Leadership al femminile: più donne, più rendimenti

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Una nuova analisi di BG Saxo rivela come le aziende con una leadership al femminile offrano rendimenti superiori alla media

Condotta un’analisi su un paniere di 30 aziende che rappresentano 1,1 trilioni di valore di mercato e con un’elevata quota di donne nel top management

La percentuale al femminile ai livelli esecutivi raggiunge il 63,2% nel Nord America, il 52,9% in Europa e il 59,7% nell’Asia Pacifico

Donne al comando, migliori performance. Mentre la variabile ambientale continua a catturare l’attenzione degli investitori, col cambiamento climatico in cima alle preoccupazioni dei responsabili politici e della società nel suo complesso, la variabile “s” si prepara a offrire nuove opportunità. Specie se si guarda alla questione della leadership al femminile.
Secondo una nuova analisi di BG Saxo condotta su un paniere di 30 aziende che rappresentano 1,1 trilioni di valore di mercato e con un’elevata percentuale di donne nel top management, le società che fanno spazio alla parità di genere nei loro team sono in grado di garantire risultati migliori. “Concentrarsi sui temi esg (environmental, social, governance) è una tendenza che abbiamo colto da tempo e la percentuale di donne nel top management delle aziende fa parte dell’aspetto sociale”, racconta Peter Garnry, head of equity strategy per BG Saxo. E “ricerche recenti mostrano che avere un team esecutivo maggiormente diversificato per genere porti un impatto positivo sulle prestazioni aziendali”, aggiunge.

Ma non tutte le imprese sembrano essere capaci oggi di cogliere quest’opportunità. BG Saxo ha analizzato un campione di 2.600 aziende con un valore di mercato superiore ai 5 miliardi di dollari tra Nord America, Europa e Asia, evidenziando come la quota media di donne dirigenti sfiori il 14,3% e solo un numero contenuto abbia già raggiunto la parità di genere. Parallelamente, ha costruito un paniere di tematico composto da 30 società, distribuite equamente tra Nord America, Europa e Asia Pacifico, escludendo ancora una volta quelle con un valore di mercato inferiore ai 5 miliardi di dollari. In questo caso, la percentuale media di donne ai livelli esecutivi raggiunge il 63,2% nel Nord America, il 52,9% in Europa e il 59,7% nell’Asia Pacifico.

A fare da traino in termini di market cap è JPMorgan Chase, con un valore di mercato che supera i 429 milioni. Seguono Bhp Group Plc con 165 milioni, Investor Ab con 65 milioni e Block Inc con 48 milioni. “Ci sono pochi nomi a sorpresa sulla lista ma tra di loro vanno evidenziati il gigante minerario Bhp Group e la società di esplorazione di petrolio e gas Woodside Petroleum (con un valore di mercato oltre i 16 milioni di dollari, ndr)”, osserva Garnry. “La crescita media dei ricavi in queste 30 società è del 12,8%, che è al di sopra della media del mercato, e il Roic/Roe media è del 13,6%, leggermente al di sopra della media globale”. Complessivamente, aggiunge, si tratta dunque di “un paniere (definito Women in leadership, ndr) di buona qualità”. Ma quello che è emerso dall’analisi, soprattutto, è che queste società hanno restituito un rendimento complessivo del 250% dal 2015 a fronte del 101% dell’indice Msci World, come evidenziato dal grafico sottostante. “Ovviamente”, precisa in conclusione Garnry, “questo riflette una combinazione di sopravvivenza e bias di selezione, poiché la performance storica non è un indicatore delle prestazioni future”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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