Il 2025 non è stato un anno facile per i mercati privati. La grande incertezza e volatilità che hanno contraddistinto gli ultimi dodici mesi, infatti, hanno ridotto l’appetito degli investitori per il rischio. Ciò nonostante, in Italia il settore dei capitali privati ha chiuso bene il 2025, con 322 operazioni di investimento – mai così tanto accordi sono stati chiusi in soli sei mesi – per un controvalore di 3,6 miliardi di euro, lasciando ben sperare per il 2026. Intanto il numero delle imprese italiane nel portafoglio dei fondi di private equity sale a 1100.
Più deal, meno grandi
A dare questi numeri è Deloitte con il suo “Italy Private Equity Confidence Survey”, report arrivato alla sua quarantasettesima edizione, che fornisce indicazioni in merito alle attese dei principali operatori PE sull’andamento del proprio settore. Stando allo studio negli ultimi sei mesi dell’anno si sono verificati 322 operazioni di investimento e 26 di disinvestimento, segnando il valore più elevato mai raggiunto. Tuttavia, il controvalore complessivo delle transazioni si è attestato intorno agli 3,6 miliardi di euro, in fortissimo calo rispetto ai 22,1 miliardi di euro del secondo semestre. Secondo Deloitte questa asimmetria sarebbe da giudicarsi come un segnale di maggiore di solidità del settore. Nel secondo semestre del 2025, i settori che hanno attratto maggiormente l’interesse degli operatori di Private Equity sono stati Beni per l’industria e ICT, seguiti da Terziaro avanzato, Cleantech, Healthcare e Food &Beverage.
Le aziende italiane guidate dal capitale privato
Un altro dato interessante che conferma la salute del settore è quello che ha fornito Bain nel suo ultimo report. Secondo la società di consulenza americana il numero di aziende controllate da fondi di private equity in Italia è salito a 1100, con una forte crescita nell’anno guidata da operazioni sulla fascia inferiore del mercato delle imprese di medie dimensioni, lower mid-market, con un Ebitda inferiore ai 10 milioni di euro. Le aziende italiane supportate da capitale privato inoltre confermerebbero performance industriali complessivamente positive, con crescita media dell’EBITDA del 16% CAGR in valore assoluto negli ultimi 5 anni. La composizione di portafoglio – stando invece al report di Deloitte – è ancora concentrata sulle aziende di medie dimensioni. Il 25,0% dei rispondenti afferma di detenere società con un fatturato medio tra 51 milioni di euro e i 100 milioni di euro (-5,4% rispetto al semestre scorso). Cresce invece la quota di società in portafoglio con un fatturato tra i 31 milioni di euro e i 50 milioni di euro arrivando al 31,8% (+6,8%.). Infine, il 13,6% dichiara di possedere società con un fatturato medio di oltre 100 milioni di euro (+1,1%) mentre si denota un leggero rialzo nella quota di società con fatturato tra 16 milioni di euro e i 30 milioni di euro, che arriva al 20,5% (+0,9%).
Fiducia in miglioramento
Guardando invece al nuovo anno gli operatori di settore sembrano essere fiduciosi. Il Deloitte PE Confidence Index si posiziona a 111 punti, in leggero aumento e coerente con il trend positivo degli ultimi anni. Questo livello corrisponderebbe a una previsione di circa 224 operazioni nel primo semestre 2026. Il sentiment è dunque cautamente ottimista: solo il 4,5% degli intervistati tema una contrazione nel numero dei deal, con invece il 56,8% che prevede una stabilità e il 38,6% un aumento. Guardando ai rischi, lo scenario macroeconomico resta sostanzialmente stabile, anche se persistono timori legati ai conflitti internazionali (il 93% teme impatti negativi dai conflitti in corso), rischi inflattivi e possibili politiche protezionistiche (principale timore e indicato da tutti gli intervistati). Circa il 56% degli intervistati ritiene invece che nel corso del prossimo semestre le società in portafoglio potrebbero avere difficoltà a utilizzare i fondi messi a disposizione dalle iniziative PNRR e Next Generation EU. Ad ogni modo il 61,4% degli operatori prevede uno scenario stabile nei prossimi sei mesi, mentre aumenta al 14,3% la quota di chi si aspetta un miglioramento.