All’indomani delle nuove nomine del consiglio direttivo, Assogestioni, nella sua consueta mappa mensile, rileva che a luglio 2026 il risparmio gestito italiano chiude con una raccolta netta di 5,66 miliardi di euro, più del doppio dei 2,75 miliardi di giugno, e porta il saldo da inizio anno a 17 miliardi. Boom dei fondi azionari, che hanno attirato 1,45 miliardi, contro i 260 milioni del mese precedente. Un ulteriore segnale che gli italiani, dopo anni di fedeltà quasi esclusiva al reddito fisso, hanno cominciato ad accorgersi delle azioni.
Sorpasso di mezza estate: gli italiani amano le azioni più delle obbligazioni
A luglio i comparti azionari hanno staccato nettamente gli obbligazionari, scesi a 514 milioni dopo gli 1,72 miliardi di giugno. Non è la prima volta che accade, ma per un Paese dal risparmio tradizionalmente prudente, cresciuto a Btp e mattone, resta un comportamento ancora nuovo. Nel cumulato da gennaio i bond conservano il primato, con 4,4 miliardi contro 3,8, ma la distanza si è ridotta a poco più di mezzo miliardo. Per misurare il cambio di passo basta ricordare il 2025, l’anno dei «bond pigliatutto»; ma già nel secondo trimestre 2026, con circa 3,4 miliardi, l’azionario ritornava in territorio positivo.
Il commento del direttore dell’ufficio studi di Assogestioni
Commentando i dati definitivi del secondo trimestre, che fissano il nuovo massimo storico del patrimonio a 2.722 miliardi, il direttore dell’ufficio studi di Assogestioni, Alessandro Rota, ha parlato per l’azionario di una «netta inversione di tendenza rispetto ai trimestri precedenti», favorita anche dal buon andamento dei listini tra aprile e maggio. Luglio, a quanto pare, non ha smentito la diagnosi.
I fondi di diritto estero battono però gli italiani
Resta da capire chi incassi davvero. I fondi di diritto estero hanno raccolto 4,28 miliardi nel mese e 25 da gennaio, mentre quelli di diritto italiano, pur positivi per 736 milioni a luglio, restano in rosso di quasi 2 miliardi da inizio anno. Nel perimetro di Assogestioni rientrano anche gli Etf. Brillano poi i flessibili, con 1,6 miliardi: segno, forse, che molti preferiscono affidare al gestore le scelte in una fase incerta.
Un ampio margine di crescita
Il margine di crescita, del resto, è ampio: gli italiani che investono in fondi sono 12,4 milioni, ma in Europa la quota di ricchezza destinata alle società quotate si ferma all’11%, contro il 45% degli Stati Uniti.
La prudenza rimane – E l’effetto mercato pesa in negativo sulla raccolta
L’interesse degli italiani per le azioni non certifica un abbandono della prudenza, come mostrano di dati Assogestioni. I monetari hanno raccolto infatti un altro miliardo (7,4 da gennaio) e i mandati istituzionali continuano a perdere pezzi: -205 milioni a luglio, -15,9 miliardi da inizio anno. Le gestioni di portafoglio tornano in positivo per 575 milioni solo grazie alla clientela retail (+780 milioni). Nonostante gli afflussi, infine, il patrimonio complessivo scende a 2.707 miliardi dai 2.722 di giugno. Sottratta la raccolta, resta un saldo negativo di circa 21 miliardi (-0,8%), riconducibile all’effetto mercato in un luglio di Borse mondiali al palo e tecnologia in affanno.

