Jeff Bezos in pensione e la stella cadente di Jack Ma

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È fresca la notizia dell’abbandono da parte di mister Amazon della poltrona di ceo, al massimo del suo fulgore. Sull’altra sponda dell’oceano (Pacifico), il suo omologo cinese, mister Alibaba, deve invece vedersela con il suo governo, che ne sta letteralmente cancellando la presenza

In realtà Jeff Bezos non andrà in pensione: lascerà la poltrona di ceo per diventare presidente esecutivo della sua Amazon. La notizia tuttavia è di quelle che suscitano un po’ di invidia. Il fondatore e amministratore delegato di Amazon si dimette da amministratore delegato con quasi 200 miliardi di dollari (196,4 secondo quanto riporta Forbes), così valorizzati dalla sua partecipazione (11,1%) in Amazon. Una mossa che ricorda un altro addio graduale: quello di Bill Gates, che nel 2014 si dimise da ceo della sua Microsoft per diventare consigliere tecnologico del suo successore.
A raccogliere il testimone del secondo uomo più ricco del mondo (il primo è Elon Musk) sarà Andy Jassy, già ceo di Amazon Web Services. Il mercato non si aspettava la notizia, che è arrivata proprio quando la società ha diramato i dati sugli incassi record del quarto trimestre 2020. Si tratta di 125,5 miliardi di dollari, per 100 milioni di entrate nette in un solo trimestre. Mai così in alto.

Sull’altra sponda del Pacifico invece, il fondatore della “Amzon” cinese, Jack Ma, deve vedersela con una vera e propria cultura della cancellazione che lo riguarda. L’ex ragazzo d’oro della Cina neocapitalista aveva osato lo scorso novembre criticare l’inefficienza delle banche statali cinesi. Non lo avesse mai fatto. Da quel momento, le autorità hanno iniziato a fargli la guerra, sospendendo dapprima la quotazione della sua Ant Group., che era un successo annunciato. Dopodiché Ma è sparito per circa due mesi, tornando a farsi vedere solo nel mese di gennaio. Il governo comunista però non ha dimenticato l’affronto. E il giornale Shanghai Securities News, nel citare gli imprenditori che hanno fatto grande il tech cinese, si “dimentica” di citarlo.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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