Week, prosegue slancio di primavera
Con il consueto umorismo, il titolo strizza l’occhio al turismo di massa che ancora oggi mette alla prova la città. L’esemplare in vendita conta 23 elementi ed è accompagnato da un certificato di autenticità firmato dall’artista.
Una sedia rossa per Chillida
Quattro le opere di David Hockney nell’asta serale. Tre – Red Leather Chair, Portrait of Peter Langan and Jean-Marc Moussis e Deck Gate – provengono da una prestigiosa collezione britannica, mentre Red and Black Fruit, olio del 1988, arriva da un’eccezionale raccolta privata con una stima di 500-700mila sterline.

David Hockney, Red Leather Chair, 2003
Stessa forchetta per Red Leather Chair, acquerello su quattro fogli uniti realizzato nel 2003 in memoria dello scultore basco Eduardo Chillida, scomparso l’anno prima. Nel 2006 l’opera fu esposta al Guggenheim di Bilbao nell’omaggio a Chillida, accanto a lavori di Cy Twombly, Ellsworth Kelly e Georg Baselitz. Per Phillips è insieme un tenero tributo e un’ingegnosa reinterpretazione del ritratto.

David Hockney, Sony TV, 1968
Dopo la mostra alla Serpentine Gallery di quest’anno, la Tate dedicherà a Hockney una grande retrospettiva nell’ottobre 2027, quando l’artista avrebbe compiuto 90 anni. La stessa collezione britannica porta all’asta diurna del 17 ottobre anche Sony TV, disegno a pastelli e matita del 1968 stimato 100-150mila sterline.
Da Dartington, per Dartington
Dalla tenuta di Dartington Hall, nel Devon, arriva nelle aste di Phillips durante la Frieze Week di Londra un nucleo di opere dei maestri del modernismo britannico, tra cui Ben Nicholson e Christopher Wood, appartenute a Dorothy e Leonard Elmhirst. La coppia trasformò Dartington in un laboratorio di rinnovamento sociale e artistico, capace di attrarre alcune delle figure di spicco della cultura del Novecento. La loro eredità vive oggi nel Dartington Hall Trust, che ha sede nella tenuta e opera nella tutela del patrimonio, nelle arti e nell’ambiente. Il ricavato delle vendite servirà proprio a finanziare la conservazione della proprietà. Tra i lotti, Cumbrian Cottages di Nicholson, dipinto intorno al 1928, è stimato 100-150mila sterline.
Le aste di Phillips durante la Frieze Week 2026 di Londra danno spazio alle voci nuove
Spazio poi alla generazione più giovane. Once, always (2023) di Joseph Yaeger ritrae una donna con le labbra socchiuse e lo sguardo vigile, rivolto oltre il bordo della tela. Partendo da ritagli di film e da fotografie scattate da lui stesso, l’artista costruisce l’immagine per velature trasparenti di acquerello su lino preparato a gesso, fino a ottenere una superficie luminosa, quasi cinematografica. La stima è di 120-180mila sterline.

Joseph Yaeger, Once, always, 2023
Blue departure (2021) di Megan Rooney, stimato 50-70mila sterline, è invece un dipinto immersivo giocato su colore, gesto e fisicità della materia.

Megan Rooney, Blue departure, 2021
Rooney, che ha vissuto tra Sudafrica, Brasile, Canada e Londra, traduce la memoria di paesaggi urbani e naturali in quadri senza riferimenti fissi; nel 2025 ha esposto accanto a Joan Mitchell alla Fondation Louis Vuitton di Pechino.

Eva Helene Pade, Yellow Nights, 2020
Chiude il terzetto la danese Eva Helene Pade, di base a Parigi, con Yellow Nights (2020, stima 30-50mila sterline): figure spettrali, avvolte nei toni caldi della luce di candela e del crepuscolo, che affiorano dall’inconscio dell’artista.
Ghisa, acciaio e specchi
L’asta diurna del 17 ottobre è guidata da Small Fall 2 III (2015), scultura in ghisa di Antony Gormley stimata 200-300mila sterline.

Antony Gormley, Small Fall 2 III, 2015
Seguono Lane (2014), acciaio inossidabile di Tony Cragg (180-250mila), e il nostro Michelangelo Pistoletto, con Donna sullo sgabello (1974), serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio (150-200mila).

Michelangelo Pistoletto, Donna sullo sgabello (Woman on a stool), 1974
Il modernismo britannico del dopoguerra è rappresentato da Patrick Heron, con Red Painting with Emerald Disc: October 1961 (120-180mila), e da Sir Terry Frost, mentre Dame Elisabeth Frink è presente con il bronzo Tribute I (1977), esemplare 3 di 6 stimato 70-100mila sterline.

Patrick Heron, RED PAINTING WITH EMERALD DISC OCTOBER 1961, 1961
In catalogo anche Andy Warhol, George Condo e Yayoi Kusama.
Le opere sono in mostra nelle sale di Berkeley Square fino al 17 ottobre. L’asta serale si terrà il 15 alle 17, ora di Londra; quella diurna il 17 alle 13. Le stime non comprendono i diritti d’asta.

