Dal 10 al 14 settembre 2025 Pozzuoli pulserà di arte e connessioni creative: sarà infatti alveo della quinta edizione di Panorama, mostra diffusa di ITALICS. Cos’è ITALICS? È un consorzio di gallerie italiane e internazionali che in Italia hanno sede. Dal 2021, anno della rinascita post pandemia, ogni anno Panorama racconta un luogo italico intrecciando arte, architettura, patrimonio, comunità locali e appunto, paesaggio. Questa volta tocca alla “pagana” Pozzuoli, città in limine tra terra e mare, tra storia e mito. Il territorio è quello dei Campi Flegrei, vasta area vulcanica che eruzioni millenarie hanno modellato e al cui interno si trova la caldera, frutto di un’eruzione di 15.000 anni fa, responsabile della deposizione del Tufo Giallo Napoletano. Il tema dell’edizione, a cura di Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, sarà quello della divinizzazione.

Pozzuoli del resto è un luogo mistico. In questa terra gli dèi dell’Olimpo sconfissero i Giganti, imprigionandoli sotto la crosta terrestre infuocata. Il lago d’Averno era l’ingresso al regno degli Inferi, mentre la Solfatara, con le sue fumarole e pozze di fango ribollente, era la fucina del dio Efesto. Ed è anche qui che Dedalo, in fuga da Creta, avrebbe costruito il tempio di Apollo, dimora della Sibilla Cumana che – ispirata dal dio stesso – pronunciava le sue profezie.

Spiega la curatrice: “A Pozzuoli si può parlare con gli dei. Divinizzazione non è solo un tema. È una domanda che percorre tutta la storia di questo territorio: cosa succede quando l’umano si misura con il sacro, con il potere, con la morte? A partire dalla figura dell’imperatore divinizzato fino alle apparizioni popolari, il tema attraversa tanto la storia antica quanto l’immaginario contemporaneo. E oggi, nell’era del culto dell’immagine, chi divinizziamo? E perché?”.

Pozzuoli si affaccia sul Golfo di Napoli, “protetta” dalle isole di Ischia, Procida (dove il progetto Panorama ha avuto inizio) e Vivara. È frutto di una stratificazione culturale: abitata fin dall’antichità, la zona accolse dapprima i Greci Eubei. Pozzuoli fu fondata nel 528 a.C. dai Greci di Samo; quindi, nel 338 a. C. vi arrivarono i Romani, attratti anche dalle acque termali del luogo. Costruirono porti, terme, infrastrutture e opere pubbliche ancora oggi visibili, come il meraviglioso Anfiteatro Flavio, tra i più grandi dell’antichità.

La mostra Panorama Pozzuoli attraverserà questo ecosistema mitologico, inserito negli echi enigmatici delle vicine rovine di Cuma, prima colonia greca d’Occidente, in quelli della “Pompei sommersa” Baia, antica città dei piaceri imperiali ora parco archeologico marino e dei resti del Tempio di Serapide. Quello di Pozzuoli è un territorio che da millenni intreccia natura, storia e leggenda. La mostra si sviluppa lungo la città come una promenade, in un itinerario che ne tocca i luoghi simbolo.

Come afferma la curatrice, il tema della divinizzazione è un concetto che attraversa epoche e sensibilità, e che a Pozzuoli trova una risonanza naturale e profonda. “Qui, dove il mito si intreccia con la storia e la natura si manifesta in forme spettacolari e potenti, l’idea del divino abita ogni pietra, ogni veduta, ogni rovina antica. Dai culti del passato ai racconti di eroi e semidei che popolano le tradizioni locali, fino alle interpretazioni più contemporanee della trascendenza, Pozzuoli si offre come scenario ideale per esplorare come l’arte possa intrecciare – e interrogare – la memoria, l’archetipo, l’assoluto. Un luogo dove la dimensione spirituale si fa esperienza visiva, urbana e collettiva”.

Gli interventi – promette l’organizzazione, “spettacolari” – sono stati commissionati e pensati appositamente per l’edizione 2025 o realizzati in situ, frutto dell’ispirazione pervenuta dall’energia unica del territorio. A corollario dell’evento principale, i dibattiti, un gigantesco mercatino delle pulci d’artista, una mostra dedicata a San Gennaro. E poi il coinvolgimento di scuole, associazioni e realtà del territorio attente all’inclusione. Panorama Pozzuoli vede la collaborazione ufficiale del museo Madre di Napoli e del Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
Articolo originariamente apparso su We Wealth magazine 82. Abbonamenti qui.

