Investire con i certificati: tipologie a confronto e opportunità

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Tra gennaio e aprile 2024 sono stati collocati sul mercato primario 6.472 milioni di euro di certificati, un volume che risulta secondo solo al record dell’ultimo trimestre 2023. Tutti i numeri rilevati da Acepi, i trend e le tipologie (Cp, Ccp e Cnl) a confronto

Indice

Tendenze di mercato e collocamento di certificati nel 2024

Il collocamento di certificati sul mercato primario nel primo trimestre 2024 registra una flessione del 19% rispetto al massimo storico toccato nell’ultimo trimestre. Ma al netto di questo fisiologico calo, il trend è rialzista sin da metà 2021. Infatti, secondo quanto emerge dall’Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento, Acepi, nel primo trimestre di quest’anno sono stati collocati sul mercato primario 6.472 milioni di euro, un volume che risulta secondo solo al record dell’ultimo trimestre 2023.

Ancora, 442 è il numero dei prodotti offerti, diminuito del 9% rispetto al massimo storico toccato anch’esso nel quarto trimestre 2023, ma risulta in aumento rispettivamente del 25, del 34 e del 18% sul terzo, secondo e primo trimestre del 2023.

Segmentazione per tipologie di certificati: Cp, Ccp e Cnl a confronto

Per quanto riguarda la segmentazione per tipologie di prodotto dei volumi collocati, è possibile osservare nel primo trimestre del 2024 una crescita rilevante dei prodotti a capitale condizionatamente protetto (Ccp), +16% rispetto al trimestre precedente, che arrivano a rappresentare il 42% del totale collocato a fronte del 52% dei prodotti a capitale protetto (Cp), che calano invece del 18% rispetto a fine 2023, quando quotavano 70%, e avevano raggiunto un massimo del 74% raggiunto nel secondo trimestre dello scorso anno.

Il rimanente 6% dei volumi collocati del primo trimestre 2024 è riferito alle credit linked notes (Cln), che salgono dal 4% del quarto trimestre al 6%, sfiorando il picco del 7% registrato sia nel primo e nel terzo trimestre dello scorso anno. Infatti, le credit linked notes (Cln) sono una tipologia di prodotto cresciuto sensibilmente nel 2022,
toccando l’11% (471 milioni) del collocato complessivo nel terzo trimestre del 2022.

Il rapporto tra le due tipologie di prodotti, Ccp e Cp, può essere una buona approssimazione
della propensione al rischio dell’investitore.

Cambiamento nella propensione al rischio degli investitori

Il 2021 è stato un anno caratterizzato dalla ricerca di rendimento da parte degli investitori, raggiungendo un picco nel secondo trimestre 2021 (71% dei Ccp contro il 28% dei Cp) per poi registrare invece, dal secondo trimestre 2022 sino a tutto lo scorso anno, esattamente il quadro opposto, ovvero di profonda avversione al rischio, mantenendo la media dei prodotti a capitale protetto Cp non inferiore al 70% rispetto alla percentuale media Ccp, inferiore al 30%.

Nel primo trimestre 2024, la propensione al rischio ha invece ricominciato a crescere. Questo cambio di tendenza è coerente con le logiche monetarie attese maggiormente accomodanti e con un mercato obbligazionario che potrebbe beneficiarne.

Inoltre, conferma come gli investitori abbiano fiducia che in numerosi settori si possa generare ulteriore valore e dividendi. Dividendi che sono utilizzati dall’industria dei certificati per costruire strutture con un maggior grado di protezione del capitale, barriere più profonde o flussi previsti durante la vita del certificato, scadenze maggiori e possibilità di restituzione anticipata del capitale investito nel
caso di strutture con autocallability.

Preferenze per tipologie specifiche di certificati

Nell’ambito dei certificati a capitale protetto, nel primo trimestre dell’anno in corso, i Digital (76%) sono stati preferiti agli Equity protection (23%).

Per i prodotti a capitale condizionatamente protetto, gli Express sono stati i prodotti maggiormente collocati, registrando 44%, rispetto al 15% dei Cash collect, stabili rispetto all’ultimo trimestre del 2023, quando avevano toccato il 26% nel secondo. I Bonus Cap sono stabili, risalendo al 40%, registrato già nel terzo trimestre, dal 37% del quarto trimestre, dopo aver toccato il 25%
e 19% rispettivamente nel primo e secondo trimestre e un 2022 che li vedeva
praticamente assenti dal mercato.

Dall’esame dei volumi delle diverse tipologie di certificati a capitale protetto e a capitale condizionatamente protetto, si evidenzia come uno degli obiettivi degli investitori sia ancora
la ricerca di un flusso di premi periodici (offerto da strutture come i Digital e gli Express) accompagnato da una protezione del capitale, incondizionata (per i primi) o condizionata al verificarsi di un evento (per i secondi).

(Articolo scritto da Giovanna Zanotti di Acepi e tratto dal magazine n. 69 di giugno 2024 di We Wealth)

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