In Italia, il livello di alfabetizzazione finanziaria cresce. Ma a cambiare davvero è l’approccio, soprattutto da parte dei Millennials. Più informati, più scettici e più partecipi, i nati tra il 1981 e il 1996 stanno riscrivendo le regole della consulenza patrimoniale. Una generazione che non si affida più ciecamente al “consiglio dell’esperto”, ma pretende trasparenza, personalizzazione e una relazione autentica.
Italiani poco alfabetizzati in finanza. Ma tra i giovani le conoscenze di base aumentano
Secondo l’ultima Indagine sulle competenze finanziarie degli italiani condotta da Banca d’Italia (2023), solo il 36% del campione totale mostra un livello di alfabetizzazione finanziaria considerato “adeguato”. Tuttavia, nella fascia 25-44 anni, il punteggio medio sale, e mostra segnali di miglioramento rispetto alla precedente rilevazione del 2020. Uno studio scientifico realizzato per il Comitato Edufin dall’Università di Torino, rileva che Millennial (e Gen-Z) sono più scolarizzati di coloro che li hanno preceduti. All’interno della popolazione si osserva come l’educazione finanziaria sia inversamente proporzionale all’età: il 47% dei Millennial possiede conoscenze finanziarie di base adeguate contro il 35% degli over 55. La percentuale rimane pur sempre critica, ma indica un cambiamento generazionale in atto. Nei Millennial la financial literacy è fortemente correlata con le capacità matematiche e l’uso di Internet e si traduce in comportamenti concreti, quali possedere un proprio conto corrente e accedere a strumenti creditizi. La familiarità con strumenti digitali, il ricorso a fonti online e il desiderio di autonomia decisionale portano i giovani adulti a essere più consapevoli dei propri diritti e dei rischi legati alla gestione patrimoniale. E questo si riflette in comportamenti finanziari corretti sia nel breve sia nel medio-lungo termine, quali per esempio una buona gestione del denaro, il monitoraggio delle spese e l’accumulo di risparmio per affrontare eventuali emergenze.
Una gestione influenzata dalla crisi del 2008
La gestione del denaro nei Millennial è influenzata dalla crisi finanziaria del 2008, che li rende più attenti alla gestione del denaro, ma fa mettere in alto nell’agenda delle loro priorità le esperienze come viaggi, qualità della vita, istruzione. Sono una generazione a metà, tra mondo analogico e digitale e tra consapevolezza che i cigni neri sono dietro l’angolo e che la vita va sfruttata a pieno: in questa zona di penombra definiscono spesso le loro scelte finanziarie. Per quanto riguarda più strettamente il campo finanziario e dell’investimento, i millennials sono i pionieri dell’Investimento sostenibile, come i fondi ESG, vicini alla loro visione, alla loro sensibilità e ai loro valori. La tecnologia vince in campo di soluzioni di risparmio flessibile: conti di risparmio digitali e app di investimento sono spesso scelti dai Millennials, che desiderano poter accedere velocemente alle proprie risorse tramite app per lo smartphone e piattaforme online. Il passaggio generazionale è in atto: quali impatti avranno questi cambiamenti sul mondo del wealth? Quali saranno le nuove sfide? Un cliente più esigente, meno incline ad affidarsi a soluzioni preconfezionate e più propenso a premiare chi è in grado di ascoltare, comprendere e costruire un percorso su misura.
Consulente: meno venditore, più analista di bisogni
In questo contesto, il ruolo del consulente si trasforma. Meno venditore, più analista di bisogni. Non è più sufficiente presentare un portafoglio prodotti: servono competenze trasversali, capacità di analisi e una solida cultura del servizio. Il consulente moderno deve saper leggere i bisogni, decodificare gli obiettivi e lavorare fianco a fianco con il cliente per trovare soluzioni personalizzate. Cherry Bank ha scelto di fondare la propria strategia consulenziale su questi princìpi. Il suo approccio mette al centro l’ascolto, considerato il punto di partenza per ogni proposta. Non si tratta solo di costruire portafogli, ma di offrire servizi – anche complessi e integrati – che rispondano a esigenze reali, che possono includere credito, gestione della liquidità, investimenti alternativi, protezione e passaggi generazionali.
L’approccio relazionale è uno degli aspetti più apprezzati dai clienti Millennial. Un’indagine Consob sulla relazione consulente-cliente mostra come la generazione dei 30-40enni sia tra le più attente alla qualità della relazione con il consulente: il 71% dichiara di considerare “molto importante” la trasparenza nella comunicazione e il 66% cerca un dialogo costante, anche attraverso canali digitali.

