IPEM Wealth 2026: la wealth revolution dei private market

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Immagine promozionale per l'evento IPEM Wealth Cannes, con dettagli dell'evento, un pulsante "Partecipa" e una vista panoramica del porto di Cannes con barche ed edifici della città. Data dell'evento: 4-5 febbraio 2026, presso il Palais des Festivals, Cannes, Francia.

La nuova edizione di IPEM Wealth 2026 si prepara a raccontare la nuova fase dei private markets, tra democratizzazione e innovazione di prodotto, in un wealth management in piena trasformazione

Indice

I private market stanno attraversando una fase di profonda trasformazione. La crescita degli AUM (Asset Under Management), l’allargamento della platea degli investitori e l’evoluzione dei modelli distributivi stanno ridisegnando il rapporto tra industria del risparmio, i wealth manager e la clientela privata.

È in questo contesto che la nuova edizione di IPEM Wealth 2026, in programma dal 3 al 5 febbraio al Palais des Festivals di Cannes, si prepara a presentarsi come uno degli appuntamenti di riferimento per tutti gli operatori del wealth management e gli attori del private equity e dei private markets.

L’edizione del prossimo anno avrà un focus più importante sulla democratizzazione di questi mercati e sull’accesso – reso progressivamente più semplice – degli investitori individuali a queste asset class. Ma quali sono le novità dell’edizione 2026 e come sta cambiando il mercato?

La “wealth revolution” dei private markets

Secondo Antoine Colson, Managing partner e Ceo di IPEM Wealth, il settore dei mercati privati sta vivendo quella che lui stesso definisce una “Wealth Revolution”. Quando IPEM è nato, nel 2016, il private equity era un universo quasi esclusivamente istituzionale, riservato a fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani o grandi famiglie.

In quegli anni il settore gestiva circa 4 mila miliardi di dollari, mentre oggi si prepara a raggiungere il traguardo dei 15 mila. E le stime parlano di una classe di attivo con tutte le carte in regola per raggiungere i 30 mila miliardi di dollari entro il 2030.

Si tratta di una crescita non solo quantitativa, ma strutturale, perché riguarda e coinvolge sempre più il canale wealth.

Inoltre, la democratizzazione dei mercati privati sarà sempre più presente nelle strategie degli operatori del settore del risparmio gestito.
«Oggi non si parla più solo di investitori istituzionali, ma anche di famiglie, Family office e investitori privati che accedono ai private markets attraverso banche private e attori del wealth management, con tassi di crescita nella raccolta che si aggirano intorno al 20% annuo», spiega Colson.

Mobilitare la ricchezza privata europea

Accanto alla democratizzazione, un altro grande tema su cui si concentrerà IPEM Wealth 2026 sarà quello della mobilitazione del capitale. In Europa, circa 11 mila miliardi di euro, pari a quasi un terzo della ricchezza privata, restano ancora fermi sui conti bancari.

In un contesto in cui sempre più settori dell’economia sono finanziati da capitali privati, la sfida è trasformare questa liquidità in investimenti produttivi. Ampliare l’accesso agli asset dei private market per gli investitori individuali diventa quindi una necessità strategica, non solo per l’industria finanziaria, ma per l’intera economia.

Evergreen funds: una crescita a velocità diverse

Un altro focus centrale della nuova edizione riguarda i fondi evergreen. Si tratta di strumenti non del tutto nuovi o sconosciuti agli investitori, che negli ultimi anni stanno conoscendo una diffusione sempre più ampia. E stanno entrando nei radar di banche private (di fascia tier 2 e 3) e dei wealth manager.

Se le grandi banche private stanno già valutando l’inserimento degli evergreen all’interno di portafogli discrezionali, per molti operatori la sfida è anche reputazionale perché, in questo segmento, conta anche il brand e la propria identità. La capacità di offrire soluzioni semplici, continuative e coerenti con le esigenze della clientela privata sarà uno dei temi chiave del confronto di febbraio a Cannes.

Innovazione, Next-Gen e nuovi modelli di accesso

IPEM Wealth 2026 guarderà anche alle trasformazioni in atto sul fronte dell’innovazione e del ricambio generazionale. Nei prossimi vent’anni, le nuove generazioni erediteranno oltre 80 mila miliardi di dollari a livello globale. La platea dei clienti del wealth management si arricchirà di investitori più giovani, più digitali ma soprattutto più interessati agli asset alternativi rispetto alle generazioni precedenti.

«La domanda di semplicità accomuna oggi tutti i profili di investitore, dagli UHNWI fino al retail», osserva Colson. Per questo motivo, i grandi asset manager stanno rafforzando le proprie capacità nei private markets con l’obiettivo di diventare veri e propri one-stop shop, in grado di gestire l’intero portafoglio del cliente.

Rendere i private market accessibili richiede però innovazione di prodotto e nuovi modelli distributivi, destinati a lasciare un segno duraturo sull’industria.

Awards, family office e formazione: le novità di Ipem Wealth 2026

Tra le novità di questa nuova edizione spiccano gli IPEM Awards, che tornano per il secondo anno consecutivo, con l’obiettivo di valorizzare gestori e distributori che si sono distinti per innovazione, in particolare nel segmento dei fondi evergreen.

Sarà dedicata grande attenzione anche al mondo dei Single-Family office. Per la prima volta, infatti, IPEM dedicherà un summit interamente riservato a questi investitori, offrendo un contesto più intimo e discreto in cui confrontare strategie e politiche di investimento.

Infine, ci sarà anche spazio alla formazione, con masterclass e momenti di confronto dedicati alle best practices e alle innovazioni dell’ecosistema, che coinvolgono tecnologia, diritto e fund management. «IPEM non è solo un luogo di business, ma uno spazio in cui l’industria può imparare collettivamente», chiosa Colson.

Scopri tutti i dettagli per partecipare.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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