L’estate è tradizionalmente il periodo in cui i portafogli “si sistemano” prima delle vacanze: si incassano cedole, si pagano imposte, si posticipa a settembre. Stando ai dati di raccolta Assoreti invece, luglio 2026 sembra invece essere stato il mese in cui le reti di consulenza hanno fatto un lavoro di riallocazione piuttosto vistoso. La raccolta netta delle imprese aderenti ad Assoreti si è attestata a 5,84 miliardi di euro (+6,4% su luglio 2025 e +28% rispetto al mese precedente). Il bilancio da inizio anno sale a 41 miliardi tondi (+20% rispetto ai 34,2 miliardi dei primi sette mesi del 2025).
Il numero dei clienti primi intestatari raggiunge le 5.629.288 unità, con 27,6 mila rapporti in più in trenta giorni. I consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede con mandato salgono a 25.775, di cui 24.831 con portafoglio effettivo.
Raccolta Assoreti luglio 2026: due miliardi escono dal conto corrente
La liquidità registra un saldo negativo per 2,03 miliardi, dopo il -1,45 miliardi di giugno: sono soldi che i risparmiatori tolgono dai depositi per investirli. In parallelo la raccolta netta in titoli tocca 3,83 miliardi, quasi il doppio rispetto a luglio 2025 (+93,6% anno su anno).
La vittoria del risparmio gestito
Il risparmio gestito raccoglie 4,05 miliardi, +3,1% su base annua, +57,7% rispetto a giugno, con tutte le componenti in territorio positivo. Da inizio anno le soluzioni gestite valgono 21,3 miliardi, il 52% dei volumi complessivi: una quota di poco sopra la metà, che dice quanto l’amministrato abbia smesso di essere il parente povero della raccolta.
Marco Tofanelli, segretario generale dell’Associazione, legge il mese come la conferma di una tendenza di sistema: «sempre più risparmiatori riconoscono nella consulenza finanziaria il punto di riferimento», osserva, sottolineando che la crescita del gestito e l’investimento della liquidità in eccesso sono segnali coerenti fra loro.
La riscossa dei fondi
La distribuzione diretta di quote di fondi comuni genera 1,89 miliardi, in accelerazione del 77,4% su giugno. Il grosso passa dai fondi aperti di diritto estero (1,46 miliardi), mentre i fondi aperti di diritto italiano si fermano a 386 milioni.
Si noti che, in testa non ci sono gli obbligazionari, che da due anni facevano incetta di flussi, ma i fondi flessibili con 503 milioni, seguiti dagli azionari (409 milioni) e solo dopo dagli obbligazionari (300 milioni). Chiudono monetari (160 milioni) e bilanciati (151 milioni). Sul fronte opposto, i fondi di fondi di diritto estero restano in rosso da inizio anno per 667 milioni.
Le gestioni patrimoniali individuali portano a casa 709 milioni, in crescita del 49,4% sul mese precedente, con un contributo quasi identico fra gestioni patrimoniali tramite fondi (Gpf; 363 milioni) e gestioni patrimoniali mobiliari (Gpm; 346 milioni).
Il ramo assicurativo e previdenziale accelera a 1,45 miliardi (+40,9% su giugno). Le unit linked raccolgono 947 milioni, le multiramo 244 milioni, mentre la previdenza integrativa mette insieme 216 milioni fra piani individuali (110 milioni) e fondi pensione (106 milioni).
Btp ed Etp, la coppia fissa dell’estate
Per quanto riguarda l’amministrato, i titoli di Stato raccolgono 2,29 miliardi, realizzati quasi interamente sul mercato secondario: non si tratta quindi di nuove emissioni collocate in sottoscrizione, ma di acquisti fatti a mercato dai portafogli.
Gli exchange traded product incassano 742 milioni nel mese e superano i 5,1 miliardi da inizio anno, confermando quel travaso verso i prodotti quotati di cui We Wealth ha già scritto quando le ricerche online sugli Etf hanno superato quelle sui fondi comuni. I certificate aggiungono 367 milioni, le obbligazioni corporate 244 milioni: queste ultime, però, restano negative per 147 milioni sui sette mesi, il che rende luglio un’eccezione più che un’inversione. Le azioni chiudono in sostanziale parità (-8,5 milioni).
Chi ha raccolto di più e chi ha raccolto meglio
La classifica mensile per gruppo premia FinecoBank, con 1,39 miliardi, davanti a Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking (1,28 miliardi) e Banca Mediolanum (1,13 miliardi). Seguono Allianz Bank Financial Advisors (757 milioni), Banca Generali (674 milioni), Credem Euromobiliare Private Banking (328 milioni) e Zurich Italy Bank (217 milioni).
