Assicurazioni, il private credit resta nel menu nonostante le incognite

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Nonostante le tensioni sui fondi semi-liquidi e un contesto macro più incerto, le assicurazioni continuano a vedere nel private credit una fonte chiave di rendimento e diversificazione, sostenuta dall’ampliamento delle opportunità e da fondamentali ancora solidi

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All’inizio di quest’anno, prima dello scoppio del caso Blue Owl e dell’ombra sul private credit (e della guerra in Iran), le assicurazioni globali restavano convinte che l’allocazione verso i mercati privati sarebbe aumentata nel corso dell’anno. Lo affermava il 62% di un panel raggiunto da Goldman Sachs fra gennaio e inizio febbraio nel suo nuovo Global Insurance Survey. A spingere l’appetito per gli investimenti non quotati sui mercati pubblici sembra esserci, in controluce, una percezione poco rosea: per il 43% delle assicurazioni le opportunità di investimento stanno peggiorando (contro il 39% dello scorso anno).

La fotografia indica, inoltre, una generalizzata accelerazione del trend del private capital (attesa dal 64% dei 434 partecipanti al sondaggio), con particolare accento su asset-backed finance, private placement IG, senior direct lending e private equity: tutti segmenti del territorio dei mercati privati che hanno visto il maggior scarto positivo rispetto alle attese allocative rilevate lo scorso anno.

“Nei 15 anni in cui abbiamo condotto questa indagine, il private credit ha continuato a evolversi fino a diventare un’asset class ampia, nonché una componente core per gli assicuratori che intendono soddisfare le proprie esigenze di rendimento e di matching delle scadenze. Si tratta di investitori sofisticati, in grado di investire e cogliere opportunità lungo i cicli del credito. Riteniamo che rappresentino capitale paziente e che siano ben posizionati per diventare finanziatori di riferimento per i borrower di alta qualità in contesti di mercato più volatili”, ha dichiarato Mike Siegel, Global Head of Insurance Asset Management and Liquidity Solutions e Co-Head del Client Solutions Group per l’area Asia-Pacifico.

Rendimenti attesi e riposizionamento sul credito

In particolare, il private equity viene visto come l’asset class con il più alto rendimento atteso (con il 18% delle preferenze), subito davanti alle azioni Usa (17%) e alle materie prime (13%). Al contrario, cresce la sfiducia verso la liquidità e le criptovalute, rispettivamente previste come le asset class che renderanno di meno nel corso dei 12 mesi successivi all’indagine (rispettivamente per il 37% e il 14% del campione).

Per quanto riguarda la componente obbligazionaria, le assicurazioni si sono dette propense ad incrementare sia il rischio duration sia il rischio di credito, con un saldo positivo rispettivamente dell’11% e del 14%.

E il private credit? Perlomeno, prima che diventasse un nuovo terreno di dubbio a causa dei maxi deflussi dai fondi semi-liquidi, le assicurazioni restavano orientate verso l’ottimismo: “Nel 2026 il private credit è destinato a rimanere una fonte interessante di rendimenti efficienti in termini di capitale. L’ampliamento delle opportunità nel private investment grade e nell’asset-backed finance offre alle compagnie assicurative un ventaglio più ampio di strategie attraverso cui allocare capitale all’interno dell’asset class”, ha dichiarato Stephanie Rader, Global Co-Head of Alternatives Capital Formation. “Questo mercato in espansione mette a disposizione una gamma più ampia di soluzioni di finanziamento e strutture di capitale, consentendo agli investitori di diversificare i portafogli e di allinearsi ai veicoli di investimento preferiti”.

Intelligenza artificiale: efficienza operativa e nuovi driver nei private market

Accanto alla crescita dei mercati privati, accelera anche l’adozione dell’intelligenza artificiale, che si afferma sempre più come leva operativa e, al tempo stesso, come tema di investimento. La maggior parte degli assicuratori utilizza già soluzioni di AI (62%) o ne sta valutando l’introduzione (34%), con applicazioni che spaziano dalla riduzione dei costi operativi (83%) alla valutazione degli investimenti (42%), fino alla sottoscrizione del rischio (38%) e al marketing (33%).

Ma l’interesse non si ferma all’efficienza: sul fronte allocativo, l’AI apre nuove direttrici nei mercati privati, in particolare nelle infrastrutture digitali. A livello globale, il 56% degli assicuratori individua proprio in infrastrutture e data center le principali opportunità di rendimento legate all’intelligenza artificiale, rafforzando il legame tra innovazione tecnologica e private market. “Riteniamo che l’intelligenza artificiale e la nuova generazione di infrastrutture digitali rappresentino una delle opportunità di investimento più ampie e significative del nostro tempo”, ha dichiarato Leonard Seevers, Partner, Digital Infrastructure Investing, “con la crescente potenza di calcolo e lo sviluppo delle catene di approvvigionamento critiche, dei componenti e dei servizi necessari a soddisfare la crescita della domanda, vediamo emergere un’ondata di opportunità senza precedenti per gli investitori, in grado di catturare valore lungo tutti gli elementi dell’ecosistema dell’AI”.

Domande frequenti su Assicurazioni, il private credit resta nel menu nonostante le incognite

Qual era la percezione delle assicurazioni globali riguardo all'allocazione nei mercati privati all'inizio dell'anno, prima di eventi significativi?

All'inizio dell'anno, prima di eventi come il caso Blue Owl e la guerra in Iran, il 62% delle assicurazioni globali intervistate da Goldman Sachs era convinto che l'allocazione verso i mercati privati sarebbe aumentata nel corso dell'anno. Questa previsione rifletteva un crescente appetito per gli investimenti non quotati.

Quali fattori sembrano spingere l'interesse delle assicurazioni verso gli investimenti nei mercati privati?

L'interesse delle assicurazioni per gli investimenti non quotati sui mercati pubblici sembra essere guidato da una percezione di opportunità e potenziali rendimenti. Sebbene l'articolo non specifichi ulteriormente questa percezione, suggerisce che sia un fattore chiave dietro l'aumento dell'allocazione.

In che modo l'intelligenza artificiale potrebbe influenzare i mercati privati secondo l'articolo?

L'intelligenza artificiale è identificata come un potenziale driver di efficienza operativa e di nuovi flussi di investimento nei mercati privati. Questo suggerisce che l'IA potrebbe migliorare la gestione degli investimenti e aprire nuove opportunità di allocazione.

Quali eventi hanno creato incertezze nel settore del private credit per le assicurazioni?

L'articolo menziona specificamente il caso Blue Owl e la guerra in Iran come eventi che hanno gettato un'ombra di incertezza sul private credit. Questi eventi hanno probabilmente influenzato le decisioni di allocazione delle assicurazioni globali.

Nonostante le incertezze, quale è la posizione attuale delle assicurazioni riguardo al private credit?

Nonostante le incertezze emerse, il private credit rimane una componente considerata nel portafoglio degli investimenti delle assicurazioni. L'articolo indica che, sebbene ci siano state delle ombre, questa asset class continua a essere parte delle strategie di allocazione.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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