Il secondo semestre 2025 ha visto un cambiamento storico al vertice di Mediobanca, passata sotto il controllo di MPS (Monte dei Paschi di Siena). Per lo storico istituto di Piazzetta Cuccia il periodo in analisi rappresenta dunque un momento di transizione. Presentando i numeri, l’ad Alessandro Melzi d’Eril ha affermato: «I nostririsultati confermano la resilienza, la solidità e la coerenza strategica. Mediobanca ha continuato a fare affidamento su solide basi commerciali e competenze professionali distintive. Questa qualità ci consente di prepararci per un nuovo capitolo della nostra storia, forte di 8 anni di fiducia nel panorama finanziario italiano ed europeo». Ma quali sono i numeri dell’ultimo semestre Mediobanca? I ricavi sono pari a 473 milioni di euro, sugli stessi livelli dello scorso anno e in ripresa nei 3 mesi (+11% t/t).
L’ammontare dei ricavi complessivi è sugli stessi livelli dello scorso anno, in ripresa nei 3 mesi (+11% t/t). L’utile netto si assesta a 93 milioni di euro (-16% a/a) per la maggiore incidenza di costi e incentivazioni.
Il primo semestre della nuova Mediobanca: qualche uscita “non inattesa” di banker
Nella nota sui conti del primo semestre 2025-2026 si può leggere che il periodo «registra talune uscite di banker, con deflussi di masse concentrati nella parte finale dell’esercizio, e un rallentamento degli ingressi di nuovi professionisti. I mercati finanziari hanno viceversa supportato le valutazioni degli asset creditizi e azionari». Sul finire del 2025 la banca comunica che sono state avviate specifiche misure di ritenzione dei consulenti finanziari; misure che proseguiranno nel 2026 unitamente alla ripresa dell’attività di reclutamento, «con la prospettiva di riportare la divisione sul percorso di crescita coerente con il posizionamento ed il brand di Mediobanca».
La fisiologica contrazione delle masse (di 1,1 miliardi di euro) non destabilizza gli attivi finanziari totali, pari a 115 miliardi di euro al 31 dicembre 2025, con 2,6 miliardi di euro di raccolta netta di gestito nei sei mesi. La raccolta netta (NNM) è pari a 1,4 miliardi nel semestre, in calo rispetto allo scorso anno (4,8 miliardi). Il mix di raccolta si concentra nella componente di asset under management, con afflussi positivi per 2,6 miliardi nei sei mesi (1,7 miliardi da clientela WM e 0,9 miliardi da clientela istituzionale).
Performa bene il segmento Premier, con la raccolta netta che si attesta a 1,3 miliardi (200 milioni nell’ultimo trimestre). Leggera contrazione invece per il private banking, che ha risentito maggiormente dell’incertezza del contesto societario con 800 milioni di deflussi nel semestre (con un’accelerazione di -1,4 miliardi nell’ultimo trimestre).
Il private investment banking mette invece a segno circa 460 milioni di raccolta netta derivanti da eventi di liquidità originati nel periodo.
Quanti banker sono usciti da Mediobanca? Quanti ne sono rimasti?
Secondo quanto comunicato, la struttura distributiva di Mediobanca consta al momento di 1.365 consulenti dopo le 28 uscite nette nel semestre (otto dal private e 20 dal premier), concentrate nell’ultimo trimestre. Nel dettaglio, a fine dicembre, la rete consta di 140 banker nel private banking e di 1.225 professionisti nel premier suddivisi (521 banker e 704 consulenti finanziari), operanti su 95 filiali e 116 punti vendita.
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