Musei d’impresa in Italia, fra celebrazione e progettualità

3 MIN
Interni lussuosi con grandi lampadari ornati, una scultura di leone metallico e alti specchi che riflettono la stanza, evocando la grandezza dei musei d'impresa. Una finestra mostra un edificio classico all'esterno, mentre la luce calda riempie lo spazio elegante.

Al di là delle collezioni d’arte aziendali, esistono i musei di impresa. Veri e propri templi della visione fondativa dell’istituzione, raccontano il passato per guardare al futuro. Noi ne abbiamo scelti tre: il Centro storico Fiat, il Museo Unoaerre, il Museo Kartell

Indice

I musei d’impresa in Italia

La grande imprenditoria italiana si può declinare in tanti modi. Uno di questi è quello della condivisione del progetto che nasce dall’imprenditore, si realizza con l’impresa, si conferma con il successo e si trasferisce alle generazioni successive. Questo processo, che, in estrema sintesi, rappresenta la realizzazione di una visione, crea la storia di un prodotto. Una storia che attraversa il tempo, le mode e le culture e diventa narrazione. In una interpretazione idealizzata, un museo di impresa è tutto questo.

Espressione di un’idea, manifestazione di una cultura artigianale, quella italiana, in cui siamo maestri insieme a pochi altri. I musei d’impresa conservano e valorizzano il patrimonio industriale e culturale e sono il riflesso della società. Fondazioni e archivi creati da imprese di successo raccontano queste storie e mostrano quello che non si vede con lo scopo di custodire e tramandare la coscienza dell’azienda di cui sono espressione. Si distinguono dai musei tradizionali in quanto oltre ai beni in esposizione raccontano il messaggio che questi beni comunicano. Automobili, design, gioielli, sono i beni da collezione a cui tre grandi aziende produttrici tra le tante hanno dedicato i loro musei privati e che rappresentano una delle manifestazioni di successo del Made in Italy.

Musei di impresa, il Centro storico Fiat

In un edificio in stile Art Nouveau situato in Corso Dante a Torino, dove è nata l’azienda con i primi stabilimenti originali nel 1907, è situato il centro storico della casa automobilista italiana per eccellenza. Questo luogo ha ospitato momenti chiave della storia di Fiat e oggi conserva l’archivio aziendale insieme a una collezione di automobili, opere d’arte, memorabilia, modelli, manifesti pubblicitari e molto altro.

Tra le automobili le più significative della produzione Fiat la 3 e 1/2, la prima automobile prodotta dalla casa nel 1899, la Eldridge Mefistofele del 1923 uno dei primi esempi di vettura da record, la Fiat 525 SS del 1929 protagonista dei concorsi di eleganza e considerata la più bella vettura italiana tra gli anni Venti e Trenta, la 8V del 1952 sportiva con carrozzeria in vetroresina disegnata da Luigi Rapi. Tra le opere pittoriche in esposizione “Incanto Notturno” di felice Casorati del 1955 e “Terra Mare Cielo” di Rodolfo Margheri del 1941. Il centro ospita un programma di mostre, eventi, attività di studio e di ricerca volte a intensificare il dialogo e le interazioni con le Università e gli Istituti di ricerca e formazione nella co-progettazione di contenuti finalizzati a valorizzare lo straordinario patrimonio archivistico che vi è conservato.

Museo Unoaerre

Il 7 marzo 1998, l’industria Unoaerre, leader nel settore dell’oreficeria, ha inaugurato ad Arezzo il primo museo aziendale orafo in Italia. L’istituzione del museo è stata motivata dal desiderio di preservare la memoria storica di oltre 90 anni di attività artigianale e industriale. Il percorso espositivo del museo conta più di duemila opere tra disegni originali oreficerie, gioielli e argenteria e copre un ampio spettro che spazia dalla Belle Époque ai gioielli Art Déco, dalle fantasie degli anni Cinquanta alle colorate espressioni degli anni Sessanta alle linee astratte e informali dei decenni successivi sino alle creazioni provocatorie di Giò Pomodoro.