Del miliardo e 393 milioni di Fineco, appena 182 milioni sono risparmio gestito: il resto è quasi tutto titoli (1,4 miliardi). Fideuram, al contrario, riporta 1,03 miliardi di gestito sui 1,28 complessivi, l’81% del totale; Banca Mediolanum arriva all’84% (948 milioni su 1,13 miliardi) e Allianz Bank all’89%. Banca Generali si colloca a metà strada, con 291 milioni di gestito su 674.
Da segnalare il segno meno di Intesa Sanpaolo Private Banking, negativa per 149 milioni: il gestito è positivo per 309 milioni, ma il saldo è azzerato da 621 milioni di deflussi di liquidità. Una dinamica che, nel private banking, dice più di riallocazione che di insoddisfazione.
Da inizio anno il podio è Fineco (7,78 miliardi), Fideuram (7,02 miliardi) e Banca Mediolanum (6,31 miliardi), con Allianz Bank a 5,63 e Banca Generali a 5,13 miliardi.
Lo stesso mese, due numeri diversi: perché
Chi segue i comunicati mensili delle reti quotate avrà notato una discrepanza. FinecoBank ha annunciato per luglio 1,78 miliardi di raccolta netta, Assoreti ne conta 1,39. Banca Mediolanum ha comunicato 1,40 miliardi, la rilevazione associativa si ferma a 1,13.
La differenza non è un errore: le tabelle Assoreti misurano l’attività svolta dall’intermediario tramite la propria rete di consulenti abilitati all’offerta fuori sede, mentre i dati societari includono anche ciò che passa da altri canali, dal digitale diretto alle controllate estere. Il divario si allarga sui sette mesi, dove Fineco dichiara 10,7 miliardi contro i 7,78 del perimetro Assoreti, e Mediolanum 7,78 miliardi contro 6,31.
Il caso opposto è Banca Generali: 672 milioni comunicati dalla banca, 674 rilevati da Assoreti. Praticamente la stessa cifra, perché in quel modello quasi tutto passa dal consulente. È un dettaglio tecnico che vale la pena tenere a mente ogni volta che si costruisce una classifica mettendo insieme fonti diverse.
Al di fuori di Assoreti: Azimut
Fuori dal perimetro associativo dal 21 marzo 2023, quando Azimut Capital Management formalizzò il recesso dopo l’analoga uscita da Assogestioni nel luglio 2022, il gruppo guidato oggi da Alessandro Zambotti ha chiuso luglio con 1,1 miliardi di raccolta netta e 9,2 miliardi da inizio anno, con masse complessive a 157,8 miliardi (+12% nel 2026). Il numero non è però sommabile a quelli di Assoreti: si tratta di raccolta globale.
La consulenza a parcella in leggera contrazione
Il servizio di consulenza con fee specifica — fee only e fee on top — raccoglie 1,55 miliardi nel mese, in calo rispetto a 1,71 miliardi di giugno, e sale a 9,43 miliardi da inizio anno. Vale il 26,5% della raccolta di luglio e il 23% di quella cumulata: una quota decisamente superiore al 15,8% che, a fine giugno, la consulenza a pagamento pesava sul patrimonio complessivo delle reti, quando le masse a parcella avevano toccato i 170 miliardi con un progresso annuo del 20,2%.
Nel mese guidano Finecobank (277 milioni), Credem Euromobiliare Private Banking (276 milioni) e Intesa Sanpaolo Private Banking (274 milioni), davanti a Banca Mediolanum (221 milioni), Fideuram (200 milioni) e Banca Generali (192 milioni). Sui sette mesi il primato resta di Intesa Sanpaolo Private Banking con 2,32 miliardi. Segue Finecobank con 2,18 miliardi.
Quanto vale, in media, un consulente?
Fatti due conti sui 24.831 professionisti con portafoglio, la raccolta di luglio equivale a circa 235 mila euro a testa, e quella da inizio anno a poco meno di 1,65 milioni. Ogni consulente segue in media 227 clienti primi intestatari. Sono medie, con tutta la prudenza che le medie impongono in un settore dove la dispersione fra reti — e dentro le reti — è ampia. Ma restituiscono l’ordine di grandezza di quanto passa oggi da una singola scrivania.
Le reti: essenziali per la raccolta
Il contributo delle reti al sistema degli Oicr aperti, fra sottoscrizioni dirette e indirette, vale 3,51 miliardi a luglio e 17,28 miliardi da inizio anno.
Nei primi sei mesi le reti hanno portato 13,77 miliardi su un totale di sistema di 18,06: tre quarti abbondanti.
I dati citati sono tratti dal comunicato Assoreti sulla raccolta di luglio 2026 (Tav. 1a, 1b, 2, 3, 4 e 5), diffuso il 9 settembre 2026; l’utilizzo e la diffusione delle informazioni sono consentiti previa citazione della fonte.

