Mps, offerta su Mediobanca: ‘terzo polo’ da 105 miliardi di gestito

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Una statua si erge in una piccola piazza, circondata da edifici storici con facciate ornate. Un edificio è giallo con accenti bianchi, mentre l'altro è grigio con archi e una merlatura. Il cielo è parzialmente nuvoloso.

Mps punta a diversificare il modello di business e il profilo delle entrate e offre 13,3 miliardi per fare suo il 100% di Mediobanca

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Nel risiko bancario italiano, Monte dei Paschi di Siena “intende svolgere un ruolo attivo”. A dimostrarlo è il colpo di teatro, annunciato venerdì mattina prima delle sette: Mps lancia un’offerta pubblica di scambio su Mediobanca da 13,32 miliardi di euro, con l’obiettivo di unire modelli di business complementari e creare un “terzo campione nazionale” per ammontare di attivi totali.


Mps proporrà agli azionisti di Mediobanca uno scambio di 2,3 azioni ordinarie di nuova emissione per ciascuna azione di Piazzetta Cuccia, valorizzandole di fatto a 15,992 euro, il che implica un premio del 5,03% rispetto al prezzo ufficiale di Mediobanca alla chiusura di giovedì 23 gennaio. L’aumento di capitale di Mps, propedeutico all’Ops, avverrà il prossimo 17 aprile 2025. Al completamento della transazione, Mps prevede di mantenere una solida base patrimoniale, con un Common Equity Tier 1 ratio pro-forma pari al 16%.

Il titolo Mps ha aperto in profondo rosso la seduta a Piazza Affari con un calo superiore al 9%, mentre Mediobanca sale del 2,8%. Prevalgono, insomma, i rischi percepiti dalla diluizione delle azioni Mps che non la fiducia sulla buona riuscita dell’operazione, visto che Mediobanca non arriva a incorporare il prezzo dell’offerta lanciata da Mps. D’altro canto, l’offerta è soggetta a molteplici approvazioni regolamentari e al raggiungimento di una soglia del 66,67% dei diritti di voto, obiettivi non scontati.

Ops di MontePaschi su Mediobanca: gli obiettivi strategici

Per il mondo del wealth management, le due reti unirebbero circa 1.200 banker, mettendo a fattor comune le forze di Widiba e Mediobanca Premier. Questa integrazione, afferma Siena, "consentirà di assumere un ruolo primario nella raccolta patrimoniale" e "il gruppo sarà rafforzato finanziariamente, con un flusso di entrate diversificato e una forte resilienza, in grado di competere con successo in diversi scenari", incluso quello del calo dei tassi. Quest'ultimo, commenta Giacomo Calef, country head Italia di NS Partners, "comprime i margini di interesse tradizionali, la diversificazione delle linee di business diventa cruciale. In particolare, il wealth management e l’asset management emergono come settori ad alta redditività, attirando l’interesse di molti istituti".

"Mps punta, attraverso questa operazione, a creare un nuovo campione nazionale con un modello di business distintivo, integrato in tutti i principali segmenti (retail, wealth management e CIB), in grado di combinare le attività commerciali con quelle di gestione patrimoniale e investment banking", dice Equita nel suo morning note, "a nostro avviso, l'operazione solleva diversi dubbi. Il premio riconosciuto risulta modesto, considerando anche la probabile riduzione dell’appeal speculativo sul titolo Mps. Riteniamo
difficile identificare sinergie, mentre emerge il rischio di potenziali dissinergie. Inoltre, intravediamo difficoltà nel mantenimento e nell’apporto di nuove professionalità all'interno del gruppo risultante, con il rischio di una diluizione delle specificità distintive di Mediobanca".


Sulla base dei dati aggiornati a fine settembre, gli asset finanziari complessivi della clientela di Mps e Mediobanca arriverebbero a 204,9 miliardi di euro, con masse gestite combinate di 104,9 miliardi.

Il piano presentato da Siena prevede inoltre di espandere l’offerta di prodotti finanziari, sfruttando una gamma completa di "fabbriche prodotto" e partnership, oltre alla posizione di leadership della nuova entità nei mercati chiave.


A livello di costi, l'unione dei due gruppi dovrebbe portare a una razionalizzazione di 700 milioni di euro all'anno, "con impatti occupazionali limitati". Più nel dettaglio, si prevedono sinergie di ricavo stimate in 300 milioni di euro annui, grazie all’ampliamento dell’offerta di servizi e al rafforzamento delle capacità operative; una riduzione dei costi operativi di 300 milioni di euro, attraverso l’ottimizzazione delle funzioni centrali e delle spese IT e amministrative; infine, un maggiore equilibrio nella composizione dei finanziamenti, con sinergie stimate in 100 milioni di euro annui.

L'obiettivo dichiarato di Siena è quello di creare "un nuovo campione bancario italiano attraverso l’unione di due dei marchi più distintivi nel settore dei servizi finanziari: Mps per il Retail e il Commercial Banking e Mediobanca per il Wealth Management, il Corporate & Investment Banking e il Consumer Finance".

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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