Non è che Milano è una città per milionari: i milionari ci abitano già e con la maggiore concentrazione per abitante al mondo. Nel capoluogo lombardo un abitante su 12 ha risorse finanziarie disponibili di almeno un milione di euro, immobili esclusi. New York, che pure è la città con la popolazione più elevata di miliardari, conta “solo” un milionario ogni 22 abitanti; Londra uno ogni 41; Parigi città (conglomerato escluso) uno ogni 14. Sono i numeri che emergono da un nuovo rapporto di Henley & Partners pubblicato su Il Sole 24 Ore.
Solo nel 2025, i nuovi 3.600 residenti milionari o multimilionari arrivati in Italia hanno trasferito una ricchezza complessiva pari a 20,7 miliardi di dollari.
Flat tax, successioni leggere e fattore-Milano: perché i capitali arrivano
Milano, quindi, non ha i picchi miliardari estremi di città note per l’iper-concentrazione della ricchezza, ma ha attirato un numero crescente di soggetti altamente benestanti da varie parti del mondo grazie a una combinazione fiscalmente vantaggiosa: una flat tax sui redditi esteri pari a 300 mila euro, a prescindere da quanto si dichiara, e un’imposta di successione bassa rispetto ad altre giurisdizioni avanzate — pari al 4% per gli eredi diretti, con franchigie cumulabili fino a 2 milioni di euro per erede.
Se a questi fattori si aggiunge il magnete dei settori trainanti di Milano — “polo globale di business, finanza, moda e design” — il risultato è una città che, a fronte di una popolazione relativamente contenuta rispetto ad altre metropoli, presenta una concentrazione eccezionale di grandi patrimoni. Un flusso che, secondo gli autori del rapporto, è destinato a proseguire: assieme a Miami e Dubai, Milano è sul podio delle città che attireranno più milionari anche in futuro.
Super-ricchi sì, benessere diffuso no? Il nodo sociale dell’effetto-ricchezza
Il quadro diventa ancora più eloquente se si guarda alla fascia dei centimilionari, ovvero individui con almeno 100 milioni di dollari di patrimonio liquido. A Milano se ne contano oggi 182: un numero paragonabile a quello del Principato di Monaco (192) e superiore a quello dell’intero cantone di Zurigo, oltre che a Miami e Mosca. In questo segmento, Milano — insieme a Dubai e Miami — è l’unica città del gruppo di testa a cui Henley & Partners attribuisce una previsione di alta crescita dei nuovi arrivi.
Rapportato alla popolazione, Milano registra un super-super-ricco ogni 7.692 residenti, un livello in linea con Los Angeles e Parigi intra muros, e nettamente migliore rispetto a New York e soprattutto a Londra.
Resta però aperta la questione se l’arrivo dei milionari sia un bene per la popolazione residente. Henley & Partners ne sottolinea i benefici: maggiore gettito fiscale, imprenditori che avviano nuove attività (il 15% dei nuovi milionari, quota che sale al 60% tra chi supera i 100 milioni di euro investibili) e un indotto legato al lusso che genera occupazione.
Il rovescio della medaglia riguarda chi resta ai margini di questi settori e subisce l’inflazione localizzata su servizi e abitazioni. A Milano soffrono soprattutto le professioni i cui salari crescono molto più lentamente delle trasformazioni della città, con un’erosione del potere d’acquisto che non viene compensata in tempi rapidi da servizi pubblici, che pure potrebbero beneficiare dell’extra gettito fiscale portato dai milionari.