La collezione offre un panorama completo delle oscillazioni del gusto, delle trasformazioni del costume e dei cambiamenti della moda. Il museo vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale, le cui opere sono esposte nelle sue sale: Giò Pomodoro ha lasciato una straordinaria serie di pezzi unici e il monumento Koinòs Hermes, simbolo del museo; Salvador Dalì, ha contribuito con placchette e medaglie; Emilio Greco, le cui opere riflettono un profondo connubio tra arte e oreficeria; Giacomo Manzù, conosciuto per il suo lavoro scultoreo, ha anche contribuito con progetti per gioielli; Pietro Cascella, ha portato una visione artistica innovativa alla collezione e diversi altri.

Museo Kartell

Il Museo, nato nel 1999 in occasione del cinquantesimo anniversario dell’azienda su idea del presidente Claudio Luti, ha sede nello stabilimento Kartell di Noviglio, alle porte di Milano, quartier generale dell’azienda dal 1967. L’edificio, progettato dagli architetti Anna Castelli Ferrieri e Ignazio Gardella, è oggi considerato uno dei più interessanti esempi di architettura industriale in Lombardia. Nel 2000 infatti ha ottenuto il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior museo d’impresa. Lo scopo alla base del progetto è quello di conservare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, ideale, materiale e immateriale della azienda di arredi di design milanese.

Le sue collezioni, sempre in crescita, si compongono di oltre ottomila oggetti, cinquemila disegni e quindicimila fotografie. Oggeti che restituiscono un quadro preciso dell’evolversi della storia di Kartell e della sua produzione, dei materiali plastici adottati, delle tecnologie produttive e delle strategie di comunicazione e distribuzione impiegate nel corso dei settant’anni di attività. Tantissime le collaborazioni con grandi designer e architetti che hanno dato vita a prodotti iconici del marchio come quelle con Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Mario Bellini, Alberto Meda e Vico Magistretti. Il percorso espositivo del Museo si sviluppa quindi in una mostra permanente realizzata su progetto di allestimento dell’architetto Ferruccio Laviani e curatela di Elisa Storace.

Museimpresa è l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa che riunisce oltre 150 musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane. Fondata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria è una rete unica a livello europeo ed è presieduta dal giornalista e scrittore Antonio Calabrò esperto in economia d’impresa, cultura e tematiche sociali.

Domande frequenti su Musei d’impresa in Italia, fra celebrazione e progettualità

Qual è il ruolo dei musei d'impresa nel contesto della grande imprenditoria italiana secondo l'articolo?

I musei d'impresa rappresentano un modo per declinare la grande imprenditoria italiana, fungendo da veicolo per la condivisione del progetto imprenditoriale. Essi celebrano la storia di un prodotto, nata dalla visione dell'imprenditore e realizzata con successo dall'impresa.

In che modo i musei d'impresa contribuiscono alla trasmissione del patrimonio aziendale?

Questi musei sono strumenti per trasferire alle generazioni successive la storia di un prodotto e la visione imprenditoriale che l'ha generata. Attraverso la narrazione, essi preservano e valorizzano il patrimonio immateriale dell'impresa.

Quali sono alcuni esempi specifici di musei d'impresa menzionati nell'articolo?

L'articolo cita il Centro storico Fiat, il Museo Unoaerre e il Museo Kartell come esempi di musei d'impresa in Italia. Questi luoghi illustrano la ricchezza e la diversità del panorama museale aziendale.

Qual è la funzione principale di un museo d'impresa in termini di narrazione storica?

Un museo d'impresa ha la funzione di trasformare la storia di un prodotto in una narrazione che attraversa il tempo, le mode e le culture. Questo processo permette di dare continuità alla visione imprenditoriale e al suo impatto.

Come si collega il successo di un'impresa alla sua presenza museale?

Il successo di un'impresa è un elemento chiave che conferma la validità del progetto imprenditoriale e giustifica la creazione di un museo. Questo successo, unito alla visione, crea una storia di prodotto degna di essere celebrata e tramandata.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Tags:imprese

di Alessandro Montinari

Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.